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A Torino le scuole in piazza

Sciopero generale della Scuola oggi a Torino, come in tutta Italia, contro le riforme e i drastici tagli Gelmini-Tremonti. E il 15 ottobre si replica.

A Torino scuole in piazza“Almeno un pregio la Gelmini ce l’ha” - commenta una studentessa in piazza a Torino - “quello di avere unito nella protesta contro di lei Nord e Sud, genitori, alunni e docenti, tutte le scuole di ogni ordine e grado e perfino tutte le università”.

E’ questo uno degli amari commenti che si sentono a Torino, in piazza, durante lo sciopero generale della scuola indetto da Unicobas.

A Torino si stanno mobilitando coralmente studenti di tutte le scuole, docenti, genitori, ma anche il personale dell’Università, sebbene le riforme contro cui protestano (tutte del Ministro Gelmini) siano in realtà leggi differenti.

In alcune scuole torinesi da alcuni giorni è già partita l’occupazione e l’autogestione. In molte scuole i Docenti per protesta si rifiutano di fare straordinari (necessari per coprire i “buchi” lasciati scoperti dai tagli agli organici) e le attività extrascolastiche (viaggi di istruzione, uscite, laboratori) a causa della mancanza dei fondi.
E oggi sono tutti in corteo in piazza.

“Una nuova protesta contro i tagli all’organico e l’impoverimento della qualità della scuola - scrive Maria Teresa Martinengo su La Stampa dell’8 ottobre - ha coinvolto ieri un altro istituto professionale, il «Beccari» e, in parte, il «Bodoni-Paravia», l’istituto per le arti grafiche e fotografiche (di Torino, ndr). Martedì avevano «scioperato» all’improvviso i ragazzi del Boselli, assistiti con una certa «comprensione» dai loro docenti. Questa volta gli studenti non sono rimasti, come l’altro giorno, all’interno della scuola: hanno formato un corteo di centinaia di persone che ha marciato lungo via Bologna, via Milano, via Garibaldi fino a piazza Castello, davanti alla Regione - obiettivo della manifestazione -, per finire davanti alla Rai di via Verdi”

“Il «Beccari» è il grande istituto alberghiero - prosegue nel suo articolo la Martinengo - dove pochi giorni fa gli operatori scolastici avevano denunciato il disagio della categoria, pesantemente colpita dai tagli. Ieri gli studenti - che hanno attraversato la città così com’erano, senza striscioni o cartelli - hanno spiegato di essersi mossi «perché ci stanno diminuendo le ore di pratica. Quando usciremo di qui non sapremo fare niente»”.

Il corteo torinese, che si unisce agli oltre 50 cortei di protesta che oggi si muovono in tutta Italia, da Roma a Napoli, da Bari a Siena, da Foggia a Salerno, è partito dalla centrale piazza Arbarello (dove fino a pochi anni fa vi era la sede storica della Facoltà di Economia) per proseguire lungo via Cernaia, via Pietro Micca, la centralissima Piazza Castello, via Verdi e raggiungere Palazzo Nuovo, sede delle Facoltà Umanistiche.

Secondo le stime della polizia a Torino questa mattina erano in piazza più di 15.000 persone, mentre per gli organizzatori il numero raggiungeva le 30.000 unità.

Alcuni studenti universitari, travestiti da clown, hanno distribuito buste vuote, rappresentanti le borse di studio “vuote”. La protesta ha raggiunto la sede della Regione Piemonte, contro i tagli aggiuntivi alle borse di studio imposti dal Governatore Cota.

“Ciò che ci amareggia di più” - commenta una docente delle superiori in sciopero - “è che il Ministro Gelmini continua a fare un muro di gomma, respingendo tutte le critiche, facendo finta di non vedere il disastro della scuola, citando cifre e dati elaborati dal Ministero che non corrispondono assolutamente alla realtà e parlando per frasi fatte e luoghi comuni“.

“In tutta Europa - si legge sul comunicato ufficiale con cui Unicobas ha proclamato lo sciopero generale della scuola per l’8 ottobre - nonostante le note difficoltà finanziarie, nessun governo tocca la scuola, che anzi ottiene finanziamenti ulteriori. In Italia, il Paese che, come dimostrano i recentissimi dati OCSE, spendeva già la percentuale più bassa del prodotto interno lordo per istruzione, università e ricerca, vengono sottratti alla scuola 8,5 miliardi di euro”.

E intanto i Cobas di Torino-Piemonte annunciano un nuovo ulteriore sciopero generale della scuola per il 15 ottobre, con una “Manifestazione a Torino alle ore 9,30 in piazza Arbarello contro la scuola-miseria e l’arroganza di Tremonti-Gelmini”.

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RASSEGNA STAMPA:

> Tagliate troppe ore: in questa scuola non impareremo - LA STAMPA TORINO
> Le FOTO del corteo a Torino - REPUBBLICA
> Studenti in piazza in tutt’Italia
> Studenti e precari in piazza contro la riforma Gelmini - REPUBBLICA
> Da università e licei migliaia in corteo - CORRIERE
> Scuola, studenti in piazza - ANSA
> COBAS SCUOLA