Le modalità analogiche sono più intuitive e meno legate a codici appresi ma anche più limitate e meno duttili nel loro utilizzo.
Per quanto riguarda il passaggio graduale dall’analogico al digitale, possiamo vedere un esempio istruttivo negli ideogrammi degli antichi egizi.
I primi tentativi compiuti da questa antica civiltà di trasporre in forma scritta la lingua orale risalgono alla fine del quarto millennio a.C. e sono perciò contemporanei alla formazione del primo regno unitario nella valle del Nilo. In quell’epoca la scrittura geroglifica è caratterizzata da un rapporto di tipo pittografico tra il concetto che si desidera comunicare e il segno scelto per esprimerlo. Vale a dire che a ogni segno corrisponde una parola.
Un esempio divenuto ormai classico di questo modello comunicativo è quello della Tavolozza di Narmer.
In essa, visibile a sinistra, c’è un chiaro messaggio: decifriamolo.
Tenendo nella dovuta considerazione le relazioni che intercorrono fra i vari segni e leggendoli in modo ordinato dall’alto verso il basso, la frase che si voleva esprimere risulta abbastanza evidente:
IL FARAONE CONQUISTA IL POPOLO DEL DELTA.
Da questo esempio è rilevabile uno degli elementi caratteristici del sistema di scrittura geroglifico, ovverosia l’esistenza di segni corrispondenti a parole. Tali segni, detti ideogrammi, corrispondono all’oggetto di cui sono fedele rappresentazione oppure a un concetto ad esso strettamente correlabile.

Dr. Massimo Fochi 3384194605









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