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Maternità: sesso consapevole per essere genitori felici.

Madri che sopprimono i propri figli: un argomento di cronaca che stuzzica i giornalisti, stimola l'attenzione del pubblico e a me infonde un enorme senso di sconfitta sociale e di dolore.

“Ma come fa una madre a uccidere il proprio figlio!?”

Questo si sente dire, dal palcoscenico dell’informazione mediatica al seggiolino del bar dove si scorrono i titoli dei quotidiani.

Già, come fa?
Sarebbe opportuno porsela, la domanda, proprio per interrogarsi umanamente su di un fatto così tragico, piuttosto che per sottintendere l’accusa che, sempre, si lancia sulla donna che è arrivata a questo terribile atto.

Per quanto raccapricciante sia l’idea che un piccolo inerme venga assassinato, non possiamo esimerci da porci una domanda: quale terribile situazione, quali sconcertanti pensieri, quale disagio estremo può aver vissuto una donna madre per arrivare a tanto?

Solo così possiamo permetterci di pensare a qualcosa di utile: trovare anche nel nostro piccolo una soluzione.

E’ talmente evidente che la responsabilità oggettiva di chi compie l’efferato atto non può essere distolta dalla complicità di un ambiente familiare e sociale, responsabili almeno di aver lasciata sola una persona bisognosa di supporto.

Dunque, solo le donne possono evitare queste tragedie? Sì, e no!

Sì, come soggetti attivi, che si avvicinano all’atto sessuale consapevolmente.
Soggetti attivi, capaci anche di sottrarsi a un atto sessuale non desiderato completamente, o non sicuro.

No perchè le donne non sono le sole interessate dall’esistenza di una nuova creatura.
L’ambiente familiare ha il dovere di essere sensibilmente al fianco di una donna che inizia l’esperienza della gravidanza.
Accompagnandola per tutti quei mesi nei quali, grazie allo sconvolgimento fisico che le accade, gli stati d’animo possono alternarsi.
Le consuete sicurezze possono sgretolarsi e l’abituale stato fisico subisce repentine variazioni.

L’ambiente sociale nella quale la persona vive ha il dovere  di supportare un suo membro quando questi inizi un percorso così delicato come quello della sessualità. Insegnandogli che la sessualità è una cosa naturale, sana e giusta che deve esistere nel rispetto e nell’amore per l’altro. Che la pratica sessuale può rappresentare il primo passo per la procreazione. Che la pratica sessuale NON E’, come invece per gli animali, finalizzata all procreazione ma al consolidamento di rapporti amorosi.

E siccome la gravidanza può essere un’esperienza fantastica ed entusiasmante, quando vissuta con desiderio e amore, così come può trasformarsi in un orribile calvario quando non attesa, non ricercata, non amata e senza amore, diciamo sicuramente che è bene che ogni donna sappia di avere diritto ad una
sessualità consapevole!

E per dare corpo a un pensiero, a una semmplice parola, diremo quindi che la sessualità consapevole è figlia di una buona educazione sessuale e di una buona contraccezione.

Dal sito www.stradanove.it :

IL CONCETTO DI “SESSO SICURO” PRESUPPONE L’ESISTENZA DEL CONCETTO OPPOSTO di “sesso a rischio”. Ma da quale punto di vista il sesso può essere pericoloso?
    Spesso la sessualità è semplicemente agita, non vissuta e questo impedisce di considerare gli aspetti di rischio ad essa connessi.
    La sicurezza nel sesso dovrebbe derivare innanzitutto dal fatto che si fa l’amore perché lo si vuole veramente fare, con la persona con cui si è deciso d’intrattenere una relazione affettiva. Si presuppone quindi di condividere con quella persona il desiderio di vivere insieme quei momenti importanti , estremamente intimi, di gioia e piacere che si provano anche facendo sesso.
    Purtroppo capita che non sempre le situazioni siano chiare, idilliache e sicure.” […]

Seguono gli interventi sull’educazione sessuale e sulla contraccezione.