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La punta d'agata

Ricorda gli stilus degli antichi scribi questo attrezzo impiegato per elaborare i decori in oro

Tutti abbiamo appreso a scuola che gli scribi -gli stenografi dell’atichità!- erano soliti fissare gli appunti su una tavoletta spalmata di cera per mezzo di un’asticciola appuntita chiamata stylus, più o meno come noi facciamo con la penna su un blocco-note!

La punta d’agata somiglia molto a quell’arcaico bastoncino: è infatti costituita da un fusto in legno al quale è ancorata, tramite una ghiera metallica, una punta in pietra dura, l’agata appunto:

Punta d'agata per incisione sull'oro zecchino

Anche il principio di funzionamento è analogo a quello del suo primitivo precursore: si tratta infatti di usare l’estremità aguzza della punta per scalfire, dopo la cottura, la superficie coperta di oro zecchino per ricavarne disegni tono-su-tono.

Il costo elevato di questo attrezzo e la preziosità, anche dal punto di vista economico, della tecnica di decoro nel quale è utilizzato lo rende uno strumento d’elite, solitamente retaggio dei decoratori professionisti o degli hobbisti che abbiano già una certa esperienza.

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