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Il Giornale e Libero: rissa tra i giornali più vicini al PDL

Veloci cambi di casacca sono in corso tra Libero e Il Giornale. A dirigere il primo è arrivato Maurizio Belpietro, uscito da Panorama. A dirigere il secondo è tornato Vittorio Feltri, uscito da Libero.[...]

il quotidiano ex di feltriVeloci cambi di casacca sono in corso tra Libero e Il Giornale. A dirigere il primo è arrivato Maurizio Belpietro, uscito da Panorama. A dirigere il secondo è tornato Vittorio Feltri, uscito da Libero.

Mario Giordano, ex direttore de Il Giornale, unico caso di direttore uscente che non scrive il solito pezzo di ringraziamenti untuosi ma dice chiaramente che lui pensava di rimanere molto di più in quel posto, è da oggi editorialista di Libero.

Filippo Facci quello stesso giorno ha scritto il suo ultimo articolo sul quotidiano ringraziando un direttore che evidentemente non ha amato al primo incontro.

Di Feltri parla (male) Marco Travaglio, nel blog che prepara gli appassionati ad un ulteriore giornale, Il Fatto, di orientamento sinistra-girotondo-dipie/tristi.

Dal Giornale sembra già uscito - oltre a Facci e Giordano - anche Michele Brambila, appena assunto a La Stampa secondo Dagospia.

Si dice che uscirebbe anche Paolo Guzzanti, che però dal suo blog Rivoluzione Italiana qualche giorno fa avvertiva molto esplicitamente: “è probabile che le sue informazioni sulle intenzioni di Vittorio Feltri siano vere, staremo a vedere. (…) Se qualcuno mi avesse detto che Belpietro avrebbe diretto Libero, gli avrei dato del matto. (…)”. Ma “se e quando Feltri vorrà rompere il contratto che mi lega al Giornale, me lo farà sapere. Non sta a me fare commenti. C’è un contratto, ci sono delle regole. Io ho sempre rispettato le regole ed ho sempre avuto la massima considerazione per le prerogative dei direttori dei giornali. Nessuno può imporre a un direttore una collaborazione non gradita. Quanto agli aspetti amministrativi, per questo ci sono le carte bollate e gli accordi scritti”..

Belpietro pare abbia ottenuto però una “finestra” nel Tg4, nonostante l’antipatia di Fede.

I cambiamenti e i malumori hanno anche provocato un po’ di diversità. Giornale e Libero per esempio esprimono linee diverse sui rapporti tra Governo italiano e Libia.

Libero è stato lasciato da Feltri a 119 mila copie al giorno di diffusione media (non la tiratura, ma le copie effettivamente comprate). Era in calo di 12 mila copie rispetto all’anno scorso.
Il Giornale di copie ne vendeva 182 mila, ma ne aveva perse 20 mila rispetto al 2008.
La prima sfida tra i due si misurerà sulle cifre.