<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
    xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
    xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
>

<channel>
    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Thu, 09 Jul 2009 22:58:09 GMT</pubDate>
    <generator>http://lightpress.org/</generator>
    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Aristotele contro l&#039;eutanasia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/06/aristotele-contro-leutanasia</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/06/aristotele-contro-leutanasia</guid>
	<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 14:27:42 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/06/aristotele-contro-leutanasia#comments</comments>
    <category>psicologia_della_personalit_</category><category>aristotele</category><category>etica nicomachea</category><category>eutanasia</category><category>suicidio</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/Aristotele.jpg" class="left" border="0" width="281" height="360" alt="" />Molto diverso è invece il pensiero di Aristotele che ritiene sempre il suicidio, in tutte le sue forme, ingiustificato. La cosa può essere argomentata secondo diversi profili.<br />
Intanto chi si suicida compie un delitto verso se stesso perché va contro la ragione e contro l’inclinazione naturale ad amare se stessi. In secondo luogo l’individuo non appartiene solo a se stesso ma alla comunità entro la quale si è formato e alla quale è legato da un vincolo di riconoscenza e di mutuo aiuto. Pertanto fa un grave affronto alla collettività sottraendole un membro. In terzo luogo chi fugge dalla sventura o da un dolore si comporta non già da coraggioso ma da uomo vile (Etica nicomachea).<br />
Continua</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090607142742"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090607142742?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090607142742" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090607142742&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F06%2Faristotele-contro-leutanasia"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Molto diverso è invece il pensiero di Aristotele che ritiene sempre il suicidio, in tutte le sue forme, ingiustificato. La cosa può essere argomentata secondo diversi profili.
Intanto chi si suicida[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Riflessioni di Bioetica</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/05/riflessioni-di-bioetica</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/05/riflessioni-di-bioetica</guid>
	<pubDate>Mon, 11 May 2009 16:26:06 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/05/riflessioni-di-bioetica#comments</comments>
    <category>psicologia_della_personalit_</category><category>aristotele</category><category>eutanasia</category><category>morte naturale

bioetica eutanasia</category><category>platone</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/bioetica.jpg" class="left" border="0" width="250" height="198" alt="" /><strong>Breve excursus storico filosofico</strong></p>
<p>In greco<strong> eu</strong> significa <strong>buona</strong> e<strong> thanatos </strong><strong>morte</strong>. Dunque ritenere legittima l’eutanasia significa rivendicare il diritto ad avere una buona morte. Nel linguaggio antico significa una morte naturale che non sia giunta e connessa a dolori o sofferenze particolari.<br />
Fin dall’antichità sono documentabili diversi modi di intendere e interpretare la possibilità dell’essere umano di togliersi la vita o di chiedere ad altri di farlo in propria vece.<br />
In particolar modo si possono ricordare le differenze che intercorrono, su questo tema, tra i due colossi della filosofia antica: Platone e Aristotele.<br />
Per Platone ci sono diverse cause che possono indurre al suicidio.<br />
1.	Il suicidio indotto da viltà (ad esempio chi si uccide per non recarsi in battaglia).<br />
2.	Il suicidio imposto dalla città (come nel caso di Socrate).<br />
3.	Il suicidio causato da una vergogna o da una colpa ritenuta inaccettabile (ad esempio aver causato la morte di una persona cara).<br />
4.	Il suicidio imposto da una sventura quale una malattia dolorosa che l’individuo non possa sopportare.<br />
Platone ritiene che solo il suicidio causato dalla viltà sia moralmente sempre esecrabile.<br />
Negli altri casi pensa che vi possano essere buoni motivi per ritenerlo ammissibile.<br />
L’ultimo caso è quello che più si avvicina all’eutanasia così come viene intesa nella contemporaneità.<br />
Continua</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090511162606"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090511162606?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090511162606" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090511162606&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F05%2Friflessioni-di-bioetica"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Breve excursus storico filosofico
