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Sembra che il successo della manifattura di Sevres sia stato determinato dal capriccio della marchesa di Pompadour, amante prediletta del re di Francia e abile faccendiera di corte

Quando nel 1738 fu fondata a Vincennes una fabbrica di porcellana a pasta tenera, nulla faceva presagire che entro di un paio di decenni sarebbe diventata il punto di riferimento per i decoratori dell’intera Europa.
La neonata manifattura, infatti, non aveva particolari caratteri distintivi rispetto alle contemporanee fabbriche di porcellana sorte a seguito dell’impulso promosso da Meissen: gli oggetti allora prodotti erano per lo più copie di quelli provenienti dalla ormai famosa casa tedesca.






Nel 1756 però la fabbrica fu trasferita a Sevres, in un edificio non molto distante dal castello della Marchesa di Pompadour, discussa esponente dell’aristocrazia francese…nonchè favorita di re Luigi XV.
Madame de Pompadour prese a cuore le sorti della manifattura, folgorata, si dice, dalla bellezza delle prime statuine in bisquit, un impasto ceramico privo di cristallina che assume un aspetto molto simile al marmo dopo la cottura.

Fu grazie all’influenza di questa intraprendente cortigiana che il re in persona, divenutone proprietario nel 1759, decretò il successo della fabbrica di Sevres grazie all’attuazione di apposite leggi mirate a farle ottenere il monopolio della porcellana francese.

Risalgono a questo periodo gli esempi più significativi della produzione di Sevres: oltre ai già citati gruppi plastici in bisquit, troviamo vasi, coppe, servizi di vasellame da tavola composti da innumerevoli pezzi, nell’osservanza di una tradizione tipicamente francese.

Gruppo plastico in bisquit

La decorazione è caratterizzata da fiori, uccelli esotici, paesaggi e scene bucoliche, il più delle volte circoscritti in medaglioni che risaltano su fondali blu, verde e rosa, colori così distintivi dello stile Sevres da aver conservato nel nome l’impronta del passato: ancor oggi infatti si parla di blu reale, verde di Sevres, rosa Pompadour!

Più tardivi ma non meno peculiari sono gli sfondi a piccoli motivi geometrici chiamati a cailloutè e a oeil de perdrix (a ciottolo o ad occhio di pernice) che fecero la loro comparsa dopo il 1770, quando la manifattura, a seguito del reperimento di un nuovo tipo di argilla, aveva appena iniziato la produzione di porcellana a pasta dura.

I colori dello stile Sevres

Meno felici per la fabbrica di Sevres furono gli anni successivi: dopo uno sprazzo di originalità con la cosiddetta decorazione a gioiello, che consisteva nell’applicazione di smalto a gocce e frammenti di porcellana, a simulare pietre preziose e perle, la manifattura conobbe un periodo di declino durante la Rivoluzione Francese che portò alla paralisi quasi totale della produzione.

Fu solo dopo il 1800 che le sorti della fabbrica si risollevarono, grazie alla scoperta di un nuovo composto a pasta dura, molto resistente e al tempo stesso molto malleabile, che consentì di orientare l’attività verso la fabbricazione di oggetti di grandi dimensioni ma eleganti per l’esiguo spessore, come i vasi in stile neoclassico che sono l’esempio più rappresentativo dello stile Sevres “moderno”.

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