Inoltre è rilevante offrire delle concrete possibilità alternative alle persone, comportamenti che siano realmente e magari facilmente adottabili. Ad esempio studi sulla campagna di prevenzione dall’AIDS hanno mostrato, incontrovertibilmente, come abbia scarsa efficacia una campagna sui rischi della trasmissione sessuale della malattia se non è supportata da suggerimenti pratici sulla fattibilità di stili comportamentali alternativi quali l’adozione del preservativo.
Infine un ultimo suggerimento. Può risultare importante sapere se il messaggio sia a fini preventivi, destinato, ad esempio, ad una popolazione ancora estranea al comportamento stigmatizzato o se, al contrario, si tratti di sensibilizzare, magari anche verso analisi e controlli, una popolazione che già lo abbia assunto e sia da ritenere più o meno a rischio. Nel primo caso i messaggi anche più “pesanti” emotivamente possono essere utili; nel secondo, invece, conviene essere più cauti, più “leggeri”, perché un eccesso di paura allontana dalla verifica e dalla ridefinizione di un proprio modello comportamentale e così può accadere che lo screening, indispensabile per monitore la situazione, possa diventare eccessivamente ansiogeno, e venire rimosso, assieme a tutto il problema della ridefinizione di un proprio stile di vita, dalla programmazione cosciente dell’individuo.

Dr. Massimo Fochi 3384194605








