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Italiani in Brasile

Gli italiani che con il loro talento hanno arricchito la cultura brasiliana

Museo di Arte di San Paolo - MASP

In Brasile, l’immigrazione non costituì una semplice fonte di mano d’opera per le industrie e le aziende agricole, ma contribuì segnatamente allo sviluppo artistico del Paese. Tra i tanti apporti, è bene ricordare le vicende di quattro persone che, con il loro arrivo, lasciarono un segno nella storia artistica e architettonica della terra che li accoglieva.

Pietro Maria Bo Bardi nacque a La Spezia nel 1900. Critico e storico dell’arte, dal 1927 al 1930 diresse la galleria ed il periodico d’arte “Belverde” di Milano. Giunto in Brasile negli anni ’40, si stabilì a San Paolo. Su invito di Assis Chateaubriand, curò gli studi preliminari per il Museo d’Arte della città, inaugurato nel 1947, assumendone per diversi anni il ruolo di direttore tecnico ed entrando a far parte del suo consiglio. In qualità di critico, collaborò proficuamente a diverse pubblicazioni specializzate, nazionali e straniere. Insieme a sua moglie, Lina, orientò i primi numeri della rivista d’arte e d’architettura “Habitat”. Diresse anche la rivista di San Paolo “Mirante das Artes”.

Lina Bo Bardi, architetta e studiosa d’arte, sposa di Pietro Maria Bo Bardi, nacque a Roma nel 1914. Portano la sua firma il progetto architettonico del Masp, così come quello della residenza Bardi, costruita nel 1951, e della sede paulista dei “Diários Associados”, di Assis Chateaubriand, eretta due anni più tardi. Fu direttrice della Scuola di Disegno Industriale, nonché professoressa di architettura. Alla fine del 1959, si trasferì a Salvador per assumere la direzione del Museo di Arte Moderna di Bahia, inaugurato nel 1960. Poco tempo dopo, passò a dirigerne il Museo di Arte Popolare, aperto al pubblico nel 1963 all’interno del Solar do Unhão, di recente ristrutturazione.

Franco Zampari nacque a Napoli nel 1898 e morì a San Paolo nel 1966. Fondò e fu direttore amministrativo del Teatro Brasiliano di Commedia, che negli anni ’50 accolse la compagnia stabile di maggior respiro dell’epoca, responsabile, tra l’altro, della fissazione dei principi del teatro moderno brasiliano. Amante delle arti, fondò pure la compagnia di cinema Vera Cruz. Uno e l’altra furono ricettacoli di personaggi che hanno scritto la storia dell’arte drammatica brasiliana. Riconosciuto quale fondatore del teatro popolare, il nome di Franco Zampari compare sulla porta del teatro della televisione statale di San Paolo.

Gianfrancesco Guarnieri nacque a Milano nel 1934 e morì a San Paolo nel 2006. Fu attore e drammaturgo. Figlio di immigrati, giunse in Brasile all’età di due anni per vivere a Rio de Janeiro. Si trasferì a San Paolo nel 1954. A partire dall’anno successivo collaborò, in qualità di attore, con la compagnia del Teatro Paulista do Estudante, gruppo amatoriale che nel 1956 si fuse con il Teatro de Arena. Partecipò dunque agli spettacoli Escola de Maridos e Dias Felizes, per la regia di José Renato, nel 1956, e Ratos e Homens, per la regia di Augusto Boal, nel 1957: in questo modo guadagnò ampio spazio all’interno della compagnia. Lo spettacolo “Eles não usam Black Tie” assurse ad emblema del teatro nazionalista. Da allora, scrisse e diresse con il fior fiore del teatro brasiliano. Dai suoi testi trapelano forti legami con il realismo socialista, tanto nelle tematiche quanto nei fini estetici: suo è il merito di aver posto l’attenzione sulle classi popolari, sui loro problemi e le loro contraddizioni, senza l’ottica paternalista tradizionale. Vincitore di vari premi, è riconosciuto a livello nazionale come uno dei più grandi interpreti e drammaturghi della storia delle arti sceniche in Brasile.

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