In greco eu significa buona e thanatos morte. Dunque ritenere legittima l’eutanasia significa rivendicare il diritto ad avere una buona morte. Nel linguaggio antico[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>I neuroni specchio</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/03/i-neuroni-specchio</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/03/i-neuroni-specchio</guid>
	<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 19:09:56 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/03/i-neuroni-specchio#comments</comments>
    <category>psicobiologia</category><category>iacoboni</category><category>maurice merleau-ponty</category><category>neurofisiologia fenomenologica</category><category>neuroni specchio</category><category>rizolati. gallese</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/neuro.jpg" class="left" border="0" width="286" height="360" alt="" /><strong>Maurice Merleau-Ponty</strong>, esponente di spicco della fenomenologia, suggeriva di non attardarsi nella ricerca dell’essenza ultima dei fenomeni e di “tornare alle cose”.<br />
Oggi <strong>Iacoboni </strong>chiama <em>“neurofisiologia fenomenologica”</em> gli studi di <strong>Rizzolati </strong>e del suo aiuto <strong>Gallese </strong>sui neuroni specchio. E’ assai probabile che essi siano il correlato neuronale dei processi di simulazione che ci agiscono internamente permettendoci di comprendere le menti altrui.<br />
Nessuno di noi può osservare un altro uomo (e nemmeno una scimmia) allungare una mano per prendere un frutto senza evocare dentro al nostro meraviglioso computer gli engrammi di quel movimento.<br />
Ci identifichiamo dunque con gli altri, con i loro movimenti e con le loro emozioni riuscendo a capire le loro intenzioni proprio grazie a queste prodigiose cellule cerebrali.<br />
Continua</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090320190956"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090320190956?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090320190956" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090320190956&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F03%2Fi-neuroni-specchio"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Maurice Merleau-Ponty, esponente di spicco della fenomenologia, suggeriva di non attardarsi nella ricerca dell’essenza ultima dei fenomeni e di “tornare alle cose”.
Oggi Iacoboni chiama[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Caso Inter</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/03/caso-inter</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/03/caso-inter</guid>
	<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 13:40:26 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/03/caso-inter#comments</comments>
    <category>comunicazione</category><category>hot topic</category><category>inter</category><category>perdere</category><category>vincere</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/inter.jpg" class="left" border="0" width="250" height="176" alt="" /></p>
<p>Cara vecchia benamata Inter, grande squadra di rilevante blasone, per anni nobile decaduta del calcio italiano, tornata solo da poco, dallo scandalo di calciopoli, a rivestire un ruolo più consono al tuo antico splendore, che cosa sta succedendo al tuo stile, a quella cifra espressiva che per anni ti aveva resa amabile anche a chi non simpatizzava per te?<br />
Spesso, commentando le reazioni scomposte di chi subisca una sconfitta, si rileva l’incapacità di accettare la frustrazione che da essa deriva e, certo a ragione si dice “Bisogna saper perdere”!<br />
Effettivamente molte squadre e molti attori del calcio e dello sport in genere, credo avrebbero avuto da imparare, a questo proposito, dallo stile garbato ed educato con cui il presidente Moratti ha, per anni, assorbito le sconfitte subite sul campo e talvolta ingiustamente fuori dal rettangolo verde. Insomma sei stata veramente, per molto tempo, un esempio di signorilità e di stile.<br />
Tuttavia vorrei ricordarti che ancor più importante del saper perdere è, nello sport e nella vita, il saper vincere, mantenendo equilibrio, misura e rispetto dell’avversario.<br />
Beh, devo dire che, forse per l’abitudine inveterata a perdere, hai perso la capacità di saper vincere con la stessa signorilità ed eleganza che da tutti ti veniva onestamente riconosciuta. Così, cari amici interisti, non ci resta che augurarci e augurarvi di tornare ad essere presto quei meravigliosi perdenti che, anche vincendo, in fondo siete restati. </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090305134026"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090305134026?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090305134026" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090305134026&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F03%2Fcaso-inter"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Cara vecchia benamata Inter, grande squadra di rilevante blasone, per anni nobile decaduta del calcio italiano, tornata solo da poco, dallo scandalo di calciopoli, a rivestire un ruolo più consono al[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Xenofobia? No, peggio, idiozia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/02/xenofobia-no-peggio-idiozia</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/02/xenofobia-no-peggio-idiozia</guid>
