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Mãos dadas / Per mano

Carlos Drummond de Andrade (1902 - 1987)

MÃOS DADAS

Não serei o poeta de um mundo caduco.
Também não cantarei o mundo futuro.
Estou preso à vida e olho meus companheiros.
Estão taciturnos mas nutrem grandes esperanças.
Entre eles, considero a enorme realidade.
O presente é tão grande, não nos afastemos.
Não nos afastemos muito, vamos de mãos dadas.

Não serei o cantor de uma mulher, de uma história,
não direi os suspiros ao anoitecer, a paisagem vista da janela,
não distribuirei entorpecentes ou cartas de suicida,
não fugirei para as ilhas e nem serei raptado por serafins.
O tempo é a minha matéria, o tempo presente, os homens presentes,
a vida presente.

PER MANO

Non sarò il poeta di un mondo caduco.
Ma neppure canterò il mondo futuro.
Sono avvinto e guardo i miei compagni.
Sono taciturni ma nutrono grandi speranze.
Tra loro, scruto l’ernorme realtà.
Il presente è così grande, non ci allontaniamo.
Non ci allontaniamo troppo, camminiamo tenendoci per mano.

Non sarò il cantore di una donna, di una storia,
non dirò i sospiri quando annotta, il paesaggio visto dalla finestra.
non distribuirò narcotici o biglietti di suicidio,
non fuggirò verso le isole né sarò rapito dai serafini.
Il tempo è la mia materia, il tempo presente, gli uomini presenti,
la vita presente.

(Trad. V.L.Oliveira)
Poesia straniera - Portoghese e Brasiliana
La Biblioteca di Reppubblica

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