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La taranta del centrodestra di Checco Zalone

Pochi giorni fa si è celebrata l’ennesima “Notte della taranta”, decine di migliaia di persone, star della musica, amanti di quel “popolare” che fa piazza, gente, sinistra.[...]

Pochi giorni fa si è celebrata l’ennesima “Notte della taranta”, decine di migliaia di persone, star della musica, amanti di quel “popolare” che fa piazza, gente, sinistra. E poi i politici (Bersani, Vendola, ma anche il Presidente di centrodestra della provincia di Lecce Gabellone, perché “la taranta è di tutti”).

Tutti contenti, pure Il Manifesto, perché l’evento pop riesce nel miracolo di accostare i canti dei minatori e Alessandra Amoroso di Amici.

Ma alla fine, per quanto trasversale, quel tipo di musica è di sinistra.
C’è stata persino qualche polemica per la presenza di Bersani, come se i quasi centomila presenti fossero materiale umano per uno spot per il candidato alla segreteria. .
E sul marchio di sinistra della manifestazione infatti il centrodestra salentino si interroga: perché non riusciamo noi ad intercettare questi eventi, ed a fare nostre manifestazioni “di popolo” così significative?

La notizia è che la taranta non è più patrimonio esclusivo della sinistra. Lo era, sì. Fino a quando Checco Zalone non ha creato la sua geniale “Taranta dello centrodestra”. Dura poco, non le lunghissime e stancanti ore ma solo una novantina di secondi. Nei quali c’è spazio per Mara Carfagna, per l’immigrazione, per le riforme della Gelmini ed il ministro unico, per Bondi, La Russa e Brunetta. Da non perdere.