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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Perdono?</title>
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	<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 15:29:01 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>attualit_</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Vedendo la sera i vari telegiornali, non si può non essere colpiti da quante volte i diversi giornalisti facciano una domanda demenziale agli sventurati che abbiano perso, non per fatalità o per semplice colpa, ma per torbida, maligna volontà omicida un loro caro. Orbene la domanda geniale a cui gli affranti parenti, genitori o figli vengono sottoposti è “ Ma lei lo perdona? E’ pronto a perdonarlo?”<br />
Ancor prima che sia avviato un processo di reale pentimento nel reo, magari ancor prima che sia processato, talvolta prima ancora che vi sia un colpevole certo! No, ma io mi domando se questa gente, se questi professionisti dell’informazione e della comunicazione abbiano idea di ciò che stanno facendo. Ho preso il dizionario Devoto e ho cercato il termine &#8220;perdono&#8221;. Si legge tra l’altro “Dell’autore di un’azione malvagia… rinunciare a punirlo, assolvere” e ancora “passarci sopra senza punire chi li ha compiuti, lasciar correre”. Infatti andando a cercare alla voce sinonimi e contrari, tra questi ultimi, tra i contrari cioè, troviamo, tra gli altri, questi significati:  “Condannare, punire”. Dunque il punire tipico della legge è il contrario del perdono! Pertanto si chiede, a chi si sia visto uccidere, magari per futili motivi, magari dopo violenze e abusi, un proprio caro, se la persona accecata e resa folle dal dolore della perdita atroce subita, sia disposta a passarci sopra, a richiedere di non condannare e non punire chi abbia compiuto ciò. Questo è il significato letterale di ciò che si domanda. Ma in nome di cosa? Si chiede un atto disumanamente e inutilmente altruistico per cosa? Certo se si intendesse chiedere se il parente ritiene di poter vivere senza desiderio di vendetta, senza ricercare e senza attivarsi per avere ritorsioni sul colpevole, senza avviare inutili e feroci faide, beh questa potrebbe essere anche una domanda sensata ma vorrei ricordare che, dizionario alla mano, il senso della stupida e violenta domanda sopra riportata non è assolutamente questo, e costituisce una inutile e scellerata ulteriore violenza verso le vittime.<br />
 <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/Tommaso_3.0.jpg" class="left" border="0" width="240" height="320" alt="" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101028152901"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101028152901?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101028152901" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101028152901&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2010%2F10%2Fperdono"/></p>
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	<title>Seduta gratuita</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2010/09/seduta-gratuita-2</link>
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	<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 15:09:09 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>attualit_</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 15 settembre 2010, presso la farmacia Astrua, Via Martelli 8, vicinissimo a piazza del Duomo, vi attendo per un incontro conoscitivo gratuito (con prenotazione) sui temi della psicoterapia e dell&#8217;ipnosi.  <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/Firenze.r.jpg" class="left" border="0" width="394" height="556" alt="" /><br clear="both" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100908150909"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100908150909?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100908150909" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100908150909&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2010%2F09%2Fseduta-gratuita-2"/></p>
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	<description>Mercoledì 15 settembre 2010, presso la farmacia Astrua, Via Martelli 8, vicinissimo a piazza del Duomo, vi attendo per un incontro conoscitivo gratuito (con prenotazione) sui temi della psicoterapia e[...]</description>
	
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	<title>Etica</title>
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	<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:06:50 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>varie</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Credo possano essere almeno 3 i motivi attorno a cui ruota questa rinascita di interesse per la filosofia pratica.<br />
1) La consunzione dei valori morali tradizionali (rappresentata dalla metafora Nietzschiana della Morte di Dio), dovuta essenzialmente alla decostruzione del concetto stesso di etica prodotta dall’analisi stimolante e talvolta geniale che alcuni “maestri del sospetto” hanno condotto, non ha messo a tacere la richiesta di senso che interpella le nostre coscienze. E’ certo tuttavia che nel nostro tempo sono state recise in buona parte le radici metafisiche dell’agire e il dramma che dentro tutti noi risuona è quello espresso genialmente nei Fratelli Karamazov “Che cosa ne sarà dell’uomo? Senza Dio e senza vita futura tutto è permesso, tutto è lecito?”<br />
