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Una ricetta per ogni occasione

Non fatevi venire in mente niente di appetitoso: anche se i ceramisti hanno spesso a che fare con dei piatti, le ricette che mettono in pratica servono ad appagare la vista e non il gusto!

Parlando dell’impasto dei colori nelle tecniche tradizionali vi avevo accennato alla necessità di adattare la consistenza del colore al tipo di decoro da realizzare. Vediamo ora in dettaglio la ricetta base, le sue varianti e le rispettive possibilità d’impiego.

Ricetta di base
Ingredienti: 2 parti di colore+1 parte di essenza grassa+trementina q.b.
Aggiungendo poca trementina si ottiene un impasto cremoso che è adatto alla realizzazione dei decori a piccole pennellate, come sono ad esempio i fiordalisi in stile Limoges e, in generale, tutti i fiori dipinti a mano libera (non-ti-scordar-di-me, roselline, violette, etc.)
Aggiungendo invece abbondante trementina si ottiene un colore più fluido che è indicato per i lavori di tamponato e per il riempimento delle aree circoscritte dal delineo (tenendo presente comunque che la rapidità d’asciugatura presuppone una certa abilità nel tirare il colore!)

Variante alla lavanda
Ingredienti: 2 parti di colore+1 parte di essenza grassa+lavanda q.b.
Usando l’essenza di lavanda in alternativa alla trementina si ottiene la mescolanza ideale per colorare l’interno di un decoro a pennino perchè il colore mantiene la sua fluidità più a lungo facilitando la stesura.
Usando la lavanda in aggiunta alla trementina, indipendentemente dalla consistenza dell’impasto, si rallenta comunque l’asciugatura del colore e vengono agevolati tutti i decori su superfici estese.

Variante alla copaiva
Ingredienti: 3 parti di colore+1 parte di olio di copaiva+lavanda q.b.
L’olio di copaiva è entrato nell’uso dei ceramisti europei da poco più di vent’anni ma non è ancora riuscito ad imporsi, forse perchè i vantaggi che vanta nei confronti della tradizionale essenza grassa (è inodore, meno denso e più facile da impastare) non sono tali da giustificare il costo più elevato…e poi, ammettiamolo: le abitudini sono difficili da cambiare! Non a caso il suo impiego più frequente, qui da noi, è nelle tecniche moderne, dove viene preferito all’olio molle o miscelato con esso, quasi a voler significare che con la tradizionale pittura su porcellana non ha niente a che vedere!

 

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