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NO agli incidenti sul lavoro.

Il 28 aprile è la giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro.


E’ davvero necessario richiamare l’attenzione su questo fenomeno, che provoca (e le cifre sono naturalmente per difetto) oltre 2 milioni e 300 mila morti all’anno.
E’ dal 2003 che l’organizzazione ONU che si occupa del Lavoro (ILO) promuove la celebrazione di questa giornata. Che, come diceva oggi il segretario della CGIL Epifani, riguarda sia i datori di lavoro che i lavoratori stessi.

La prevenzione, sul lavoro, non è perdita di tempo né di denaro. Così come non è per nulla intelligente e proficuo pensare a un bieco calcolo di probabilità. La volta che l’incidente accade, i costi umani, economici e morali sono di gran lunga più elevati di quanto non si sarebbe speso (in misure e dispositivi di sicurezza, in formazione, in prevenzione) per lavorare in sicurezza.
I dati presentati oggi sottolineano anche come, in Italia, si continui a fare meno che negli altri paesi europei per ridurre le cosiddette “morti bianche”, che in realtà molto spesso hanno a che fare con fenomeni di sfruttamento del lavoro, nero appunto!

Nel nostro Paese, infatti, si è registrato negli ultimi 10 anni un calo di decessi sul lavoro del 25,49 % ma la media europea è superiore di 4 punti percentuali. Addirittura in Germania il numero di vittime sul luogo di lavoro si è quasi dimezzato in 10 anni.
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