2) Oltre alla consunzione delle morali tradizionali, nuovi problemi grandiosi e urgenti ci incalzano per l’enorme dilatarsi del possibile che la scienza pone nelle nostre mani e siamo spinti a chiederci fino a che punto si debba fare tutto quello che si può fare.<br />
3) Infine uomini e culture diverse vivono sempre più a stretto contatto, con visioni del mondo sovente inconciliabili e irriducibili ad una sintesi condivisa. Il bene degli uni non coincide con il bene degli altri e diviene difficile trovare modelli normativi condivisi e talvolta persino vicendevolmente tollerabili.<br />
L’etica ha natura discorsiva e razionale, cerca cioè di motivare con argomenti logicamente accettabili l’area del possibile e di valutare le dimensioni dell’intenzionalità. Come abbiamo visto la parola “etica” trova la sua radice etimologica in èthos che significa costume, abitudine, comportamento derivante dal luogo in cui si abita. Vi è dunque un nesso tra azioni e regole della comunità di appartenenza anche se oggi tendiamo a dare alla parola etica un senso più ampio, una dimensione che pretendiamo abbia valenza universale e necessaria.<br />
Prima di proseguire vorrei ricordare che, ovviamente, non ogni agito è rilevante sul piano etico. Ad esempio se si decide di mangiare o di bere solitamente possiamo ritenere queste azioni irrilevanti sul piano etico ma, se si sceglie di non mangiare, al fine di lasciarsi morire, è evidente che ciò assume una rilevanza etica. Quindi si intuisce che non è tanto l’azione ad interessare le nostre riflessioni quanto l’intenzionalità che la supporta e la guida.<br />
Inoltre, un’altra importante distinzione, in parte scontata ma comunque necessaria, è che il “bene” e “bravo” in ambito tecnico non necessariamente coincidono con il “bene” e “bravo” in ambito etico.<br />
 <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/aristoteleeplatone.jpg" class="left" border="0" width="475" height="599" alt="" /><br clear="both" /></p>
 
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	<description>Credo possano essere almeno 3 i motivi attorno a cui ruota questa rinascita di interesse per la filosofia pratica.
1) La consunzione dei valori morali tradizionali (rappresentata dalla metafora[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Riti, miti e libero arbitrio</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2010/04/riti-miti-e-libero-arbitrio</link>
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	<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 16:29:54 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>psicoanalisi</category><category>istinti culturali</category><category>memoria</category><category>ritualità</category><category>tradizione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/Peplo.jpg" class="left" border="0" width="357" height="250" alt="" /><br clear="both" />Questo passaggio di consegne, tuttavia, non è lineare né indolore. Pensiamo ad esempio alle preziose crisi adolescenziali, alla irrefrenabile spinta a mettere in discussione i modelli passati per sondare la possibilità di aprire nuove strade. Questo è il prezzo che la lotta per la vita ci chiede di pagare per andare avanti, per sondare nuove possibilità, per non fermarci al già dato. Così si passò dalla civiltà del rame a quella del bronzo, da quella del bronzo a quella del ferro e così via, in una dialettica inesauribile tra vecchio e nuovo, fra trasmissione di cultura e innovazione, tradizione e rivoluzione. E ad ogni passo avanti corrisponde poi un sedimentarsi delle nuove idee emerse e vincenti, dei nuovi apporti, che si depositeranno in nuove tradizioni.<br />
Dunque tornando alla tradizione possiamo definirla come il repertorio delle pratiche riuscite, la memoria dei comportamenti risultati vantaggiosi e che abbiano dimostrato il loro valore resistendo alla forza corrosiva del tempo e della contestazione.<br />
La ritualità è il sedimento e la memoria delle cose vantaggiose mentre il divieto, il tabù è il rifiuto delle cose che non funzionano, delle cose risultate dannose alla conservazione dell’individuo o del gruppo. Quando poi i riti, anziché agiti, vengono narrati, diventano miti e così, proprio ispirandosi ai miti, che funzionano come riduttori di angoscia, come manuali tascabili pronti per l’uso, si può essere sicuri che in determinate situazioni, tenendo certi comportamenti si potranno ottenere i risultati sperati. Risulta così chiaro che i miti e ancor più le diverse ritualità, in questa ottica, si possono intendere come compensazioni culturali rispetto alla mancanza di un codice istintuale geneticamente inscritto nel nostro DNA che ci dica cosa fare e come farlo per ottenere i risultati attesi.<br />
Così possiamo sapere come comportarci, anche senza un istinto che ci guidi, perché abbiamo la tradizione e il mito che vengono in nostro soccorso non lasciandoci soli, di fronte a scelte talvolta difficili, con il nostro libero arbitrio che, privo di esperienze precedenti a cui riferirsi, rischierebbe di naufragare. La tradizione dunque può essere vista come il sedimento di una serie enorme di scelte precedenti e della selezione che su di esse ha svolto la forza discriminante del successo e dell’insuccesso.<br />
