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Il forno, questo sconosciuto...

E' sicuramente il pezzo più importante di tutta l'attrezzatura del decoratore e un sogno nel cassetto per molti di noi...

Tutti coloro che si dedicano alla pittura su porcellana da molto tempo, finiscono, prima o poi, col sentire come un vero peso la schiavitù della cottura presso terzi e maturano l’esigenza di acquistare un forno personale.
Non sempre però è facile distinguere, fra le numerose proposte del mercato, quale sia l’articolo più adatto alle proprie reali necessità.

Quali proprietà deve avere, infatti, questo ambito accessorio per poter soddisfare i bisogni di un hobbista in procinto di compiere il grande passo?
Vediamole insieme.

Il primo, indispensabile, requisito è la possibilità d’installazione in ambiente domestico tramite collegamento alla normale rete elettrica casalinga, che funziona a 220 Volt.
Entro i limiti della definizione di ambiente domestico possono essere compresi anche balconi, cantine, ripostigli, soffitte, box…tenendo presente un importante fattore: il locale deve essere provvisto di finestra ed opportunamente areato per consentire lo sfiato delle esalazioni prodotte in fase di cottura.

Un altro elemento da prendere in considerazione sono le dimensioni del forno, sia per evidenti problemi di collocazione sia perchè esse ne condizionano la capienza, che dovrebbe essere tale da consentire la gestione personale della più ampia tipologia possibile di articoli, dagli oggetti più piccoli, come piastrine e posacenere, ai piatti da portata e vassoi, fino ai vasi di media altezza, che sono gli oggetti più comunemente trattati dal decoratore amatoriale.
E’ ovvio che se fossimo dediti alla decorazione di portaombrelli in porcellana…il discorso sarebbe diverso! :-)

Ultima ma non meno importante valutazione da farsi è quella che riguarda i costi di acquisto e gestione del forno che, per un’utenza non professionale, dovrebbero essere alquanto contenuti: direi che il massimo limite accettabile per l’investimento iniziale potrebbe essere intorno ai 1.500 euro, una cifra superiore sarebbe giustificata solo da una produzione intensiva o…dall’intenzione di mettersi in affari e cuocere anche per altri!
Per quanto riguarda i costi di gestione non è facile fare previsioni, anche se accorgimenti per risparmiare sulla bolletta ce ne sono, primo fra tutti quello di cuocere sempre a pieno carico e, se il contratto di erogazione elettrica lo consente, far partire il forno nelle fasce orarie a tariffa ridotta.

Esiste sul mercato un articolo che abbia tutte queste caratteristiche?
Ho girato la domanda ad alcuni tra i principali produttori e rivenditori di forni elettrici ed ecco le loro risposte:

Il Sig. Lino Calamita della Cerart ci suggerisce il modello GIOVE 1140 della Tornati Forni, un forno a muffola con caricamento frontale e capienza 65 lt che costa 1.584 euro, iva inclusa. Le temperature massime d’esercizio vanno dai 1080° del modello per ceramica ai 1280° del modello per porcellana.

Il Sig. Marco Airaghi della Light Power, non ci segnala un modello preciso perchè i forni prodotti dalla sua azienda hanno tutti in comune la carica dall’alto, la modularità e il funzionamento alla tensione di 220 Volt, quindi la scelta sarà fatta principalmente in base alla capienza desiderata e al prezzo, che va da 550 a 2.280 euro.

Il Sig. Luigi De Marco della Forni De Marco, ci suggerisce il suo MODELLO 56, un forno con capienza di 56 lt, prezzo di 1.600 euro (comprensivo di 3 piani d’infornamento e 8 colonnine) interamente costruito con mattoni refrattari, che non rilasciano sostanze nocive contrariamente a quanto avviene per i rivestimenti in fibre ceramiche.

Trovate ulteriori notizie e le schede tecniche di ciascun forno sul sito delle rispettive aziende, che ho riportato nei link correlati.

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