	<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 16:58:57 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/02/xenofobia-no-peggio-idiozia#comments</comments>
    <category>attualit_</category><category>adolescenti</category><category>degrado</category><category>società</category><category>xenofobia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/bianconero.jpg" class="left" border="0" width="432" height="354" alt="" /><br clear="both" />Lo stato di degrado in cui versa la nostra società, in cui ristagnano i nostri ragazzi, la mancanza di spinte interiori forti, non dico necessariamente altruistiche ma anche verso una qualche autorealizzazione che non passi attraverso lo stupido cliché  delle dilaganti<em> “emozioni”</em> a buon mercato, così diffuse in tante oscene trasmissioni televisive,  è qualcosa con cui dobbiamo assolutamente iniziare a fare i conti.<br />
Ciò che sconcerta parlando molte volte con gli adolescenti, cosa che per lavoro mi accade sovente di fare, è che molti di loro ritengono che anche le droghe siano un loro diritto, che abbiano il diritto di rovinare la cosa più preziosa che possiedono: il loro cervello.<br />
Il diritto ad essere protagonisti della propria esistenza trova un limite nella invalicabile legge di non danneggiare gli altri e di non danneggiare noi stessi, perché anche la nostra integrità fisica è un bene indisponibile e tale deve restare.   </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090202165857"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090202165857?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090202165857" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090202165857&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F02%2Fxenofobia-no-peggio-idiozia"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Lo stato di degrado in cui versa la nostra società, in cui ristagnano i nostri ragazzi, la mancanza di spinte interiori forti, non dico necessariamente altruistiche ma anche verso una qualche[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Kakà</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/01/kaka</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/01/kaka</guid>
	<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 16:07:55 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/01/kaka#comments</comments>
    <category>comunicazione</category><category>berlusconi</category><category>kaka</category><category>kakà</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Geniale… Silvio Berlusconi, al di là delle simpatie o delle profonde e ineliminabili antipatie politiche che può suscitare, è un genio della comunicazione e come tale ha vinto una battaglia che sembrava irrimediabilmente persa. Il padre di Kakà da anni gioca una partita, ovviamente dalla parte del figlio, per ottenere continui miglioramenti economici grazie all’utilizzo, comprensibile, delle mega offerte che giungono al figlio per convincerlo ad andare in altre squadre. E così ogni anno nuovi ritocchi e  nuovi vantaggi su un contratto già milionario. Stavolta credo abbia giocato la carta dello sceicco proprio lui, flirtando con gli arabi del Manchester City e sperando che il giochetto gli riuscisse ancora una volta. Ma il Milan e la sua dirigenza non erano nella condizione di concedere ulteriori sostanziosi ritocchi al loro pupillo sia per ragioni di gestione sia per considerazioni di ordine generale legate alla crisi internazionale. Così di fronte all’offensiva del Manchester City potevano solo avvalersi della clausola del contratto che vincolava il giocatore al Milan rischiando però di avere poi un giocatore risentito e demotivato che non avrebbe certamente aiutato la squadra quanto è nelle sue straordinarie possibilità. A questo punto sono certo che è intervenuto Silvio dicendo che il Milan riteneva interessante l’offerta, che per altro lo era veramente, costringendo così Kakà a scegliere e a sondare dentro se stesso da che parte volesse davvero stare: dalla parte dell’indubbio vantaggio economico o dalla parte del cuore e della riconoscenza e della amicizia?<br />
Berlusconi ha scommesso sapendo che avrebbe vinto in ogni caso.<br />
Se fosse andato via il Milan avrebbe comprato diversi giocatori di altissimo livello facendo una squadra straordinaria e competitiva; se, come in cuor suo sperava, Kakà fosse restato, lo avrebbe fatto sposando davvero la causa Milan e sarebbero cessati, almeno per un po’, gli estenuanti giochetti al rialzo del padre.<br />
Complimenti presidente, davvero grande.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090120160755"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090120160755?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090120160755" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090120160755&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F01%2Fkaka"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Geniale… Silvio Berlusconi, al di là delle simpatie o delle profonde e ineliminabili antipatie politiche che può suscitare, è un genio della comunicazione e come tale ha vinto una battaglia che[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Creatività</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/01/creativita</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/01/creativita</guid>
