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TUMORI: AB-uso della diagnostica?

Da tempo se ne parla, ultimamente sempre più concretamente: non sarebbe corretta l'informazione attorno alle pratiche di screening sui tumori "femminili".

Ebbi modo, tempo fa, di dsicuterne con un serio e impegnatissimo medico di base “di montagna”, per anni nelle commissioni incaricate di stabilire le linee guida in materia sanitaria.
Le sua parole, molto amare, mi dipinsero un sistema haimè! conosciuto, ma che personalmente ho sempre la speranza che non sia proprio davvero così!

Insomma la solita storia: interessi economici altissimi tra chi produce macchinari, manutende macchinari, gestisce macchinari e trae guadagno dall’affluenza presso la propria struttura, godendo anche del finanziamento del ministero della salute stesso…

Per consentirvi un approfondimento, vi segnalo l’intervento di Beppe Grillo in materia:

…”Sull’efficacia dello screening mammografico nel ridurre la mortalità per tumore del seno si è detto di tutto e il contrario di tutto ma mai si parla del numero effettivo di decessi che potrebbero essere evitati e nemmeno mai si informa sugli effetti indesiderati.

Si stima che tra 1′000 donne da 40 a 50 anni che fanno ogni due anni una mammografia, il numero di decessi evitati sull’arco di 10 anni (in confronto a 1′000 donne che non fanno lo screening) sia di 0,5, il beneficio sale a 1,9 decessi evitati per 1′000 donne di età tra i 50 e i 60 anni.

E gli effetti indesiderati? Prendendo sempre una fonte autorevole, il National Cancer Institute eccone l’elenco:

- sovradiagnosi, cioè il trattamento (con tutte le conseguenze del caso) di tumori “in situ” che non evolveranno (tra il 20 e il 50% dei tumori diagnosticati dallo screening)

- risultati falsi positivi (concerne circa il 50% delle donne che partecipano durante 10 anni ad uno screening, 25% di esse dovrà pure sottoporsi anche ad una biopsia chirurgica)

- falso senso di sicurezza (tra il 6 e il 46% delle donne con un tumore invasivo hanno sperimentato un risultato negativo alla mammografia)

- cancro al seno provocato dallo screening, specialmente tra le donne che hanno iniziato lo screening in età giovane (tra 10 e 32 tumori al seno ogni 10′000 donne esposte a dosi di radiazioni cumulative di 1Sv.).
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Vi segnalo, inoltre, il dettagliato articolo pubblicato su “tempo medico”