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  • Psicoterapia del ritorno a scuola

    dovrebbe esere un luogo di cultura dove si fa cultura. Dove ci si confronta si impara si ascolta e si parla.....

  • Mi sono comportato da deficiente ….ma non sono deficiente….

    Forse era questa la frase giusta da scrivere….

  • Un professore maschio coi tacchi a spillo

    Cosa ci azzecca un simbolo di seduzione femminile con un professore maschio di 55 anni?.....a noi piace pensare ad una scommessa, per dimostrare qualcosa… un gioco innocuo, su cui è eccessivo soffermarci….. Un mettersi la maschera per un giorno solo…. un carnevale privato, il cui significato doveva rimanere nascosto, e così sarebbe rimasto se non ci fosse il cellulare che può riprendere video e fissare le immagini degli eventi…..Sulle immagini rubate, che rubano attimi belli e brutti, per metterle poi nella gogna mediatica.....Gli studenti ne hanno compreso il senso più che gli adulti, hanno riso e battuto le mani….qualcuno ha fischiato.....per gli adulti è più importante soffermarsi su queste stupidate, per allontanare il toccare con mano di altri problemi, di cui gli stessi adulti sono vittime…. la lingua non batte dove il dente duole….. La normalità è meschina… è far pipì e cacca…. è alzarsi al mattino con la voglia di restare ancora a letto… è aver fame…. è il mutuo da pagare…. un capoufficio da sopportare…. l’autobus e il metrò affollati…. se non spingi resti indietro e arrivi in ritardo….. è una giornata di sole in cui vorresti andare al mare e non lavorare…. in cui vorresti fare l’amore, ma scopri di non avere alcun amore….....la normalità è noiosa e non fa spettacolo….. C’è una apparente inutilità e banalità nella normalità….. La vita deve essere un qualcosa di più di questa banalità…. ci rappresenta molto di più….. una improbabile lap dance fatta nel metrò…. una donna sempre vogliosa che sembra che non aspetti altro dalla vita se non soddisfare tutte le “nostre” voglie….. un insegnante maschio coi tacchi a spillo…. Un trans che non sa se fare la pipì nel gabinetto dei maschietti e o delle femminucce…. fatti privati divenuti pubbliche virtù…. che alimentano dibattiti e talk show.....Su Telesanterno in "Dolce e amaro" Ore 13,15 Martedì 16 Gennaio, Mercoledì 17Gennaio, Giovedì 18 Gennaio. Ore 23,15 Venerdì 19 Gennaio

  • Barriere: Il grembiulino e il velo La diversità a scuola

    La diversità è una barriera la somiglianza esprime vicinanza ......Barriere è accentuare le differenze.....L’abito non farà il monaco ma comporta notevoli difficoltà…. la diversità può divenire una barriera......Chissà perchè gli adulti non si rendono conto della sofferenza dei bambini e pretendono che quello che va bene a loro vada bene per tutti? Mah….sono genitori…..solo genitori…. Che senso ha questi ricordi con l’attualità…. ha molto senso, perché io volevo integrarmi e quella “divisa” quel modo di essere…… che non era il mio esistere…. era una delle barriere che me lo impediva…. ma non era la sola….....mia famiglia, come se la frustrazione che sentivano, lontano dai loro luoghi amati li portasse volontariamente ad isolarsi ancora di più, e le loro “fughe” erano individuali, nascoste…. e non facevano parte di una reale e voluta strategia del ritorno….. Metaforicamente: sputavano su quello che mangiavano, non amavano il luogo in cui erano, ma non tornavano a casa loro.....I miei compagni di scuola andavano a dottrina, a servire messa, a giocare davanti alla chiesa, e il prete dava loro le gallette….. per le poche volte che ci andai quelle gallette mi sembravano buonissime…. molto meglio delle tagliatelle…. ma era il gioco con gli altri che mi affascinava….. Si giocava di “libero”…. e già quel nome mi piaceva….. mi sentivo libero…. come quel mio zio…. anche se i miei compagni non mi liberavano……. E’ difficile che un bambino non abbia voglia di integrarsi… è difficile che un bambino non abbia voglia di giocare…. è difficile che un bambino non sia simile ad altri bambini….. è difficile che il suo sangue sia di diverso colore…. ed è per questo che non credo che un velo o un qualsiasi altro marchio che nasconde altri marchi lo aiuti a vivere e a capire…......In TV Su Telesanterno Giovedì 2 novembre ore 13,15 Venerdì 3 novembre ore 23,00? in "Dolce e amaro"

  • Non è mai troppo tardi .....

    Istruire i giovani, ma anche gli adulti, visto che il pericolo dell'analfabetismo di ritorno è sempre in agguato, come denunciano i curatori della ricerca. E un aiuto potrebbe venire ancora una volta dalla televisione, che ai suoi albori rappresentò l'occasione per migliaia di italiani di imparare a leggere e scrivere. «Credo - osserva Sergio Zavoli, .... che sia il tempo di realizzare una forte sinergia tra scuola e televisione: quest'ultima non deve solo informare, ma comunicare. Informare è far passare dati e materiali, comunicare è far passare valori....Due terzi e più dei cittadini italiani vengono infatti condannati alla perdita inarrestabile delle loro conoscenze di base che, se non adeguatamente coltivate, decadono ogni 5 anni....Potrebbe la televisione aiutare nel compito educativo, ed affiancarsi ad insegnanti e genitori? Certamente si? In una televisione che torna alla sua origine e che sa andare oltre..... Oltre il maestro Manzi del "non è mai troppo tardi" .... La televisione come messaggio, come speranza, come stimolo, come ancora di valori che vengono valorizzati dall'immagine, come memoria, come finestra di sperimentazione sul futuro.... Non è mai troppo tardi.....