Proprio grazie alle indicazioni di questo precipitato culturale possiamo muoverci secondo linee abbastanza garantite ed evitare, o comunque ridurre, l’esperienza paralizzante dell’angoscia.<br />
In altri termini l’uomo compensa questa mancanza di linee guida ereditarie sul piano genetico, con degli “istinti” culturali, con dei codici trasmessi che si chiamano riti, miti, pratiche religiose e sociali che determinano delle regolarità di comportamento da cui è lecito aspettarsi una regolarità di risposte. Il sapere umano nasce con la memoria trasmessa linguisticamente e oralmente di queste pratiche vantaggiose che in qualche misura limitano la libertà a vantaggio della sicurezza e della prevedibilità degli accadimenti. Ma in fondo che cosa è la nostra stessa scienza sperimentale se non il più potente e recente tentativo di poter prevedere e così adeguatamente fronteggiare il futuro e tutto ciò che ci attende?</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>Liberi?</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2010/03/liberi</link>
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	<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 19:32:07 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>psicoanalisi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/v3c_02.jpg" class="left" border="0" width="256" height="360" alt="libert&Atilde;&nbsp;" />L’uomo, a differenza degli animali non dispone di un repertorio istintuale là dove, per istinto, si intenda una risposta comportamentale rigida e predefinita ad uno stimolo. Dove c’è istinto non c’è possibilità di variazione e di conseguenza sono molto limitate anche le possibilità di adattamento da parte dell’individuo mentre la specie, seppur lentamente, può farlo, a condizione che muti e con essa muti il repertorio istintuale di cui essa dispone.<br />
Lo stesso Freud, per parlare dell’uomo, dopo aver usato nei primi scritti “instinkt”, passa a “trieb” (pulsione) ovvero una spinta con meta indeterminata.<br />
Già il linguaggio, che così profondamente caratterizza la specie umana, è ovviamente una mediazione tecnica, non un dato immediato ed istintivo come invece (talvolta) il gesto, ma qualcosa di appreso, di culturale, di acquisito.<br />
Nel Protagora Platone ci racconta che Zeus aveva incaricato Epimeteo (Quello che viene dopo, L’improvvido) di attribuire ad ogni specie animale le sue virtù (intese come forza, come capacità). A tutti i viventi egli concesse qualità in abbondanza ma, giunto all’uomo, egli non ne aveva più disponibili. Zeus, mosso a pietà, incaricò Prometeo (Colui che pensa in anticipo) affinché rimediasse in qualche modo. Egli concesse all’uomo di anticipare mentalmente i suoi atti, di progettare. Come dirà più tardi Hobbes, mentre gli animali hanno fame, l’uomo è famelico perché non ha solo fame ma prevede la sua fame futura.<br />
Dunque l’uomo non ha istinti o, comunque, non ne ha in misura adeguata a consentirgli la sopravvivenza. L’uomo è un animale carente e poco attrezzato biologicamente ma proprio questa sua debolezza costitutiva è una precondizione per lo sviluppo della sua enorme forza cognitiva. In questa ottica gli usi, i costumi e le diverse tradizioni culturali risultano essere una sorta di compensazione, di strumento sostitutivo nella eterna lotta per la vita.<br />
Il sapere e i suoi sedimenti tramandati sia oralmente che in forma scritta, possono esser visti come ciò che resta degli esperimenti culturali riusciti e vincenti, il repertorio delle pratiche che si sono rivelate vincenti. Così la tradizione è il lascito che le generazioni precedenti donano ai propri discendenti in modo che non debbano sempre ripartire da capo nell’analisi di ciò che è opportuno fare in determinate circostanze.<br />
Continua</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>Scacchi</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/10/370873</link>
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	<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 16:07:11 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>attualit_</category><category>corsi_e_seminari</category><category>scacchi corsi corsi di formazione gioco degli scacchi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo che le capacità di concentrazione possono essere amplificate, allenate e rafforzate tramite l’esercizio. E&#8217; evidente che lo studio è una forma di allenamento della concentrazione e chiunque abbia compiuto studi universitari sa quanto sia difficile riprendere il ritmo se si interrompe, per un lungo periodo di tempo, tale attività. Tuttavia vi sono anche altri modi, apparentemente ludici ma in realtà assolutamente impegnativi ed efficaci, per allenare le nostre facoltà cognitive e di concentrazione. Tra essi merita una menzione particolare il gioco degli Scacchi.<br />
Infatti questo antico e nobile gioco, oltre ad allenare la memoria, esercita con efficacia il pensiero ipotetico deduttivo e rafforza progressivamente le capacità di concentrazione. Inoltre obbliga il soggetto a tenere sotto controllo il proprio spirito competitivo e la propria aggressività, (pur senza reprimerle) sottoponendole a regole ben precise e altamente educative.<br />
Proprio per questa serie di considerazioni ho avviato, in questi anni,  un programma di alfabetizzazione sugli scacchi nei licei dove insegno.<br />
