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Testamento biologico: ma che ha detto il Tar del Lazio?

Una sentenza del Tar del Lazio di qualche giorno fa è oggetto di dibattito politico e di una montagna di dichiarazioni. Noi consigliamo di non leggere la montagna di dichiarazioni e di articoli, e di[...]

vignetta sul testamento biologicoUna sentenza del Tar del Lazio di qualche giorno fa è oggetto di dibattito politico e di una montagna di dichiarazioni. Noi consigliamo di non leggere la montagna di dichiarazioni e di articoli, e di leggere semplicemente la sentenza. Basta e avanza per farsi una idea della vicenda.

In sostanza il Movimento per la difesa del cittadino ha presentato un ricorso contro una direttiva varata dal Ministro Sacconi lo scorso anno, durante gli ultimi giorni di Eluana Englaro.
Il Tar ha rigettato il ricorso. Ma se leggete gli articoli troverete quasi sempre scritto che il Tar ha viceversa accolto il ricorso del MDC. Accolto, ricorso accolto (Il Giornale!), accolto il ricorso.

Poi, argomentando nel merito prima di stabilire il difetto di giurisdizione, il Tar ha fatto tutte le considerazioni di cui da due giorni scrivono i giornali. E sicuramente sono qualcosa di più delle “opinioni” di chi le ha scritte. Sono argomentazioni giuridiche, che vale la pena di leggere. Ma il Tar non ha accolto il ricorso semplicemente perché lo ha giudicato inammissibile. Punto.

Dunque non ha senso la montagna di dichiarazioni che da sinistra chiedono di “tenere conto della sentenza del Tar”, perché la sentenza ha bocciato il ricorso.

Sulla rivista L’Occidentale leggiamo un commento su questa sentenza sotto la rubrica “L’uovo di giornata”, e il commento scrive esattamente questo: il Tar ha respinto il ricorso “per difetto di giurisdizione”, giustissimo. E dunque la direttiva emanata dal Ministro Sacconi “resta valida”.

Ma questo non vuol dire affatto che - come Gaetano Quagliariello ha affermato oggi ad un convegno del PDL - il Tar abbia “fondamentalmente” confermato “la validità della direttiva” del Ministro del Welfare. Non solo non l’ha “fondamentalmente” confermata, ma anzi si è dilungato a lungo, citando sentenze e non sue opinioni personali, per dire che un giudice ordinario la smonterebbe, quella direttiva.

Il problema insomma è che i politici di destra e di sinistra spesso usano le sentenze della magistratura come meglio pare a loro. E dimenticano, “fondamentalmente”, di dire la verità.