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L'audio di Paolo Guzzanti sulla mignottocrazia

Basterebbe l’immagine in alto, una pagina de La Repubblica del novembre 2008. Non basta? Se ascoltate il file audio qui sotto, da RadioaRadicale.it, vedrete che la storia di telefonate sul premier,[...]

Da La Repubblica, novembre 2008Basterebbe l’immagine in alto, una pagina de La Repubblica del novembre 2008. Non basta? Se ascoltate il file audio qui sotto, da RadioaRadicale.it, vedrete che la storia di telefonate sul premier, di donne-politiche del Pdl, di intercettazioni in possesso di qualcuno e mai pubblicate, insomma tutta la storia raccontata di nuovo oggi non è una novità. Guzzanti l’ha già detto. E’ che è estate. Il file qui sotto è del novembre 2008, e le cose raccontate da Guzzanti sono le stesse. Novembre 2008. Compresa la parola. Compresa la ministra Carfagna.
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In ballo sempre la stessa storia: telefonate del premier, o forse sul premier, e sulle sue prestazioni sessuali, con coinvolgimento di personalità di rilievo. Qualche dettaglio in più ecciterà ulteriormente i curiosoni.

Per la verità Guzzanti aveva deciso di lasciare il Pdl e Berlusconi qualche settimana prima non tanto per la mignottocrazia. Lo aveva fatto per ragioni in fondo più serie: per la linea del governo e del suo partito sulla Russia, su Putin, sulla Georgia (c’era stata una guerra di sei giorni nell’estate del 2008). Ma ovviamente la mignottocrazia tira di più della politica estera.

Intanto stasera, al momento in cui scrivo, il blog di Guzzanti non funziona. Lui lo attribuirebbe a manovre oscure, visto che ironicamente chiama in causa gli ospedali psichiatrici per dissidenti; noi speriamo che dipenda solo da un botto di tentativi di accesso. Buon per lui.

In ogni caso è difficile per chi scrive credere che esistano intercettazioni lette da direttori di giornale e non pubblicate. Perché l’Espresso e Repubblica avrebbero pubblicato quelle della D’Addario con il premier e non queste? Non torna. Guzzanti ha detto che è il Quirinale ad aver fatto “pressioni”, Napolitano ha smentito. Resta il fatto che altre intercettazioni con tanto di audio sul lettone di Putin sui giornali ci sono finite.

Secondo chi scrive non è che ci sono misteri particolari. E’ che è estate. Tra parentesi, tra Georgia e Russia la tensione sta risalendo. Ma i giornali domani dedicheranno al tema un trafiletto, e tutto il resto sarà per le telefonate sulle erezioni del premier.