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Il tempo si è fermato a Meissen

Nonostante siano trascorsi quasi tre secoli dalla fondazione della prima manifattura europea di porcellana, lo stile di Meissen continua a fare scuola

Sorta con l’intento di riprodurre i prodotti d’importazione cinese, la porcellana di Meissen ne ricalcò per un certo periodo le forme e lo stile: i modelli orientali venivano copiati fin nei minimi particolari al punto che, nella produzione di quegli anni, solo l’occhio esperto di un bravo antiquario riuscirebbe a cogliere le differenze con gli originali.
 

Negli anni che seguirono alla morte di Johann Friedrich Böttger, primo direttore della fabbrica, questo convenzionale lavoro di copia fu a poco a poco abbandonato, grazie anche all’impegno del nuovo responsabile, chiamato nel 1719 alla guida della manifattura: Johann Gregor Herold, abilissimo pittore, che seppe affrancare la produzione di Meissen dagli schemi del passato per farle abbracciare le nuove tendenze pittoriche che si stavano imponendo in Europa ad opera dei pittori francesi esponenti dello stile rococò.

 

Le immagini naturalistiche di fiori, uccelli, paesaggi accanto a scene galanti, riprese non solo nelle decorazione del vasellame ma anche nella modellazione plastica, contraddistinguono questo periodo di transizione che vede anche l’affermarsi, come colori d’elezione per il decoro, del verde lattiginoso accostato al rosso violaceo che resteranno un segno distintivo dello scuola di Meissen.

 

Nonostante i tentativi, attuati nella seconda metà del ‘700 dal successore di Herold, il Conte Cesare Marcolini, per adeguare la produzione della manifattura alle sopraggiunta corrente neoclassica, la tradizione pittorica di Meissen non fu mai del tutto rinnegata anzi, resistendo al passare del tempo e delle mode si andò riaffermando progressivamente nel corso del XIX° secolo fino a trionfare nel rinato stile neo-rococò che, con minime modifiche, è proseguito sino ad oggi.

 

 

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