	<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 10:46:18 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/01/creativita#comments</comments>
    <category>psicoanalisi</category><category>in evidenza</category><category>psicodinamica della creatività</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Psicodinamica della creatività</p>
<p>Si deve indubbiamente a Freud l’aver esplorato il legame tra il simbolismo dei sogni, gli stati psicopatologici, la vita fantastica e i processi primari, caratteristici dell’inconscio. Come si evince dal “Traumdeutung”, i processi caratteristici dell’inconscio sono essenzialmente la condensazione e lo spostamento, mentre il processo secondario, logico, razionale, deduttivo è caratteristico della mente conscia (che più tardi Freud, almeno in una certa misura, farà coincidere con l’IO). Nel 1908 il padre della psicoanalisi tentò una prima interpretazione del fenomeno creatività, riducendolo essenzialmente ad un tentativo di risolvere il conflitto psichico causato da pulsioni non scaricate. Pertanto, nella sua ottica, i desideri insoddisfatti erano la vera forza motrice della fantasia e un ruolo insostituibile lo giocava l’infanzia e come essa era stata vissuta dal soggetto. Con questa chiave di lettura si avventurò anche in tentativi, per la verità non sempre completamente riusciti, di spiegare la presenza di alcuni temi ricorrenti nell’arte di Leonardo. La chiave di volta di questa costruzione teorica era il concetto di sublimazione che permetterebbe ad un soggetto, con una forte pulsione sessuale repressa, di trovare uno sfogo sostitutivo “normale” anziché nevrotico. </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090112104618"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090112104618?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090112104618" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090112104618&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F01%2Fcreativita"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Psicodinamica della creatività
Si deve indubbiamente a Freud l’aver esplorato il legame tra il simbolismo dei sogni, gli stati psicopatologici, la vita fantastica e i processi primari, caratteristici[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>L’America cambia pelle….</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2008/11/l-america-cambia-pelle</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2008/11/l-america-cambia-pelle</guid>
	<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 13:12:37 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2008/11/l-america-cambia-pelle#comments</comments>
    <category>attualit_</category><category>america</category><category>democrazia</category><category>elezioni</category><category>obama</category><category>presidente</category><category>stati uniti</category>
    <content:encoded><![CDATA[<ol>
Una giornata straordinaria è stata vissuta ieri da tutti noi.<br />
<img src="http://static.blogo.it/guide/Obama.jpg" class="left" border="0" width="298" height="384" alt="" />Innanzi tutto il mondo intero ha avuto la possibilità di assistere ad una lezione esemplare di democrazia.<br />
Per prima cosa onore ai vinti proprio da chi, come me, sperava, credeva, sognava che fosse <strong>Obama</strong> il vincitore.<br />
<strong>Mc Cain</strong> ha detto poche ma esemplari e commoventi parole:- Ho telefonato a colui che fino ad ieri era il mio avversario e che da domani sarà il mio presidente!<br />
Cosa dovremmo sentire di più chiaro, di più alto nella nostra povera e litigiosa Italia, sempre pronta a delegittimare l’avversario politico, incapace, miseramente, di ogni ethos politico?<br />
Al di là dei contenuti, dei programmi politici ed economici mi preme sottolineare 2 aspetti delle elezione che hanno portato <strong>Obama</strong> a diventare l’uomo più potente del mondo.<br />
Innanzi tutto la promessa dei padri fondatori di costruire uno Stato dove tutti fossero liberi di percorrere la loro strada e che solo il merito avesse la possibilità di operare una selezione nella corsa verso la vetta, il successo, la leadership, è finalmente giunta a pieno compimento. E’ davvero la fine storica e la sconfitta definitiva, almeno sul piano culturale, della follia che chiamiamo razzismo.<br />
In secondo luogo<strong> Obama</strong> permette a una larga parte del mondo di tornare a vedere negli Stati Uniti d’America una speranza, una promessa di libertà, di democrazia.<br />
La leadership non può basarsi solo sulla forza anche se non può prescinderne completamente. Da oggi l’Africa torna a guardare agli Stati Uniti in modo diverso e voglio sperare che presto anche l’Asia e i paesi arabi possano riconciliarsi con la democrazia e con la sua straordinaria icona, a cui di nuovo tutto il mondo torna a guardare ammirato.
