Dobbiamo distinguere due aree di ricerca e di interesse: una teoria generale della funzione cognitiva e una teoria specifica sugli stadi dello sviluppo dell’intelligenza (che tratteremo in altro articolo).
Nella teoria generale Piaget cerca di dedurre l’origine dell’intelligenza da forme più elementari di comportamento. Egli ritiene che ogni comportamento possa essere visto come un tentativo di adattamento.
Come possiamo concepire l’adattamento? Secondo il nostro autore questo è uno stato di equilibrio fluttuante (omeostasi).
A questo equilibrio concorrono due diverse reazioni possibili rispetto all’esperienza. Esse sono: l’assimilazione e l’accomodamento.
L’assimilazione consiste in pratica nel comprendere l’evento nella struttura comportamentale/cognitiva già acquisita e quindi decodificare la realtà in base a quello che io sono, che io conosco, che io so o posso fare.
L’accomodamento invece consiste nel modificare strutture cognitive e/o schemi comportamentali al fine di “crescere” rendendomi idoneo a comprendere ciò che era invece destabilizzante per i miei precedenti livelli.
E’ intuitivo che, in questa prospettiva, non vi è distinzione assoluta tra riflessi, istinti e intelligenza ma i primi risultano essere semplicemente i punti di partenza di un processo lungo e complesso che porterà al progressivo emergere delle forme più astratte di pensiero.
Assimilazione è un termine preso in prestito dalla biologia.
Ad esempio un cibo che ho ingerito viene assimilato e cioè trasformato in modo da essere utilizzabile dal sistema corpo e l’apparato digerente ordinariamente non cambia per espletare questa funzione.
Se però io introduco nella dieta un alimento non ordinario, poco digeribile dai miei succhi gastrici ma che costituisce, a causa di cambiamenti ambientali, l’unico possibile sostentamento per la specie, è probabile che alcuni individui della specie si adattino accomodando il loro sistema digestivo al nuovo nutrimento. E’ ovvio tuttavia che non può esservi accomodamento senza un certo grado minimale di assimilazione. Se torniamo al nostro esempio un nuovo alimento deve essere almeno parzialmente commestibile (assimilabile) per favorire e permettere l’accomodamento; se fosse mortalmente velenoso che adattamento si potrebbe compiere?
Nella teoria degli stadi, Piaget distingue quattro grandi modelli di organizzazione delle strutture cognitive che ancora a quattro diversi periodi della vita del fanciullo. Ogni stadio confluisce nel successivo e nessuno di essi può essere saltato; tuttavia è possibile che lo sviluppo cognitivo si arresti e non progredisca oltre rispetto ad uno qualsiasi degli stadi presentati.
I quattro stadi sono:
1) periodo senso-motorio;
dalla nascita ai 2 anni
2) periodo pre-operativo;
dai 2 ai 7 anni
3) periodo delle operazioni concrete;
dai 7 agli 11 anni
4) periodo delle operazioni formali.
dagli 11 ai 15 anni

Dr. Massimo Fochi 3384194605









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