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AIDS bilancio poco lusinghiero

"Nel mondo è stimato ci siano circa 33 milioni di persone infette, di loro 14 milioni avrebbero bisogno di cure immediate, secondo i canoni fissati dall'Organizzazione Mondiale per la Sanità. Non solo, secondo l'Unaids, l'agenzia delle Nazioni Unite per la lotta all'Aids, ogni 100 persone sottoposte a trattamento altre 250 vengono infettate..."

AIDS

Il 2010 è un anno di bilancio: sarebbe dovuto essere l’anno dell’accesso universale alla prevenzione e al trattamento, secondo quanto promesso nel 2005 dai principali leader mondiali in vista del traguardo fissato per il 2015, e cioè un’inversione di tendenza nella curva dei contagi: uno dei Millennium Goals, gli obiettivi fissati per lo sviluppo mondiale dalle Nazioni Unite, quello nella lotta all’Aids. E invece le cose non stanno così, c’è una generale flessione per quanto riguarda le donazioni, i donatori più importanti stanno tagliando i fondi per i farmaci, il numero dei pazienti trattati nel mondo e in particolare nei Paesi in via di sviluppo è destinato a diminuire drasticamente, causando un effetto a catena su un meccanismo delicato, che si regge su fragili equilibri.

E’ sul sito di PeaceReporter che viene pubblicato lo stato della lotta all’AIDS, e ne emerge un quadro deludente.
Le cause sono molte, non solo la “crisi economica globale” che induce i governi dei paesi più ricchi a tagliare i già blandi fondi a favore della cura all’AIDS nel terzo mondo.
La scarsa sensibilizzazione sul problema, che vede l’aumento esponenziale tra gli eterosessuali, non curanti di intrattenere rapporti sessuali non protetti e a rischio.
La scarsa responsabilità degli stessi individui, che ritardano di molti anni i controlli e i test per l’HIV alimentando senza soluzione di continuità i contagi.
Le vergognose speculazioni economiche sui farmaci necessari alle cure.

Infine, gli interessi dei filantropi si stanno spostando già da tempo verso tematiche d’intervento più “di moda”.
Un mondo ottuso, questo. Dove sono sempre meno gli interessi verso l’umanità, mentre si fossilizzano quelli economici.
Sapremo uscirne?