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La improbabile lingua della nuova politica

Magari è una sciocchezza, ma in fondo - come diceva un personaggio di Sciascia (nella foto) - “non è l’italiano, è il ragionare”. Abbiamo letto una dichiarazione di Nicola Cosentino,[...]

lo scrittore leonardo sciasciaMagari è una sciocchezza, ma in fondo - come diceva un personaggio di Sciascia (nella foto) - “non è l’italiano, è il ragionare”. Abbiamo letto una dichiarazione di Nicola Cosentino, che è uno dei possibili candidati per la Presidenza della Regione Campania per il Pdl. Cosentino sta lottando contro Mara Carfagna, che - secondo le ultime notizie - avrebbe già deciso di non candidarsi e di rimanere al suo posto di ministro.

Cosentino ha salutato con alcune parole di entusiastico consenso il comizio che Berlusconi ha tenuto oggi a Benevento. E a un certo punto ha affermato: “Di ciò ne siamo tutti coscienti”.

Come sa chiunque abbia superato in maniera decente le scuole dell’obbligo, la particella pronominale “ne” può essere usata appunto al posto di espressioni come “di ciò, da ciò, da questo, da quello”.

O uno dice “di ciò siamo coscienti”, o dice “ne siamo coscienti”. Le due cose insieme sono una inutile ripetizione.

E’ un errore comune, ma sulla bocca di un politico di venti anni fa non si sarebbe sentito.