
Purtroppo ci risiamo. E’ difficile non vedere, nel modo di giocare della squadra italiana, allenata da Lippi l’eco del vecchio e amabile Brera, la filosofia del calcetto italiano tutto difesa e contropiede. Badate bene che non vuol dire nulla se si gioca con una punta, con due punte o con tre punte!
Il tipo di gioco che proponiamo è sempre lo stesso, un gioco preistorico!
E’ stucchevole, noiosa e insulsa l’infinita discussione se ci voglia Del Piero (francamente un morto che cammina per ora!) o Totti (mi è sembrato leggermente in ripresa nel quarto d’ora disputato nell’ultima partita); se Toni sia in forma o sia meglio Inzaghi, ecc.
Sempre e solo discussioni accanite sui singoli senza mai mettere in discussione l’assetto tattico che non mi piace e non mi convince.
Ma come, si gioca con l’Australia e si lascia completamente l’iniziativa agli avversari? Mai un pressing su chi ha la palla, mai un tentativo di alzare la difesa.
Si retrocede, si retrocede fino al limite dell’area e poi ridicoli contropiede anni 50.
Ma dico se si dovesse giocare con l’Argentina, la Germania o il Brasile che facciamo? Io continuerò a tifare disperatamente ITALIA fino alla fine ma questo modo di giocare non mi piace, credo che non ci valorizzi e certamente ci rende odiosi in tutto il mondo.
Non credo che l’unica cosa da ricercare sia il risultato (a prescindere dal fatto che giocando così con gli ultimi 3 commissari tecnici cosa abbiamo vinto??? Non siamo neanche mai giunti in una finale!!!).
Non è vero che il fine giustifica sempre e comunque i mezzi E’ una filosofia piccola e miserabile e credo che noi italiani si possa, anzi si debba pretendere di più e di meglio da chi ci rappresenta.

Dr. Massimo Fochi 3384194605