Sono perciò a proporre, per chiunque ne faccia richiesta, nella zona di Pistoia, un piccolo e gradevole corso per apprendere, in maniera piacevole ma rigorosa, i primi rudimenti di questa arte così straordinariamente utile per una efficace stimolazione delle nostre capacità cognitive.<br />
Il corso base prevede 5 incontri di 2 ore ciascuno per un totale di 10 ore.<br />
La presentazione sarà effettuata su Power Point e si compone di oltre 80 tra diagrammi, diapositive e schemi. Fin dalla prima lezione è previsto l’utilizzo della scacchiera, dei pezzi per attivare appena possibile divertenti prove pratiche.<br />
Ho inoltre contattato dei professionisti disponibili a intervenire e a condurre più avanti la preparazione nel caso vi fossero dei partecipanti particolarmente predisposti e desiderosi di approfondire ulteriormente le loro conoscenze di gioco.</p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/chess01.jpg" class="left" border="0" width="1280" height="1024" alt="" /><br clear="both" /> <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/chess01.rid.jpg" class="left" border="0" width="480" height="384" alt="" /><br clear="both" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091026160711"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091026160711?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091026160711" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20091026160711&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F10%2F370873"/></p>
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	</item>
    
	<item>
	<title>Milan</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/10/milan</link>
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	<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 13:22:50 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>attualit_</category><category>milan silvio berlusconi champions league</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Molti anni fa a Cesena io c’ero quando retrocedemmo in serie B. Lo sport ci insegna a vincere e a perdere con lealtà unita a passione, a gioire e a dolerci restando fedeli ai nostri ideali e a modelli comportamentali che sappiano vivere e contenere le nostre emozioni senza intrappolarle, con spontaneità e intelligenza.<br />
Io ringrazio il Milan e la sua dirigenza per le gioie infinite che ci ha regalato in tutti questi ultimi 20 anni e credo ovviamente che a Silvio Berlusconi vadano i meriti di aver saputo scegliere dirigenti, allenatori e talvolta persino giocatori assolutamente eccellenti sia come atleti che come uomini. Proprio per questo non posso accettare quello che Berlusconi, genio assoluto della comunicazione, dice in questi giorni e cioè che anche lui è un tifoso e dunque anche lui soffre per quello che la squadra non riesce a dare. Vorrei ricordare che se di lui sono i meriti di questi anni di trionfi, è ovvia la sua responsabilità per i disastri degli ultimi tre anni di gestione della squadra. Non credo proprio che i problemi nascano con la cessione di Kakà. I problemi nascono da una programmazione negli acquisti che negli ultimi anni è stata ridicola. Ancelotti ha compiuto 2 capolavori raschiando il fondo bel barile con le ultime vittorie in Champions League e Coppa del Mondo. Una dirigenza esperta ed avveduta avrebbe dovuto vedere le lacune, sempre più gravi, nella rosa, subito dopo i trionfi. La mancanza di terzini di ruolo validi dopo la cessione dei vecchi brasiliani, fa si che il migliore interprete che abbiamo nel ruolo sia Abate che non è un terzino; abbiamo giocato per anni senza un portiere decente e ora troviamo quasi casualmente Storari. Ma in attacco quante punte abbiamo preso negli ultimi anni, una più disastrosa dell’altra? Il meglio che abbiamo a disposizione è l&#8217;intramontabile Inzaghi un giocatore di 37 anni !!! Oliveira, Vieri, Ronaldo, Gilardino (dato via dalla disperazione…), Boriello, ecc. Quanti anni che non azzecchiamo una prima punta da Milan? E a centro campo l’unico possibile buon innesto siamo riusciti a perderlo: Gourcuff. L’acme del disastro è stato lo sperpero di 15 milioni di euro per Huntelaar per non parlare dei due giovani sudamericani acquistati lo scorso anno e di cui ci siamo disfatti, peraltro giustamente, quest’anno. Infine una preparazione estiva inesistente con il risultato che vedere il Milan sembra una partita a subbuteo: immobili, piantati in terra mentre gli altri, magari asini, sembrano volare.<br />
No, non è la malasorte caro Silvio e stavolta non può coprire con l&#8217;arte della dialettica in cui lei è maestro, le responsabilità dirette o indirette che certamente ha in tutto ciò. Se le scelte sono sue allora lei è responsabile direttamente e gravemente (come credo nella scelta di Ronaldinho); se le scelte sono di Galliani allora il Vice presidente è bollito ed è responsabilità della proprietà averlo tenuto ancora ai vertici (anche se capisco la riconoscenza che però si può esprimere in molte forme meno auto lesive). Noi Milanisti nel cuore e nella mente la ringraziamo di tutto ciò che ci ha donato ma adesso è giunto il momento di prendere provvedimenti e girare pagina. Nello sport come nella vita solo i vecchi vivono di passato. Ci faccia capire se è vecchio o, come spero, ancora giovane e sognante.<br />
