Durante le feste poi lo scambio dei doni è anche simultaneo e questo rende ancor più complessa la rete delle interazioni. La morale corrente vuole che il valore del regalo sia affettivo e non economico. Tuttavia, in molti casi, il calcolo di una certa reciprocità e di un certo equilibrio è fatto automaticamente e questo ci obbliga ad una attenta valutazione preventiva. Se il regalo è troppo inferiore a quello che prevediamo di ricevere potrebbe causare, al di là degli apprezzamenti di facciata, una critica velenosa che diverrebbe facilmente una condanna sociale nel gruppo. Ma anche un eccesso opposto può essere vissuto con fastidio per il senso di superiorità economica urlata e un po’ becera che questo può implicare.
Saper vivere in società è un impegno complesso sul piano della comunicazione e il saper donare è, a pieno titolo, parte importante di questa competenza comunicativa.
Il regalo gradito è solitamente esposto, il più frequentemente possibile, allo sguardo della persona che ce lo ha fatto e rafforza il legame affettivo nei due sensi, generando aspettative di future gratificazioni reciproche. E’ certamente un modo efficace per sottolineare l’importanza che una persona riveste nella nostra vita e ribadire il tipo di legame che ci unisce.
Al contrario possiamo ricordare come la restituzione dei regali sia il gesto simbolico più forte usato per esprimere la fine irreversibile di un amore e dunque la frattura anche metaforica di ogni attesa condivisa.

Dr. Massimo Fochi 3384194605









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