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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 24 Nov 2009 12:37:38 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>Scacchi</title>
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	<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 16:07:11 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>attualit_</category><category>corsi_e_seminari</category><category>scacchi corsi corsi di formazione gioco degli scacchi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo che le capacità di concentrazione possono essere amplificate, allenate e rafforzate tramite l’esercizio. E&#8217; evidente che lo studio è una forma di allenamento della concentrazione e chiunque abbia compiuto studi universitari sa quanto sia difficile riprendere il ritmo se si interrompe, per un lungo periodo di tempo, tale attività. Tuttavia vi sono anche altri modi, apparentemente ludici ma in realtà assolutamente impegnativi ed efficaci, per allenare le nostre facoltà cognitive e di concentrazione. Tra essi merita una menzione particolare il gioco degli Scacchi.<br />
Infatti questo antico e nobile gioco, oltre ad allenare la memoria, esercita con efficacia il pensiero ipotetico deduttivo e rafforza progressivamente le capacità di concentrazione. Inoltre obbliga il soggetto a tenere sotto controllo il proprio spirito competitivo e la propria aggressività, (pur senza reprimerle) sottoponendole a regole ben precise e altamente educative.<br />
Proprio per questa serie di considerazioni ho avviato, in questi anni,  un programma di alfabetizzazione sugli scacchi nei licei dove insegno.<br />
Sono perciò a proporre, per chiunque ne faccia richiesta, nella zona di Pistoia, un piccolo e gradevole corso per apprendere, in maniera piacevole ma rigorosa, i primi rudimenti di questa arte così straordinariamente utile per una efficace stimolazione delle nostre capacità cognitive.<br />
Il corso base prevede 5 incontri di 2 ore ciascuno per un totale di 10 ore.<br />
La presentazione sarà effettuata su Power Point e si compone di oltre 80 tra diagrammi, diapositive e schemi. Fin dalla prima lezione è previsto l’utilizzo della scacchiera, dei pezzi per attivare appena possibile divertenti prove pratiche.<br />
Ho inoltre contattato dei professionisti disponibili a intervenire e a condurre più avanti la preparazione nel caso vi fossero dei partecipanti particolarmente predisposti e desiderosi di approfondire ulteriormente le loro conoscenze di gioco.</p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/chess01.jpg" class="left" border="0" width="1280" height="1024" alt="" /><br clear="both" /> <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/chess01.rid.jpg" class="left" border="0" width="480" height="384" alt="" /><br clear="both" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091026160711"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091026160711?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091026160711" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091026160711&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F10%2F370873"/></p>
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	<title>Milan</title>
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	<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 13:22:50 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/10/milan#comments</comments>
    <category>attualit_</category><category>milan silvio berlusconi champions league</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Molti anni fa a Cesena io c’ero quando retrocedemmo in serie B. Lo sport ci insegna a vincere e a perdere con lealtà unita a passione, a gioire e a dolerci restando fedeli ai nostri ideali e a modelli comportamentali che sappiano vivere e contenere le nostre emozioni senza intrappolarle, con spontaneità e intelligenza.<br />
Io ringrazio il Milan e la sua dirigenza per le gioie infinite che ci ha regalato in tutti questi ultimi 20 anni e credo ovviamente che a Silvio Berlusconi vadano i meriti di aver saputo scegliere dirigenti, allenatori e talvolta persino giocatori assolutamente eccellenti sia come atleti che come uomini. Proprio per questo non posso accettare quello che Berlusconi, genio assoluto della comunicazione, dice in questi giorni e cioè che anche lui è un tifoso e dunque anche lui soffre per quello che la squadra non riesce a dare. Vorrei ricordare che se di lui sono i meriti di questi anni di trionfi, è ovvia la sua responsabilità per i disastri degli ultimi tre anni di gestione della squadra. Non credo proprio che i problemi nascano con la cessione di Kakà. I problemi nascono da una programmazione negli acquisti che negli ultimi anni è stata ridicola. Ancelotti ha compiuto 2 capolavori raschiando il fondo bel barile con le ultime vittorie in Champions