 </ol>
 
    <p><map name="google_ad_map_20081106131237"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20081106131237?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20081106131237" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20081106131237&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2008%2F11%2Fl-america-cambia-pelle"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Una giornata straordinaria è stata vissuta ieri da tutti noi.
Innanzi tutto il mondo intero ha avuto la possibilità di assistere ad una lezione esemplare di democrazia.
Per prima cosa onore ai vinti[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Perchè si uccide?</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2008/10/perche-si-uccide</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2008/10/perche-si-uccide</guid>
	<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 12:46:23 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2008/10/perche-si-uccide#comments</comments>
    <category>criminologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Wilson e Seaman, riprendendo gli studi dello psicologo Albert Maslow, fanno riferimento a quattro livelli della gerarchia dei bisogni di Maslow.<br />
Essi sostengono che prima si uccidevano spinti dalla povertà e dalla fame; verso la metà dell’Ottocento, si uccideva per lo più per tutelare la propria sicurezza domestica; una volta soddisfatti questi bisogni, ha iniziato a diffondersi l’omicidio a sfondo sessuale; infine, una volta che si sono garantiti cibo, rifugio e gratificazioni emotive, si uccide per un bisogno di autostima, per ottenere rispetto. E’ questo il caso più specifico dell’omicidio seriale a partire dagli anni 80.<br />
Le serie omicidarie interrotte bruscamente, come nel caso di Jack lo Squartatore,  vanno di solito ad accrescere i ranghi del “numero oscuro”, perché spesso la polizia non riesce a collegare gli omicidi tra loro. </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20081023124623"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20081023124623?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20081023124623" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20081023124623&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2008%2F10%2Fperche-si-uccide"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Wilson e Seaman, riprendendo gli studi dello psicologo Albert Maslow, fanno riferimento a quattro livelli della gerarchia dei bisogni di Maslow.
Essi sostengono che prima si uccidevano spinti dalla[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Psicopatia e crimini</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2008/09/338338.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2008/09/338338.shtml</guid>
	<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2008/09/338338.shtml#comments</comments>
    <category>criminologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Dobbiamo innanzitutto ricordare due cose fondamentali: 1) non tutti i criminali sono psicopatici! Infatti più o meno tutte le tipologie di personalità sono compatibili con le condotte criminali; 2) non tutti gli psicopatici sono criminali. </p>
<p>Gli psicopatici sono rinvenibili pressoché in tutti i livelli e gli ambiti della società ma sono le occasioni ed i contesti sociali che determinano se e come si attiveranno. </p>
<p>La caratteristica di danno e di sofferenza per la società, tipica delle varie forme di psicopatia, implica l’esistenza di ben intuibili correlazioni con la criminalità. Sovente le anomalie di comportamento, legate alle psicopatie, tendono a tradursi in reato: fra tutte le situazioni di interesse psichiatrico, la psicopatia è la più frequente a riscontrarsi tra gli autori di reato.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
<p>Il significato di “sofferenza per gli altri e per la società” conferito al termine “Psicopatico”, spiega il grande interesse in ambito criminologico di quelle risposte psicogene abnormi che si designano appunto come “Reazioni psicopatiche”.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20080915000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20080915000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20080915000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20080915000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2008%2F09%2F338338.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Dobbiamo innanzitutto ricordare due cose fondamentali: 1) non tutti i criminali sono psicopatici! Infatti più o meno tutte le tipologie di personalità sono compatibili con le condotte criminali; 2) non[...]</description>
	
	</item>
    

</channel>
</rss>
