Questo sito contribuisce alla audience di

Esame Obiettivo del Piede pezzo n°3

ARTICOLAZIONI Tutte le ossa fin ora citate sono collegate fra loro tramite strutture dette articolazioni, le quali permettono alle ossa stesse di muoversi reciprocamente.

Esse si dividono in Sinartrosi (poco mobili) e Diartrosi (molto mobili). Le più importanti sono quelle che mantengono compatta e funzionale la struttura del piede e ne permettono i movimenti e la postura (dinamica e statica).

Il mantenimento del piede avviene fondamentalmente in tre articolazioni:

- Articolazione Metatarso-Falangea del 1° dito;

- Complesso dell’Articolazione Sotto-Astragalica-Medio Tarsica;

- Articolazione Tibio Tarsica;

A livello della caviglia l’articolazione Tibio Tarsica è la più solida e mobile, perchè è in grado di sopprtare il peso del corpo durante la deambulazione. La solidità è data dai legamenti collaterali (mediali e laterali); la Tibio Tarsica, come dice la parola stessa, è situata tra le ossa distali della Tibia e quelle postero superiori del Tarso, permettendo al piede movimenti di flessione dorsale e plantare.

Successivamente, tra il Tarso anteriore e quello posteriore, troviamo l’articolazione di Chopart, costituita da un’unione articolare dell’astragalo con lo scafoide e del calcagno con il cuboide, permettendo lievi movimenti di torsione del piede.

La lysfranc, invece, è larticolazione che unisce il tarso anteriore e le ossa prossimali del metatarso, vale a dire i tre cuneiformi ed il cuboide con le cinque ossa metatarsali; questa consente la flessione, l’estensione e la lateralità dell’avampiede rispetto al retropiede.

Le ultime articolazioni del piede sono la metatarso-falangea e le inter digitali, ultime nell’ordine di classificazione ma non per importanza, perchè sono quelle che permettono un corretto movimento di propulsione durante la deambulazione.

Ogni singola articolazione, dalle più grandi e più importanti, alle più piccole e meno citate, consentono al piede di adattarsi al suolo nel miglior modo possibile e nella loro funzione complessiva evitano l’usura di una singola articolazione, almeno quando non vi sono patologie articolari gravi e specifiche.