Ultimi interventi

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  • Recuperare gesti animali, per essere più profondamente uomini.

    L'animale si muove alla stessa stregua delle emozioni primordiali umane, secondo l'essenza umana più profonda...Lo stupore emozionale che prova un essere umano davanti ad un opera d’arte è di per sé parte della sua natura animale. L’Essere umano attraverso l'occhio, attraverso le sensazioni interiori che la vista ha suscitato, mette in vibrazione come un diapason altri suoi collegamenti inconsci, che suscitano altre immagini, suoni e percezioni.... L'Essere animale crea tutto questo prevalentemente a partire dalle proprie percezioni, olfattive, tattili e gustative, ma il procedimento analogico, che si svolge a livello interiore è lo stesso. E’ la percezione che crea la magia....bisognerebbe compiere altri gesti , gesti animali, per recuperare il nostro essere più profondamente uomini. “Chissà se imparerà a grattare i maiali, come loro desiderano” citava M H Erickson, che in tale modo indicava le persone in grado di comprendere gli altri, perché riuscivano a calarsi nel mondo, degli esseri animali e umani....

  • Il Tempo delle Cose II

    I tempi di una psicoterapia o di qualsiasi cosa stiamo per fare. Freud parlava di magia della parola. Ci sono magie che nascono da sole, ci sono magie che bisogna aiutare a nascere, ci sono cose che per diventare magia richiedono un loro tempo....Perchè imbrigliare il tempo?...Difficile codificare la parte emozionale che ha tempi suoi e diversi da quella razionale....

  • Comunicazione: Parlare in pubblico.

    Il corpo e la parola…strumento dell’anima... Potremmo provare prima. Le prove e gli allenamenti aumentano la nostra sicurezza. Tutto si impara e niente è innato...è un piacere cimentarsi ed imparare quello che ancora non conosciamo....Preparatevi prima….non stancatevi mai di farlo…. Ma poi quando sarete davanti al pubblico dovete fare tabula rasa di tutto quello che avete imparato, per conservare la spontaneità dei gesti e delle vostre parole...Possiamo guardarli uno ad uno….o fissare il nulla, guardare senza guardare, per leggere in noi stessi....Quello che importa è: non preoccuparsi di quello che vogliamo dire o non dire. Il nostro inconscio, come diceva Milton H Erickson, sa sempre cosa dire e come dirlo, lasciamolo fluire. Chiudiamo gli occhi, se occorre, affinché nulla intorno ci disturbi...Le parole verranno senza costringerle, perché dentro di noi sappiamo cosa dire, lo abbiamo sempre saputo. Dobbiamo solo leggere in noi...non c’è paura a comunicare la nostra paura, è sempre così la prima volta delle cose, la prima volta di tanti altri momenti della nostra vita...Avviciniamoci a loro, comunicando quello che siamo, e mai quello che non siamo, ed anche loro si avvicineranno a noi...Chiudete gli occhi e parlate…. lasciando che quello che avete dentro sgorghi fuori come una fontana piena di magia... è la magia del cuore, che la mente con i suoi ragionamenti non opprime...

  • La Comunicazione Non Verbale

    Il silenzio rappresenta una grande comunicazione, quando tutti i nostri sensi sono concentrati sul corpo, su quello che esprime il corpo, quando fa affiorare l’anima e non la parola. Noi possiamo comunicare sul silenzio dell’altro, col nostro silenzio, quando rispecchiamo, quando facciamo da specchio contrario, e non più da modello, quando ricalchiamo col nostro corpo la comunicazione che l’altro esprime in modo non verbale....Se vogliamo attuare una comunicazione ulteriore possiamo introdurre delle lente e progressive variazioni nel nostro respiro, che accelera e rallenta, nel nostro guardare, che scruta, trasmette, propone, invita…che il movimento delle nostre labbra può integrare dando espressione, curiosità e comunicazione al viso e poi cercare un contatto, per una ricerca che è solo fanciullesca, comunicazione non invasiva, attraverso il contatto col suo polso che trasmette gli impulsi del suo sangue, del suo scorrere e del suo cuore. E poi lasciare all’altro la scelta di agire o di reagire….Come …. M.H.Erickson e Il Linguaggio del Corpo...perché per portarti nel mio mondo, devo prima entrare nel tuo...

  • L'invito del presidente Ciampi: la quotidianità del bene

    Identificarsi nella quotidianità del bene Affinchè la quotidianità del bene faccia notizia, bisognerebbe parlarne e dilungarsi

  • LA COMUNICAZIONE

    La parola deve diventare l'espressione di un sentire interiore ed assumere significati che vanno oltre la parola stessa

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