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Prìncipi ed alchimisti tra storia e leggenda

La nascita della prima manifattura di porcellane europea, nel 1709 a Meissen, si deve agli esperimenti sconclusionati di un alchimista prussiano...

Sul finire del XVII° secolo era convinzione radicata che l’oro si potesse ricavare dai metalli comuni trattandoli con opportuni ingredienti e non v’era principe europeo che non avesse presso la sua corte un alchimista, figura a mezza via tra un chimico ed un mago, incaricato di trovare la formula misteriosa che avrebbe reso ancor più ricco e potente il suo Signore.

Gli specialisti ritenuti più qualificati erano contesi tra i vari sovrani, che non si facevano scrupolo di costringere con la forza i più riottosi a collaborare.
E’ ciò che capitò anche al giovane e promettente alchimista Johann Friedrich Böttger: lasciata la natia Prussia per sfuggire alle grinfie del suo re, Federico I, cadde  in balia dell’Elettore di Sassonia, Augusto il Forte, che lo segregò nel suo castello di Meissen affinchè si dedicasse -in esclusiva per lui!- alla fabbricazione dell’oro

Naturalmente Böttger non riuscì a compiere quell’impossibile impresa e Augusto, deluso dalla manifesta inettitudine del suo alchimista, lo “prestò” al conte Ehrenfried Von Tschirnhausen, un nobiluomo appassionato di scienze naturali, che da qualche anno conduceva ricerche sulla composizione degli impasti ceramici, nell’intento di riuscire a riprodurre la pregiatissima porcellana cinese.

Avete già capito come andò a finire? In una fredda mattina del gennaio 1708 il primo pezzo di porcellana  europea, battezzata porcellana jaspice, vide la luce: era di colorito rossastro e di aspetto ancor grezzo ma il seme ormai era stato gettato, la storia della gloriosa porcellana di Meissen era iniziata!

E Böttger? Nonostante la fama e gli onori che gli vennero dall’inattesa scoperta, il suo fisico ed il suo spirito erano stati logorati dalla prigionia: morì alcolizzato nel 1719, a 37 anni.

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