Molto diverso è invece il pensiero di Aristotele che ritiene sempre il suicidio, in tutte le sue forme, ingiustificato. La cosa può essere argomentata secondo diversi profili.
Intanto chi si suicida compie un delitto verso se stesso perché va contro la ragione e contro l’inclinazione naturale ad amare se stessi. In secondo luogo l’individuo non appartiene solo a se stesso ma alla comunità entro la quale si è formato e alla quale è legato da un vincolo di riconoscenza e di mutuo aiuto. Pertanto fa un grave affronto alla collettività sottraendole un membro. In terzo luogo chi fugge dalla sventura o da un dolore si comporta non già da coraggioso ma da uomo vile (Etica nicomachea).
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in: Psicologia della personalità
Aristotele contro l'eutanasia
L’individuo non appartiene solo a se stesso...Le categorie della guida
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