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Vera Lúcia de Oliveira

Docente all'Università di Lecce, scrittrice e poetessa.

Vera Lúcia de Oliveira si è laureata in Lettere all’Universidade Estadual Paulista (Brasile) nel 1981 e in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Università degli Studi di Perugia nel 1991.

Nel 1997 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Lingue e Letterature Iberiche e Iberoamericane presso l’Università degli studi di Palermo.

Dal 1997 insegna Lingue e Letteratura Portoghese e Storia della Cultura Brasiliana all’Università degli Studi di Lecce.

È stata premiata in diversi concorsi di poesia e narrativa in Italia e in Brasile.

Ha pubblicato diversi libri di poesia, alcuni dei quali in quanto vincitrice di concorsi nazionali in Italia e in Brasile:

- A porta range no fim do corredor, San Paolo, Scortecci, 1983 (raccolta vincitrice del 1° Concurso de Poesia Scortecci 1982);

- Geografie d’Ombra, Venezia, Fonèma, 1989;

- Cose scavate, Premio Nazionale di Poesia “Sandro Penna”, Perugia, 1991;

- Pedaços/Pezzi, Cortona, Etruria, 1992;

- Tempo de doer/Tempo di soffrire, Pellicani Editore, Roma, 1998;

- Immagina la poesia, CD multimediale di poesie, musica e foto, Perugia, 2000;

- La guarigione, Edizioni La Fenice, Senigallia, 2000 (raccolta vincitrice del Premio Nazionale di Poesia Spiaggia di Velluto Senigallia 2000) ;

- Uccelli convulsi, Piero Manni Editore, Lecce, 2001 (raccolta vincitrice della VI edizione 2000 del Concorso Nazionale di Poesia del Comune di S.Donato di Lecce);

- No coração da boca/Nel cuore della parola, Adriatica Editrice, Bari, 2003;

- A chuva nos ruídos, Escrituras Editora, San Paolo, 2004 (opera vincitrice del Prêmio Academia Brasileira de Letras de Poesia 2005, Accademia Brasiliana di Lettere, Rio de Janeiro).

- Verrà l’anno, Fara Editore, Santarcangelo di Romagna (RN), 2005 (opera vincitrice del Premio Nazionale di Poesia “Popoli in Cammino”, Milano, 2005, del Premio Nazionale di Poesia Comune di Travia, Palermo, 2006, e “vincitore finalista” del Premio Internazionale di Poesia Pier Paolo Pasolini, Roma, 2006).

Nel 2006 ha vinto il 1° Concurso Literatura para Todos del Ministerio da Educação e da Cultura brasiliano con il libro Entre as junturas dos ossos, stampato in 300.000 copie, premiazione a Brasilia alla presenza del Presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva .

Ha pubblicato saggi e antologie poetiche delle quali è stata la curatrice.

- Poesia, mito e storia nel modernismo brasiliano, saggio, Guerra Edizioni, Perugia, 2000.

- Poesia, mito e história no Modernismo brasileiro, saggio, Editora UNESP / Edifurb, San Paolo, 2001;

- Poesie, Manuel Bandeira, antologia, Fonèma Edizioni, Spinea (VE), 2000

- Illuminazioni, Lêdo Ivo, antologia poetica, Multimedia Edizioni, Salerno, 2001;

- Miei Cari vivi, Carlos Nejar, antologia poetica, Multimedia Edizioni, Salerno, 2004.

- Por dentro do fruto a chuva, Nuno Judice, antologia poetica, Escrituras Editora, San Paolo, 2004

- Storie nella storia: le parabole di Guimarães Rosa, saggio, Pensa MultiMedia, Lecce, 2006

- Utopia Selvaggia: l’indio del Brasile, saggio,Alberto Gaffi Editore, Roma, 2006

«In una recente intervista mi hanno chiesto perché scrivo in portoghese e perché scrivo in italiano. In portoghese perché è la mia lingua materna, quella con la quale ho cominciato a pensare e a sentire le cose del mondo. Mi piace avere imparato a nominare il mondo in portoghese, poiché è una lingua dove c’è molto spazio per un rapporto affettivo con le cose, con la realtà, con le persone. Persino i verbi vengono usati al diminutivo: amarzinho, quererzinho, dormindinho. L’italiano è più austero, più aulico. Ma l’italiano ha quest’aura poetica che lo avvolge e mi piace che sia l’altra lingua della mia interiorità.

Le due lingue convivono, e ci sono cose che posso dire solo in portoghese, altre che posso dire solo in italiano. Ci sono parole, espressioni, assolutamente intraducibili da una lingua all’altra. Il rapporto con le lingue è comunque molto complesso. Le mie due ultime raccolte sono `Verrà l’anno`, scritta in italiano, e `No coração da boca`, in portoghese. Dovrei riflettere sul perché abbia scritto la prima in italiano, ma so di aver scritto la seconda in portoghese perché l’esperienza che vi si è configurata, le voci e le parole che ho raccolto le avevo sentite in questa lingua». (Tratto da intervista a Musibrasil )

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