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Referendum in Brasile: Perché votare SÌ

Il possesso di un'arma di fuoco può trasformare qualunque
cittadino onesto in criminale.

- Ci sono troppe armi in Brasile.
Si stima che il numero totale d’armi in circolazione in Brasile sia di 17,5 milioni. Soltanto il 10% appartiene allo Stato (Forze Armate e Polizia); il 90% è nelle mani dei privati.

- Le armi sono state fatte per uccidere.
In Brasile, nel 63.9% degli omicidi sono state usate armi di fuoco, mentre nel 19.8% sono state usate altre armi (coltelli, ecc). Il motivo è che le armi di fuoco sono più efficaci e non portano rischi agli aggressori. Anche tentativi di suicidio con armi di fuoco sono più efficaci: l’85% dei casi finisce in morte.

- Avere un’arma a casa aumenta il rischio, non la protezione.
L’utilizzo delle armi in legittima difesa finisce bene soltanto nei film. Secondo il FBI, “per ogni successo nell’uso difensivo dell’arma di fuoco in omicidio giustificabile, ci sono 185 morti con arma di fuoco in omicidi, suicidi o incidenti”. Le armi a casa sono un pericolo per la propria famiglia.

- Il possesso di un’arma di fuoco può trasformare qualunque cittadino onesto in criminale.
Le armi di fuoco trasformano litigi banali in tragedie irreversibili. A San Paolo, secondo la Divisione Omicidi della Polizia Civile, la motivazione di primo posto per gli omicidi nelle statistiche è la “vendetta” tra persone che si conoscono e non hanno nessun vincolo con il traffico di droghe o altre attività criminali. A San Paolo, le vittime di ladri che uccidono per rubare - corrispondono a meno del 5% delle vittime d’omicidio.

- Quando c’è un’arma dentro casa, la donna rischia più del ladro.
Nelle capitali brasiliane il 44% degli omicidi di donne sono compiuti con armi di fuoco. Due terzi dei casi di violenza contro la donna hanno come autore il marito o il compagno. Secondo i dati del FBI, nel 1988, per ogni volta che una donna ha usato un’arma in legittima difesa, 101 volte quest’arma fu usata contro di lei.

- Nel caso di rapina, chi reagisce con arma di fuoco rischia di più.
È sbagliato pensare che avendo in possesso un’arma il cittadino sia più protetto. Nella maggior parte dei casi, anche le persone allenate non hanno il tempo di reagire e quando lo fanno rischiano di ferirsi o morire. Una ricerca fatta nello Stato di Rio de Janeiro ha dimostrato che la possibilità di morire qualora vi sia una reazione è 180 volte più elevata di una mancata reazione.

- Controllare le armi illegali aiuta nella lotta contro il crimine.
Il mercato legale rifornisce quello illegale. L’80% delle armi sequestrate dalla polizia del Rio de Janeiro (1993 - 2003) sono pistole e il 76% sono brasiliane; il 30% aveva la licenza legale. Le armi acquistate regolarmente rischiano di finire nelle mani sbagliate, per furto, rapina o rivendita. Secondo la Segretaria di Sicurezza Pubblica, a San Paolo, tra 1993 e 2000, sono state rubate o smarrite 100.146 armi, ossia, i criminali non comprano le armi nei negozi, ma sono le armi comprate nei negozi che finiscono nelle mani dei criminali.

- Lo Statuto del Disarmo è una legge che disarma il criminale.
Per la nuova legge, tutte le nuove armi saranno segnate dalle fabbriche e per evitare deviazioni degli arsenali delle Forze di Sicurezza Pubblica, saranno segnate anche tutte le munizioni vendute a loro.

- Controllare le armi può salvare le vite.
In Australia, 5 anni dopo una legge che ha vietato la vendita di armi di fuoco il tasso di omicidi è scesa di 50%. Tra le donne il tasso è sceso del 57%. Una ricerca dell’UNESCO, pubblicata nel 2005, dimostra che Australia, Inghilterra e Giappone, dove le armi sono vietate, sono tra i paesi del mondo dove meno si uccide con armi di fuoco, mentre gli Stati Uniti, uno dei paesi più liberali nell’ambito degli armamenti, compaiono all’ 8° posto, tra i paesi più violenti del mondo

- Il disarmo è la prima tappa. Il solo divieto di commercio di armi di fuoco e munizioni non risolverebbe il problema della criminalità, ma è primo passo verso una società più sicura. Dobbiamo continuare a lottare per miglioramenti nel sistema di Giustizia e Polizia e, ovviamente, per la riduzione della disuguaglianza sociale nel nostro paese.

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