League e Coppa del Mondo. Una dirigenza esperta ed avveduta avrebbe dovuto vedere le lacune, sempre più gravi, nella rosa, subito dopo i trionfi. La mancanza di terzini di ruolo validi dopo la cessione dei vecchi brasiliani, fa si che il migliore interprete che abbiamo nel ruolo sia Abate che non è un terzino; abbiamo giocato per anni senza un portiere decente e ora troviamo quasi casualmente Storari. Ma in attacco quante punte abbiamo preso negli ultimi anni, una più disastrosa dell’altra? Il meglio che abbiamo a disposizione è l&#8217;intramontabile Inzaghi un giocatore di 37 anni !!! Oliveira, Vieri, Ronaldo, Gilardino (dato via dalla disperazione…), Boriello, ecc. Quanti anni che non azzecchiamo una prima punta da Milan? E a centro campo l’unico possibile buon innesto siamo riusciti a perderlo: Gourcuff. L’acme del disastro è stato lo sperpero di 15 milioni di euro per Huntelaar per non parlare dei due giovani sudamericani acquistati lo scorso anno e di cui ci siamo disfatti, peraltro giustamente, quest’anno. Infine una preparazione estiva inesistente con il risultato che vedere il Milan sembra una partita a subbuteo: immobili, piantati in terra mentre gli altri, magari asini, sembrano volare.<br />
No, non è la malasorte caro Silvio e stavolta non può coprire con l&#8217;arte della dialettica in cui lei è maestro, le responsabilità dirette o indirette che certamente ha in tutto ciò. Se le scelte sono sue allora lei è responsabile direttamente e gravemente (come credo nella scelta di Ronaldinho); se le scelte sono di Galliani allora il Vice presidente è bollito ed è responsabilità della proprietà averlo tenuto ancora ai vertici (anche se capisco la riconoscenza che però si può esprimere in molte forme meno auto lesive). Noi Milanisti nel cuore e nella mente la ringraziamo di tutto ciò che ci ha donato ma adesso è giunto il momento di prendere provvedimenti e girare pagina. Nello sport come nella vita solo i vecchi vivono di passato. Ci faccia capire se è vecchio o, come spero, ancora giovane e sognante.<br />
 <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/Milanbandiera2.jpg" class="left" border="0" width="250" height="194" alt="" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091001132250"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091001132250?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091001132250" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091001132250&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F10%2Fmilan"/></p>
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	<title>Video</title>
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	<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 10:17:56 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>psicobiologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Un mio breve video sul tema dello stress</p>
<p>http://video.libero.it/app/play/index.html?id=08bdc3e9454c9e632d564b6cf23e9bf6</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090925101756"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090925101756?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090925101756" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090925101756&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F09%2Fvideo"/></p>
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	<description>Un mio breve video sul tema dello stress
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	<item>
	<title>Eutanasia nuove frontiere</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/09/eutanasia-nuove-frontiere</link>
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	<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 15:10:44 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>varie</category><category>eutanasia morire suicidio</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre un tempo la  morte si presentava come qualcosa di improvviso, rapido e doloroso (poiché le capacità di diagnosticare e di contrastare efficacemente la malattia erano scarse) oggi siamo in grado di prevedere con largo anticipo molti eventi pericolosi per la salute formulando diagnosi e attivando processi terapeutici in grado di prolungare di molto lo stato di malattia. Si è così enormemente dilatato il processo del morire e i tempi del commiato si sono artificialmente estesi.<br />
A questo punto è indispensabile precisare la distinzione tra suicidio, suicidio assistito  ed eutanasia.</p>
<p>•	Il suicidio è la morte che il soggetto si procura da solo;<br />
•	il suicido assistito è compiuto direttamente dal soggetto ma i mezzi e le condizioni per compierlo sono stati messi a disposizione da altri;<br />
•	l’eutanasia è invece la morte causata dall’azione (intervento o mancato intervento) di un’altra persona.<br />
