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LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE É UN CRIMINE

Per molti non è tanto grave se un uomo picchia una donna, se non paga gli alimenti per il mantenimento dei figli, se chiede alla segretaria di essere carina con lui, se sussurra complimenti osceni. Ma questo è il terreno di cultura della criminalità sessuale.

Quando si pensa alla violenza sessuale una delle operazioni mentali più ricorrenti è quella di “allontanare” da se il problema: “chi violenta è un malato mentale; a picchiare la moglie sono i disadattati, gli ignoranti”.

Allontanando il problema ci si protegge da una evidenza insopportabile: i maltrattamenti e le violenze sessuali attraversano tutte le culture e le classi sociali e riguardano ognuno/a di noi.

Tutti e tutte siamo chiamate in causa, nessun uomo può sottrarsi dicendo semplicemente “non mi riguarda, non potrei mai violentare una donna”, nessuna donna può pensare di risolvere il problema con leggi più adeguate, più protezione o repressione.

Se di cultura si tratta è necessario indagare le radici più profonde anche per riconoscere dentro di noi quali parti di questa cultura inconsapevolmente accettiamo e tramandiamo.

Non si tratta di cercare responsabilità individuali, ma del fatto che siamo nate/i cresciute/i ed educate/i in un mondo che alla violenza contro le donne ha dedicato un’attenzione così scarsa da far sospettare la complicità.

(Maria Cristina Lasagni “Lezioni di donne alle istituzioni”)

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