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Ho un sogno: Il dialogo della Podologia Italiana

Con la massima umiltà e moderatezza da queste pagine vorrei lanciare un appello, a tutti i leader delle varie Associazioni di Podologia, qui voglio riferirmi nello specifico a

Pod. Montesi Mauro Presidente AIP, Pod. Bernabei Rioccardo Presidente GIPA, Pod. Basso Michele Presidente ANIP, Pod. Serafin Presidente FNCPP, Pod. Pagliari Enrica Presidente AMPI, Pod. Ciardella Luca Presidente SIPU e non me ne voglia nessuno se non cito altre associazioni, ma non ne conosco altre di rilievo.

Questo mio intervento spero possa arrivare a più colleghi possibili, perchè non ha nessuno scopo particolare se non quello di farci riflettere tutti. La nostra riflessione deve rivolgersi in modo concreto verso il nostro mondo e verso la nostra professione.

Nell’area sanitaria di nostra competenza dove il ministero della salute ci ha collocato con il riordino delle professioni sanitarie siamo sicuramente la categoria più debole. Siamo Più deboli perchè siamo divisi, tutti contro tutti e così facendo cresciamo a ritmo di un paese non degno come il nostro.

La Podologia nonostante tutto negli ultimi anni è cescita, ma volgiamo immaginare se ci fosse sata solo un pò di collaborazione fra di noi cosa poteva diventare?

Il messaggio che vorrei lanciare non è di creare una sola associazione nazionale, perchè sarebbe una cosa inproponibile in questo momento, ma dobbiamo e possiamo sederci attorno ad un tavolo e trovare dei punti (e credo che siano molti) comuni da portare avanti. Io ogni volta sento dire ho preso questa università e sono più forte quindi corro per la mia strada, ma qual’è questa strada? La singola strada percorsa da una sola delle associazioni citate può portare benefici ad un gruppo di persone e basta. Quando si parla di numeri delle associazioni tutti mi dicono che i numeri non sono importanti, contano i programmi, ma questo è giuso a metà, i numeri non possono servire al singolo gruppo di Podologia, ma servono ed urgentemente alla Podologia Italiana, per avere un interlocutore serio o quanto meno un identikit di programma che rappresenti tutti i Podologi Italiani presso le istituzioni che già ci maltrattano abbastanza.

Ogni giorno dobbiamo lottare nei nostri studi con un abusivismo dilagante, con il mondo dell’estetica che tenta di sovrastare il mostro mondo, con una crisi economica che non possiamo far finta di non vedere e toccare con mano, con una professione che ha la necesità di crescere unita sia sul territorio nazionale che europeo.

Voi provate ad immaginare se le associazioni unissero le loro forze in termini di contatti istituzionali, preparazione scientifica, tecnica e professionale, io credo che noi non avremmo nulla da invidiare alla classe medica, infermieristica e sanitaria in genere.

Occorre naturalmente molta umiltà, umiltà e senso pratico, perchè credo che il podologo Aip, quello GIPA, quello ANIP e tutti gli altri abbiano le stesse necessità.

Oggi vedo che non si riesce nemmeno ad avere una coesione sull’organizzazione di corsi, dove le date la maggior parte delle volte si sovrastano spingendo il Podologo a dover scegliere se seguire un corso o l’altro, quando magari ai fini della sua preparazione vorrebbe seguire entrambi.

Perchè non provare a sedersi ad un tavolo senza l’obbligo di arrivare una una soluzione o ad una coesione, ma solo per provare a considerare se ci sono degli scopi comuni?

Creare quindi un comitato o commissione o un coordinamento o come volete chiamarlo che serva non a fondere le associazioni, ma che serva a farle dialogare, per cercare di affrontare le problematiche in una forma comune.

Io so per certo che molti di voi leggono queste pagine, che con molta umiltà cerco di portare avanti quando ho un momento libero. La mia proposta è quella di iniziare da qui, mandando una mail, dove si scriva quali sono gli obiettivi, i fini della propria associazione e nella massima semplicità metterle vicino leggendo tutte cosa possono fare per questa categoria.
Non voglio dare un tempo limite, perchè per le cose che non esistono non c’è fretta, ma se ciò avvenisse nel minor tempo possibile faremmo un favore a noi stessi prima che agli altri.

Queste pagine risultano essere quelle più seguite e lette nel mondo della Podologia, vi assicuro che io non ci guadagno nulla, perchè come avrete avuto modo di leggere non pubblicizzo nulla del mio lavoro, ma sono dedicate solo alla Podologia. Io le metto completamente a vostra disposizione, vorrei che fossero il mezzo per rompere il ghiaccio, per superare dualismi e divisioni, per permettere ai fondatori della Podologia Italiana di consegnare a noi giovani una professione più dinamica e unita fatta di collaborazioni e scambi scientifico professionali.

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