Nel terzo caso, dallo specificarsi del tipo di azione, si avranno due tipologie di eutanasia assolutamente diverse nelle modalità e di conseguenza nella liceità che viene riconosciuta loro nella nostra società.<br />
Continua<br />
 <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/eutanasia2.jpg" class="left" border="0" width="274" height="400" alt="" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090906151044"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090906151044?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090906151044" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090906151044&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F09%2Feutanasia-nuove-frontiere"/></p>
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	</item>
    
	<item>
	<title>Eutanasia e cristainesimo</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/08/eutanasia-e-cristainesimo</link>
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	<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 11:47:22 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/08/eutanasia-e-cristainesimo#comments</comments>
    <category>varie</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Ma on il Cristianesimo il suicidio torna ad essere sempre eticamente inaccettabile per 3 ordini di motivi.<br />
1.	La vita è un dono e non ci appartiene completamente. Ci è stata data da Dio e pertanto solo Dio può legittimamente togliercela. Uccidersi pertanto è un’offesa diretta alla divinità.<br />
2.	Nella vita anche il dolore ha un senso. Questo infatti può avere un ruolo salvifico e rifiutarlo equivale a sottrarsi al disegno provvidenzialistico di Dio.<br />
3.	Infine il comandamento “Non uccidere” non si limita a vietare di uccidere gli altri ma vale a pieno titolo anche per se stessi.<br />
Nel Medio evo la legge ecclesiastica vieta la celebrazione di riti religiosi per i suicidi e la legge civile impone che essi vengano esposti ad un crocevia trafitti da un palo; inoltre i loro beni sono spesso confiscati.<br />
Solo dal XVI secolo si torna a difendere la liceità del suicidio con filosofi quali Tommaso Moro, Bacone, Mountain e David Hume.<br />
 <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/Monastero.r.jpg" class="left" border="0" width="1026" height="764" alt="" /><br clear="both" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090807114722"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090807114722?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090807114722" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090807114722&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F08%2Feutanasia-e-cristainesimo"/></p>
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	<description>Ma on il Cristianesimo il suicidio torna ad essere sempre eticamente inaccettabile per 3 ordini di motivi.
1.	La vita è un dono e non ci appartiene completamente. Ci è stata data da Dio e pertanto solo[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Etica ellenistica</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/07/etica-ellenistica</link>
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	<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 10:02:43 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>varie</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nel periodo ellenistico sia gli epicurei che gli stoici prendono posizione a favore della possibilità di darsi la morte, perché talvolta è la sola strada che resta per evitare i dolori o una vita dominata dalle passioni. Nella epistola III a Meneceo, Epicuro ricorda che il saggio “… non chiede di vivere ma neanche ritiene che la morte sia un male”. Infatti per questo filosofo è insensato aver paura della morte poiché fino a quando ci siamo noi non c’è la morte e quando c’è la morte noi non ci saremo più e dunque non ne faremo mai direttamente esperienza.<br />
Tra gli stoici restano eterne le parole di Seneca a Lucilio quando, con il solito affetto, gli scrive “… la legge eterna della natura non ha fatto cosa migliore di questa: ci ha dato una sola via per entrare nella vita ma molte per uscirne. Dovrò aspettare la crudeltà di una malattia o di un uomo quando posso uscire di mezzo ai tormenti e liberarmi da tutte le avversità?” Quindi resta evidente che nel momento in cui dovessi essere paralizzato dal dolore o imprigionato dalle avversità farei cosa buona e saggia uccidendomi.<br />
 <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/Seneca.jpg" class="left" border="0" width="101" height="161" alt="" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090715100243"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090715100243?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090715100243" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090715100243&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F07%2Fetica-ellenistica"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Nel periodo ellenistico sia gli epicurei che gli stoici prendono posizione a favore della possibilità di darsi la morte, perché talvolta è la sola strada che resta per evitare i dolori o una vita[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Aristotele contro l&#039;eutanasia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/06/aristotele-contro-leutanasia</link>
