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"...partorirai con dolore".

"...partorirai con dolore"! Mi ricorda uno sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo! Ma non è da sottovalutare il suo messaggio. Fondamentalmente, dal punto di vista linguistico, si tratta di "un'ancora", di una frase, cioè, che si installa nel nostro sistema di pensieri, facendo sì che il nostro comportamento vada proprio "là", cioè verso il dolore.

Il parto, ovviamente, è una tale trasformazione fisica, un fenomeno di talmente ampia potenza, che indubbiamente comporta, anche, una certa dose di dolore.

E’ altrettanto risaputo e ovvio che, il dolore, sia un fatto oggettivo solo fino a un certo punto e che, per il caso del parto, sia possibile verificare come questo inevitabile (solo l’allargamento delle ossa del pube per lasciar passare il piccino, potete solo immaginare, se non lo avete vissuto ;-))dolore sia assolutamente soggettivo.

C’è la donna che ha un rapporto buono con il proprio corpo, che vive la gravidanza come un fatto piacevole e magico e che arriva a partorire in poco tempo: questa donna generalmente ricorda il dolore del parto solo come un fatto marginale.

La donna che, invece, è ansiosa, vive la gravidanza magari senza il supporto affettivo ed emotivo dei suoi cari, insicura di ciò che sarà “dopo” e via discorrendo, invece, tende a ricordare a volte anche con terrore quei momenti, tanto da dichiarare “mai più”!.

Dunque, il dibattito che si è aperto con le dichiarazioni e le posizioni assunte dalla ministra Livia Turco è molto interessante!

Vi invitiamo ad approfondirlo (anche se non siete in attesa dell’evento!) sul sito di “repubblica salute”, leggendo per esempio la lettera di un medico che scrive:
Gentile Pepe, ho letto la bella lettera scritta dalle 13 ostetriche di Bergamo.
Lei dice che “essere maschi non significa non capire le emozioni che vivono le donne durante il parto”. Con tutto il rispetto, mi sento di dissentire e non me ne dispaccio, gli uomini e le donne sono diversi e nessuno ci guadagna alcunché ad annacquare questa differenza.
Non è di uomini che le “capiscano” in un momento tanto delicato e importante, che le donne hanno bisogno, né di uomini che “condividano” qualcosa che è completamente loro.
Ma veniamo a se le donne debbano o no partorire con dolore. Le donne hanno diritto a potere accedere alla epidurale, se lo desiderano, senza il limite posto da questioni economiche, questo è certo, come lei ha scritto.
Ma è tutta qua la conquista che la modernità offre alla donna che si appresta a mettere al mondo un figlio?[…]