  • Scuola: La discriminazione sessuale, delle idee e dello spirito

    L’insegnante è divorziata e questo è in contrasto con l’insegnamento della religione.... qualcuno si è lamentato di te, ma non ti possiamo dire chi. Ho sempre chiesto il confronto diretto con questi misteriosi detrattori. Mai saputo chi fossero..... L’abbiamo tenuta a lavorare anche troppo, per misericordia....Colpevole, decisamente colpevole....E’ il trionfo dei luoghi comuni e della mediocrità. Ha l’idea di una vendetta questa strana e stupida inquisizione...Colpevole di essere donna e di non nasconderlo sotto un velo...Ma d’altra parte perché preoccuparsi dell’individuo? Cos’è un essere umano di fronte alla grandezza delle idee e dei principi che temono la contaminazione?....In un mondo attraversato da disastri naturali ed altri provocati o favoriti dall’uomo, in un mondo attraversato dalla più ceca intolleranza e dal terrorismo, si trova ottusamente il tempo di fare una piccola guerra provinciale contro una donna e contro sua figlia. Il medioevo non è altrove ma qui tra noi, e non è solo nella architettura delle case di un tempo, ma dentro i cuori di uomini grigi lapidatori, in pensieri ed opere, di maddalene. Uomini grigi contro donne colorate...

  • Milton Erickson: La studentessa Il bassotto e il pastore tedesco

    Una delle mie studentesse,alta meno di 1 e 50, mi chiese se si fosse comportata bene. Una sera stava portando a passeggio il suo cagnolino, un bassotto. Un grosso pastore tedesco venne rumorosamente in giù per il vialetto, ringhiando contro di lei e il cagnolino, dichiarando la propria intenzione di mangiarseli vivi tutti e due.....

  • Milton Erickson: A scuola Che farebbe se le dessi uno schiaffo?

    La classe in cui lei insegnava era composta da delinquenti di quindici anni, che aspettavano solo di averne 16 per lasciare la scuola, e che avevano tutti una lunga serie di arresti alle spalle. Uno di loro era stato arrestato almeno trenta volte, e due volte aveva picchiato un poliziotto. Era alto 1 e 88 e pesava quasi 100 chili. Nel semestre precedente si era avvicinato alla professoressa e le aveva detto: "signorina che farebbe se le dessi uno schiaffo?" A quanto pare la professoressa gli diede la risposta sbagliata e, perché lui le diede veramente uno schiaffo. Uno schiaffo che la fece volare dall'altra parte della stanza e la mandò all'ospedale.....Non fate mai le cose che gli altri si aspettano che voi facciate. Anche per guadagnarvi il rispetto in un'aula scolastica o nella vostra vita....

  • Farmaci antidepressivi: rischi per bimbi e ragazzi

    associati a un aumento dei suicidi e dei comportamenti ostili dei giovani...

  • Thomas: Il tic La comunicazione, il linguaggio e la scuola

    Thomas soffriva di un fastidiosissimo tic oculare che si accentuava nelle ore di lezione. La situazione familiare era apparentemente tranquilla, anzi il rapporto con genitori sembrava sereno. Il problema era a scuola, dove il tic oculare si accentuava enormemente, tanto da creargli delle difficoltà visive che a volte gli impedivano di seguire le lezioni. In realtà il bambino aveva dei seri problemi d’integrazione scolastica; era distratto, disattento, svogliato, ribelle, con dei grossi problemi di comunicazione verbale con i compagni di scuola e con l’insegnante, perché a casa, con i genitori, parlava unicamente il dialetto....Ora pensiamo a quei crampi...che invece di venirti nel polpaccio...per errore...ti vengono nei muscoli vicino agli occhi...È un errore...che possiamo correggere, come se fosse un errore scritto sulla lavagna...tu hai una forte volontà...una volontà più forte della mia...Molto bene...Ora... come se i tuoi piccoli muscoli fossero tanti piccoli pezzi di un puzzle...uniscili...incastrali uno accanto all'altro...e tutta la tua faccia...ed anche i tuoi occhi...si sciolgono...si rilassano completamente...Thomas aveva i muscoli del viso completamente rilassati. In quel momento non era visibile alcun tic. Thomas si alzò dal lettino ed in dialetto mi disse una cosa che esprimeva stima e profonda identità di vedute, e poi me la ripeté in italiano....Se si vuole ottenere qualche cosa da qualcuno, bisogna stimolarlo positivamente. I messaggi positivi vibrano alla stessa frequenza dell’inconscio e quindi sono in grado d’influenzarlo. Messaggio positivo non vuol dire solo vedere un bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto -o credere che nella vita è molto meglio stare comodi che scomodi- ma vuol dire anche valorizzare quello che siamo e quello che possiamo fare con le risorse di cui disponiamo. Per instaurare una comunicazione con una persona, è necessario parlare il suo linguaggio e ricalcare esperienze che lui conosce. ...Thomas ora è adulto, continua ad avere i suoi tic che si acuiscono nei momenti di tensione, continua a fare uso di farmaci, e continua ad avere forti problemi comportamentali e di socializzazione. Thomas ha interrotto la scuola e fa lavori saltuari. Thomas soffre di obesità, anche per conseguenza dell’uso degli antidepressivi. Il suo corpo è come staccato dalla mente, non la segue, non riesce a controllare il cibo e la assunzione di alcolici, è psicologicamente rallentato ...Il farmaco non muta la concezione di se ma la lascia li, latente, e seda solo la fenomenologia esteriore.....

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