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	<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 14:27:42 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>psicologia_della_personalit_</category><category>aristotele</category><category>etica nicomachea</category><category>eutanasia</category><category>suicidio</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/Aristotele.jpg" class="left" border="0" width="281" height="360" alt="" />Molto diverso è invece il pensiero di Aristotele che ritiene sempre il suicidio, in tutte le sue forme, ingiustificato. La cosa può essere argomentata secondo diversi profili.<br />
Intanto chi si suicida compie un delitto verso se stesso perché va contro la ragione e contro l’inclinazione naturale ad amare se stessi. In secondo luogo l’individuo non appartiene solo a se stesso ma alla comunità entro la quale si è formato e alla quale è legato da un vincolo di riconoscenza e di mutuo aiuto. Pertanto fa un grave affronto alla collettività sottraendole un membro. In terzo luogo chi fugge dalla sventura o da un dolore si comporta non già da coraggioso ma da uomo vile (Etica nicomachea).<br />
Continua</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090607142742"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090607142742?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090607142742" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090607142742&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F06%2Faristotele-contro-leutanasia"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Molto diverso è invece il pensiero di Aristotele che ritiene sempre il suicidio, in tutte le sue forme, ingiustificato. La cosa può essere argomentata secondo diversi profili.
Intanto chi si suicida[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Riflessioni di Bioetica</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/05/riflessioni-di-bioetica</link>
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	<pubDate>Mon, 11 May 2009 16:26:06 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>psicologia_della_personalit_</category><category>aristotele</category><category>eutanasia</category><category>morte naturale

bioetica eutanasia</category><category>platone</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/bioetica.jpg" class="left" border="0" width="250" height="198" alt="" /><strong>Breve excursus storico filosofico</strong></p>
<p>In greco<strong> eu</strong> significa <strong>buona</strong> e<strong> thanatos </strong><strong>morte</strong>. Dunque ritenere legittima l’eutanasia significa rivendicare il diritto ad avere una buona morte. Nel linguaggio antico significa una morte naturale che non sia giunta e connessa a dolori o sofferenze particolari.<br />
Fin dall’antichità sono documentabili diversi modi di intendere e interpretare la possibilità dell’essere umano di togliersi la vita o di chiedere ad altri di farlo in propria vece.<br />
In particolar modo si possono ricordare le differenze che intercorrono, su questo tema, tra i due colossi della filosofia antica: Platone e Aristotele.<br />
Per Platone ci sono diverse cause che possono indurre al suicidio.<br />
1.	Il suicidio indotto da viltà (ad esempio chi si uccide per non recarsi in battaglia).<br />
2.	Il suicidio imposto dalla città (come nel caso di Socrate).<br />
3.	Il suicidio causato da una vergogna o da una colpa ritenuta inaccettabile (ad esempio aver causato la morte di una persona cara).<br />
4.	Il suicidio imposto da una sventura quale una malattia dolorosa che l’individuo non possa sopportare.<br />
Platone ritiene che solo il suicidio causato dalla viltà sia moralmente sempre esecrabile.<br />
Negli altri casi pensa che vi possano essere buoni motivi per ritenerlo ammissibile.<br />
L’ultimo caso è quello che più si avvicina all’eutanasia così come viene intesa nella contemporaneità.<br />
Continua</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090511162606"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090511162606?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090511162606" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090511162606&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F05%2Friflessioni-di-bioetica"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Breve excursus storico filosofico
