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Al via il quinto Forum Sociale Mondiale

L'aria festosa, da happening, che ha caratterizzato le passate edizioni del Forum Sociale Mondiale è all'appuntamento anche quest'anno. Per la prima volta e fin dall'inizio è tuttavia emerso un contrasto con la preoccupazione degli organizzatori per la necessità di fare presto di fronte alle emergenze mondiali.

Il Forum Sociale Mondiale si e’ aperto ieri- 26/01 - a Porto Alegre, come di consueto, in coincidenza con l’inaugurazione sull’altra sponda dell’Atlantico, a Davos, in Svizzera, del World Economic Forum, l’appuntamento annuale che riunisce il Gotha politico ed economico mondiale.

L’aria festosa, da happening, che ha caratterizzato le passate edizioni del Forum Sociale Mondiale è all’appuntamento anche quest’anno. Per la prima volta e fin dall’inizio è tuttavia emerso un contrasto con la preoccupazione degli organizzatori per la necessità di fare presto di fronte alle emergenze mondiali.

Mentre i 100.000 partecipanti annunciati stanno giungendo da 119 Paesi e territori dei cinque continenti, la sensazione è che ci si trovi alla vigilia di una svolta. Il movimento, le sue idee, si sono diffuse, ed a volte hanno fatto breccia, ma il disastro dello tsunami in Asia, giusto un mese fa, ha mostrato che bisogna fare molto, molto di più.

Serafico e riflessivo, come nel suo stile, il Premio Nobel per la Pace argentino Adolfo Perez Esquivel è stato secco e tagliente oggi quando, presiedendo un dibattito sulla questione del debito dei Paesi asiatici colpiti dallo tsunami, ha pronunciato un “adesso basta!”, che non ammette repliche. “Per anni - ha spiegato - abbiamo chiesto la cancellazione del debito estero per i Paesi del Terzo Mondo, ma devo tirare ora una conclusione: non ci ascoltano”. “E siccome - ha proseguito - siamo di fronte ad un vero e proprio genocidio sociale nel mondo, dobbiamo fare un salto qualitativo, e non solo quantitativo”.

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