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Criminal Profiling di Unabomber

Ho ricevuto e pubblico con piacere (suddividendolo in 4 o 5 parti) un articolo che contiene l'ipotesi di profilo psicologico di Unabomber, stilata da Vincent W. Mallory

Di Vincent W. Mallory (pseudonimo del giallista autore di ‘Rosso Peonia’ e altri ‘noir’)

Il criminale più ricercato d’Italia non è un serial killer, fino ad ora, infatti, non ha ucciso nessuno, non è un capo mafioso che ordina agli altri di uccidere, non sfida nemmeno le istituzioni, colpisce senza movente apparente, nel mucchio, non sceglie a priori le sue vittime, forse non vuole nemmeno uccidere, ma è un potenziale assassino che peraltro non ha mai lasciato nemmeno intravedere una qualche spiegazione: è UNABOMBER!

A quanto pare, dato che i riferimenti scientifici trovati e traslati su decine di sospettati non hanno finora permesso di fare significativi passi in avanti, credo possa produrre molti più risultati la ricerca indiziaria per tracciare il suo profilo psicologico. Anche perché per quanto io immagini che Unabomber sia un essere infelice, uno sconfitto dalla società, che probabilmente odia, resta un maledetto delinquente che conosce come si fanno le indagini. E’ immaginabile che si tratti di Un Tipo Solitario, per cui è inutile mettere sotto osservazione centinaia di telefoni (il nostro uomo non telefona a nessuno e lo sa che i telefoni sono sotto controllo). Vive da solo, ha una stanzetta dove prepara i suoi ordigni, magari abita in un miniappartamento (può essere in affitto o anche in proprietà, con sopra un mutuo…perché, ne sono convinto, il nostro uomo non è assolutamente ricco). Non è un barbone, ma ha un reddito basso, è un quasi poveraccio, con uno straccio di Pensione…! Magari è andato in pensione proprio dal 1993, per cui è ben oltre i sessant’anni, forse addirittura vicino ai settanta. Possiede una utilitaria che non dà nell’occhio, magari una Panda o qualcosa di similare, ed ha a malapena i soldi per un pieno di benzina. Per questo i suoi attentati sono in un raggio facilmente delimitabile e ben individuabile. E’ stato sposato, attualmente è separato o divorziato, deve passare un assegno di mantenimento alla moglie, non immagino che abbia figli, per questo non gli interessa se colpisce un bambino, però dopo, magari ne soffre, si ferma a riflettere, ci pensa sopra. In affetti colpisce a ripetizione solo se provoca danni materiali, altrimenti pare che si fermi in una specie di tardivo pentimento, ha una sofferenza interna dettata da qualche senso di colpa, da un sempre tardivo peso della responsabilità.

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