In greco eu significa buona e thanatos morte. Dunque ritenere legittima l’eutanasia significa rivendicare il diritto ad avere una buona morte. Nel linguaggio antico[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>I neuroni specchio</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/03/i-neuroni-specchio</link>
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	<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 19:09:56 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/03/i-neuroni-specchio#comments</comments>
    <category>psicobiologia</category><category>iacoboni</category><category>maurice merleau-ponty</category><category>neurofisiologia fenomenologica</category><category>neuroni specchio</category><category>rizolati. gallese</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/neuro.jpg" class="left" border="0" width="286" height="360" alt="" /><strong>Maurice Merleau-Ponty</strong>, esponente di spicco della fenomenologia, suggeriva di non attardarsi nella ricerca dell’essenza ultima dei fenomeni e di “tornare alle cose”.<br />
Oggi <strong>Iacoboni </strong>chiama <em>“neurofisiologia fenomenologica”</em> gli studi di <strong>Rizzolati </strong>e del suo aiuto <strong>Gallese </strong>sui neuroni specchio. E’ assai probabile che essi siano il correlato neuronale dei processi di simulazione che ci agiscono internamente permettendoci di comprendere le menti altrui.<br />
Nessuno di noi può osservare un altro uomo (e nemmeno una scimmia) allungare una mano per prendere un frutto senza evocare dentro al nostro meraviglioso computer gli engrammi di quel movimento.<br />
Ci identifichiamo dunque con gli altri, con i loro movimenti e con le loro emozioni riuscendo a capire le loro intenzioni proprio grazie a queste prodigiose cellule cerebrali.<br />
Continua</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090320190956"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090320190956?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090320190956" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090320190956&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F03%2Fi-neuroni-specchio"/></p>
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	<description>Maurice Merleau-Ponty, esponente di spicco della fenomenologia, suggeriva di non attardarsi nella ricerca dell’essenza ultima dei fenomeni e di “tornare alle cose”.
Oggi Iacoboni chiama[...]</description>
	
	</item>
    
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	<title>Caso Inter</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/03/caso-inter</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/03/caso-inter</guid>
	<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 13:40:26 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/03/caso-inter#comments</comments>
    <category>comunicazione</category><category>hot topic</category><category>inter</category><category>perdere</category><category>vincere</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/inter.jpg" class="left" border="0" width="250" height="176" alt="" /></p>
<p>Cara vecchia benamata Inter, grande squadra di rilevante blasone, per anni nobile decaduta del calcio italiano, tornata solo da poco, dallo scandalo di calciopoli, a rivestire un ruolo più consono al tuo antico splendore, che cosa sta succedendo al tuo stile, a quella cifra espressiva che per anni ti aveva resa amabile anche a chi non simpatizzava per te?<br />
Spesso, commentando le reazioni scomposte di chi subisca una sconfitta, si rileva l’incapacità di accettare la frustrazione che da essa deriva e, certo a ragione si dice “Bisogna saper perdere”!<br />
Effettivamente molte squadre e molti attori del calcio e dello sport in genere, credo avrebbero avuto da imparare, a questo proposito, dallo stile garbato ed educato con cui il presidente Moratti ha, per anni, assorbito le sconfitte subite sul campo e talvolta ingiustamente fuori dal rettangolo verde. Insomma sei stata veramente, per molto tempo, un esempio di signorilità e di stile.<br />
Tuttavia vorrei ricordarti che ancor più importante del saper perdere è, nello sport e nella vita, il saper vincere, mantenendo equilibrio, misura e rispetto dell’avversario.<br />
Beh, devo dire che, forse per l’abitudine inveterata a perdere, hai perso la capacità di saper vincere con la stessa signorilità ed eleganza che da tutti ti veniva onestamente riconosciuta. Così, cari amici interisti, non ci resta che augurarci e augurarvi di tornare ad essere presto quei meravigliosi perdenti che, anche vincendo, in fondo siete restati. </p>
 
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	<description>Cara vecchia benamata Inter, grande squadra di rilevante blasone, per anni nobile decaduta del calcio italiano, tornata solo da poco, dallo scandalo di calciopoli, a rivestire un ruolo più consono al[...]</description>
	
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