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Referendum in Brasile: Perché votare NO

Hitler, Stalin, Mussolini, Fidel Castro e Mao Tsé-Tung sono
tra coloro che hanno vietato ai cittadini di possedere un'arma.

- I paesi che hanno proibito la vendita delle armi hanno visto aumentare la criminalità e la crudeltà dei banditi.

L’esperienza internazionale dimostra che la quantità di armi nelle mani della popolazione non determina il grado di violenza di una società. La Svizzera, dove la vendita di armi di fuoco è libera e gli uomini ricevono un fucile del esercito per tenere a casa è tra i paesi con i più bassi livelli internazionali di criminalità. La Giamaica, uno dei paesi più violenti dell’America ha bandito le armi di fuoco nel 1974. Da allora la situazione è peggiorata, con l’aggiunta di un nuovo elemento: il traffico illegale di armi.

-Il divieto di vendite di armi non le farà sparire.

La criminalità non è dovuta all’esistenza di armi, ma a chi le porta. Pistole non trasformano cittadini in omicidi. Le armi, come gli alcolici e le automobili non agiscono da sole. Gli stessi argomenti possono essere usati per vietare la circolazione di veicoli a causa delle morti per gli incidenti stradali.

-Il disarmo della popolazione è storicamente una delle basi delle dittature.

Hitler, Stalin, Mussolini, Fidel Castro e Mao Tsé-Tung sono tra coloro che hanno vietato ai cittadini di possedere un’arma. Il disarmo della popolazione è tra le procedure essenziali per garantire il controllo totalitario della società. La storia ci insegna che restringere l’accesso della popolazione alle armi è una delle prime misure di ogni dittatura. Hitler ha disarmato i tedeschi e il popolo dei paesi dominati, ma ha distribuito armi tra le milizie fedeli al regime. È la stessa cosa che fanno attualmente Fidel Castro, in Cuba, e il colonnello Hugo Chávez in Venezuela. “Il
disarmo appartiene alla filosofia comunista secondo la quale tutte le libertà individuali verranno soppresse in beneficio dello Stato Operaio”, secondo Angelo Segrillo, insegnante di Storia del’Universidade Federal Fluminense, Rio de Janeiro. Sulla base di questo ragionamento, Stalin, della URSS, Mao Tsé-Tung, della Cina, e Pol Pot, del Camboja, hanno disarmato le loro popolazioni.

-La polizia brasiliana è incapace di garantire la sicurezza dei cittadini.

Dai suoi primordi, nell’Europa del secolo XVII, gli Stati moderni hanno come base il principio che sua autorità centrale deve tenere il monopolio legittimo del uso della forza, diventando il
responsabile per la sicurezza di tutti, il ché non toglie il diritto dell’autodifesa del cittadino - una reazione istintiva. “È per questo motivo che il principio di ‘legittima difesa’ è presente in quasi tutti i grandi sistemi di diritto del mondo”, dice Eduardo Carlos Bianca Bittar, insegnante di
Filosofia e Teoria Generale del Diritto dell’Università di San Paolo. “La vita è un bene inalienabile e lo Stato non si può permettere di limitare il potere della persona di difendersi”. Nei paesi come il Brasile, dove c’è l’impunità dei criminali, l’inefficacia delle legge e la violenza urbana, è normale che la fiducia dei cittadini nello Stato sparisca. Secondo un sondaggio dell’Università di Sao Paolo, soltanto il 10% dei brasiliani si fidano della polizia per garantire la sicurezza della popolazione. La diffidenza dei cittadini trova riscontro nelle statistiche: soltanto un decimo degli omicidi che accadono ogni anno in Brasile è chiarito dalla polizia.

-Il divieto produrrà un incremento nel già massiccio commercio illegale di armi di fuoco.

I criminali non comprano le armi nei negozi. “La maggior parte delle armi in possesso dei criminali è ottenuta di forma illegale”, secondo Carlos Oliveira, titolare della Delegacia de Repressão às Armas e Explosivos do Rio de Janeiro. Nel 2001 l’organo che comanda ha fatto una ricerca dell’origine delle 1.030 armi trovate in possesso dei criminali. Hanno scoperto che la maggior parte era prodotta in Brasile e di uso ristretto alle Forze Armate e alla Polizia.

- Ovviamente la proibizione sarà indifferente ai criminali.

In Brasile c’è un commercio illegale di armi, che è controllato dallo Stato. Il paese produce circa 200.000 armi ogni anno ed esporta il 70%; la maggior parte va agli Stati Uniti e Indonesia. Una parte è venduta dentro le sue frontiere alle Forze Armate ed alla polizia. Ai negozi arrivano circa 20.000 armi. La maggior parte è acquistata dalle ditte private di sicurezza e 3.000 sono acquistate per uso personale. I difensori del divieto del commercio legale dicono che le armi finiscono nelle mani dei criminali, rubate nelle rapine nelle case o per le strade. Ci sono già in Brasile pesanti restrizioni alla vendita delle armi, perciò il totale venduto ai privati in un intero anno è di soltanto 3.000 armi per una popolazione di 180 milioni, quindi, questo altisonante referendum è stato creato per discutere di un insignificante arsenale di 3.000 pistole e armi di caccia vendute in un anno, in un paese dove si stima l’esistenza di 8 milioni di armi illegali.

- Il Referendum distrae l’attenzione di quello che è l’obbligo dello Stato: La pulizia e l’organizzazione della polizia, della giustizia e dei carceri.

Secondo i sostenitori del divieto, la misura ridurrà il numero delle armi in circolazione e, di conseguenza, diminuiranno gli omicidi. La premessa è doppiamente falsa: il traffico cercherà
di fornirle, specie ai criminali. E se il numero di armi in circolazione fosse ridotto, non sarebbe abbastanza per ridurre la criminalità. “Il crimine va affrontato con una polizia onesta e organizzata” dice José Vicente da Silva Filho, ex-Segretario Nazionale di Sicurezza Pubblica. Le esperienze positive di altri paesi ci insegnano che prima va affrontata la corruzione della polizia.
Negli anni 90, prima di adottare la tolleranza zero al crimine, il sindaco di New York - Rudolph Giuliani - è stato implacabile con i poliziotti corrotti. In Brasile, la seconda tappa sarebbe fornire meglio la polizia. Il governo spende 170 milioni di reais l’anno per la sicurezza pubblica - meno dei 270 milioni di reais che saranno spesi per il referendum. Con questi soldi sarebbe possibile
comprare 10.500 macchine e 385.000 giubbotti antiproiettili per la polizia. Meglio ancora se i soldi fossero spesi per comprare computer per le strutture della polizia: la informazione e comunicazione sono molto importanti nel combattere il crimine e questa è una delle più grosse lacune del sistema delle forze di sicurezza brasiliane.


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