IL FILM: Garrincha, a alegria do povo
Genere: Semi-documentario
Durata: 58 min.
Anno di uscita: 1962
Regia: Joaquim Pedro de Andrade
Sceneggiatura: Joaquim Pedro de Andrade, Luiz Carlos Barreto, Armando Nogueira, Mário Carneiro e David E. Neves
Musiche: Carlos Lyra
Fotografia: Mário Carneiro
Documentario sul più famoso fantasista del calcio brasiliano: Manoel Francisco dos Santos, in arte “Garrincha”. Affetto da poliomelite in età infantile, il piccolo Manuel dovette affrontare un’operazione che lo lasciò con una gamba leggermente più corta dell’altra. Proprio per questo, la sorella lo soprannominò “Garrincha”, un uccellino brasiliano noto per le gambe sottilissime. Il difetto fisico gli avrebbe dovuto impedire persino di camminare, ma contro ogni ragionevole previsione il giovane talento brasiliano divenne bicampione del mondo con la Seleção Brasileira, nonchè stella indiscussa del Botafogo di Rio de Janeiro. Il dribbling era il suo pezzo forte, nessuno era in grado di marcarlo.
Il film di De Andrade si concentra sulla carriera del giocatore all’apice del suo successo, negli anni compresi tra il 1958 e il 1962. Il regista alterna immagini storiche di “Garrincha” in azione al Botafogo o nella Seleção Brasileira con alcune scene tratte dalla vita quotidiana. Il fenomeno brasiliano appare nell’atto di comprare alcuni dischi nella città di Rio de janeiro, e poco dopo danzare al loro ritmo con le figlie, così come passeggiare tranquillamente nella sua terra natale, Pau Grande, nel distretto di Magé (Rio de Janeiro).
Accompagnando le immagini, il narratore Heron Domingues racconta fatti propri della vita di Mané: il suo abitare in una modesta magione concessagli dalla fabbrica di tessuti nella quale egli, com tutta la comunità di Pau Grande, lavorava; il suo essere stato un operaio negligente, che riusciva ad addormentarsi persino sul posto di lavoro sotto il rumore assordante delle macchine, ma che non veniva licenziato in quanto eroe delle partite domenicali della squadra di calcio della fabbrica. A quanto pare, poi, “Garrincha” neanche sapeva di avere le gambe storte: se ne accorse solo leggendolo sui giornali.
Ma, oltre a mostrare il talento straordinario di “Garrincha”, il regista non ci nasconde la sua passione sfrenata per le donne e per il nettare di Bacco. L’alcol, in particolare, causerà la sua decadenza e la miseria dell’ultimo periodo di vita.
Il film vanta il merito di essere stato il primo documentario brasiliano riguardante uno sportivo. Se il calcio vi è rappresentato come un importante fenomeno sociale, la pellicola non manca di denunciare la subdola manipolazione politica esercitata sulla genuina passione popolare per questo sport.

Foto: Agência JB

Sarah