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    <p><map name="google_ad_map_20091001132250"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091001132250?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091001132250" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20091001132250&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F10%2Fmilan"/></p>
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	<title>Video</title>
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	<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 10:17:56 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>psicobiologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Un mio breve video sul tema dello stress</p>
<p>http://video.libero.it/app/play/index.html?id=08bdc3e9454c9e632d564b6cf23e9bf6</p>
 
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	<description>Un mio breve video sul tema dello stress
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	<title>Eutanasia nuove frontiere</title>
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	<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 15:10:44 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
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    <category>varie</category><category>eutanasia morire suicidio</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre un tempo la  morte si presentava come qualcosa di improvviso, rapido e doloroso (poiché le capacità di diagnosticare e di contrastare efficacemente la malattia erano scarse) oggi siamo in grado di prevedere con largo anticipo molti eventi pericolosi per la salute formulando diagnosi e attivando processi terapeutici in grado di prolungare di molto lo stato di malattia. Si è così enormemente dilatato il processo del morire e i tempi del commiato si sono artificialmente estesi.<br />
A questo punto è indispensabile precisare la distinzione tra suicidio, suicidio assistito  ed eutanasia.</p>
<p>•	Il suicidio è la morte che il soggetto si procura da solo;<br />
•	il suicido assistito è compiuto direttamente dal soggetto ma i mezzi e le condizioni per compierlo sono stati messi a disposizione da altri;<br />
•	l’eutanasia è invece la morte causata dall’azione (intervento o mancato intervento) di un’altra persona.<br />
Nel terzo caso, dallo specificarsi del tipo di azione, si avranno due tipologie di eutanasia assolutamente diverse nelle modalità e di conseguenza nella liceità che viene riconosciuta loro nella nostra società.<br />
Continua<br />
 <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/eutanasia2.jpg" class="left" border="0" width="274" height="400" alt="" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090906151044"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090906151044?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090906151044" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20090906151044&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F09%2Feutanasia-nuove-frontiere"/></p>
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	<title>Eutanasia e cristainesimo</title>
	<link>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/08/eutanasia-e-cristainesimo</link>
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	<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 11:47:22 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dr. Massimo Fochi 3384194605</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/psicologia_e_psichiatria/interventi/2009/08/eutanasia-e-cristainesimo#comments</comments>
    <category>varie</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Ma on il Cristianesimo il suicidio torna ad essere sempre eticamente inaccettabile per 3 ordini di motivi.<br />
1.	La vita è un dono e non ci appartiene completamente. Ci è stata data da Dio e pertanto solo Dio può legittimamente togliercela. Uccidersi pertanto è un’offesa diretta alla divinità.<br />
2.	Nella vita anche il dolore ha un senso. Questo infatti può avere un ruolo salvifico e rifiutarlo equivale a sottrarsi al disegno provvidenzialistico di Dio.<br />
3.	Infine il comandamento “Non uccidere” non si limita a vietare di uccidere gli altri ma vale a pieno titolo anche per se stessi.<br />
Nel Medio evo la legge ecclesiastica vieta la celebrazione di riti religiosi per i suicidi e la legge civile impone che essi vengano esposti ad un crocevia trafitti da un palo; inoltre i loro beni sono spesso confiscati.<br />
Solo dal XVI secolo si torna a difendere la liceità del suicidio con filosofi quali Tommaso Moro, Bacone, Mountain e David Hume.<br />
 <img src="http://static.blogo.it/guide/psicologia_e_psichiatria/Monastero.r.jpg" class="left" border="0" width="1026" height="764" alt="" /><br clear="both" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090807114722"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090807114722?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090807114722" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20090807114722&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpsicologia_e_psichiatria%2Finterventi%2F2009%2F08%2Feutanasia-e-cristainesimo"/></p>
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	<description>Ma on il Cristianesimo il suicidio torna ad essere sempre eticamente inaccettabile per 3 ordini di motivi.
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