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Secondo Dagospia sulla Stampa c'era poco pilu, oggi.

Citiamo da Dagospia: “MARIONE CALABRESI FA’ L’AMERIKANO COL GREMBIULINO E COMPASSO Mentre in Italia vola la merda, la Stampa giustamente si estrania e ci regala una prima pagina[...]

il sito di d'agostinoCitiamo da Dagospia:

“MARIONE CALABRESI FA’ L’AMERIKANO COL GREMBIULINO E COMPASSO
Mentre in Italia vola la merda, la Stampa giustamente si estrania e ci regala una prima pagina decorata come le piastrelle di certi bagni anni Settanta. Gli anni in cui è cresciuto Marione Calabresi, un giovare direttore che fino all’età di novant’anni farà pesare ai colleghi bolliti che lui sì che è stato qualche anno in America. Guardare e ritagliare. Le prime dodici pagine dedicate all’anniversario del crack Lehman sembrano una seduta di autoanalisi del Gruppo Bildeberg.

Le salti facilemente, poi, quando pensi che è finita, a pagina 19 ti scontri con un’intervistona a Giuliano Amato. Che naturalmente si autocelebra e sdottoreggia sul taccuino di un’Antonella Rampino che immaginiamo basita. Ti riprendi un attimo e a pagina 28 e 29 arriva la terza mazzata trilaterale: una colata di piombo per Bernheim e una per David De Rothschild (editore di riferimento?).
Si torna a sorridere solo nello sport: “Blanc: “Anche il calcio rischia la sua Lehman” (p.51). No, sono le palle dei lettori che rischiano il crack”

L’articolo è firmato da “Minimo Riserbo” e “Falbalà” e avrà mandato in sollucchero i giornalisti italiani, i primi a consultare il sito di Fabrizio D’Agostino al mattino. Dagospia infatti è il sito di D’Agostino. Che - per chi non lo sapesse - è quello che ripeteva il titolo di un libro di Kundera da Arbore, e diceva anche “edonismo reaganiano”, ed è diventato un gossippologo di culto

Ai due autori vorremmo intanto dire che il Gruppo si chiamava Bilderberg, e bastava andare su Wikipedia per scoprirlo.

Che a noi che abbiamo aperto La Stampa stamattina le palle non sono cadute, e che anzi questo numero speciale “La crisi un anno dopo” vale almeno dieci copie degli altri giornali italiani per dieci giorni. Per numero di analisi, commenti e interviste offerti in un colpo solo sulla crisi economica.

E’ vero, non c’è neppure una escort, qualche intercettazione, un po’ di coca. I giornalisti italiani si saranno annoiati. E forse i lettori avranno affollato i siti contenenti le ultime notizie preannunciate da Vittorio Feltri da Il Giornale, alle quali ha replicato Fini che ha a sua volta preannunciato una querela, su fatti “a luci rosse” che risalirebbero al 2000. Uau.

Ma non è questo ad aver annoiato a morte, e da tempo?