Mentre un tempo la morte si presentava come qualcosa di improvviso, rapido e doloroso (poiché le capacità di diagnosticare e di contrastare efficacemente la malattia erano scarse) oggi siamo in grado di prevedere con largo anticipo molti eventi pericolosi per la salute formulando diagnosi e attivando processi terapeutici in grado di prolungare di molto lo stato di malattia. Si è così enormemente dilatato il processo del morire e i tempi del commiato si sono artificialmente estesi.
A questo punto è indispensabile precisare la distinzione tra suicidio, suicidio assistito ed eutanasia.
• Il suicidio è la morte che il soggetto si procura da solo;
• il suicido assistito è compiuto direttamente dal soggetto ma i mezzi e le condizioni per compierlo sono stati messi a disposizione da altri;
• l’eutanasia è invece la morte causata dall’azione (intervento o mancato intervento) di un’altra persona.
Nel terzo caso, dallo specificarsi del tipo di azione, si avranno due tipologie di eutanasia assolutamente diverse nelle modalità e di conseguenza nella liceità che viene riconosciuta loro nella nostra società.
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Dr. Massimo Fochi 3384194605








