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  • SindromediMedea Infanticidio FEIG Ti manca il coraggio per farlo

    La parola di per se può avere avuto un significato ma forse poteva anche non averla. L’ha avuta perchè a posteriori sappiamo la reazione che ha suscitato. Ma avrebbe potuto qualsiasi parola “pseudomagica” o “provocatoria” suscitare una reazione emotiva abnorme di tale violenza? Una parola può a livello inconscio divenire un comando per svegliare una “violenza, in sonno fino a quel momento” come se nella nostra mente al di la di un apparente ordine ci fosse una cellula impazzita, che improvvisamente prende il totale controllo su noi stessi? Sicuramente si…Se tutti coloro che colloquiano col soprannaturale fossero da considerare matti, allora di sani ne resterebbero pochi, visto che il soprannaturale, il magico, l’esoterismo sono tra gli argomenti che più vengono enfatizzati dai media...Si dirà che il linguaggio ed il fine è diverso e che l’attenzione per l’esoterismo dei media è funzionale ad attirare l’attenzione verso un affascinante ignoto e verso spiegazioni più affascinanti ed intriganti della banale realtà. Ma qui si pretende troppo dalle persone, si pretende che possano discriminare sempre al di la degli imput che ricevono, come se fossero dei supereroi o dei marziani. Gli imput che si riceve, giorno dopo giorno sono determinanti per costruire e per fare elaborare la visione della vita che l’individuo possiede.

  • Infanticidio: il black out, il cortocircuito della mente

    Collegamenti che si aprono come un sipario, e terminata la macabra rappresentazione si richiudono....Al “risveglio” non resta traccia, o tracce vaghe, che la mente provvisoriamente cicatrizza come una ferita, relegandola in una parte della mente inconscia. ...Se viene riportato alla memoria, può venire rigettato e condannato come appartenente da un’altra persona, e questo salvaguarda la vita di chi lo ha commesso, perché non lo pone in conflitto con se stesso. Se viene riportato alla memoria, e viene accettato, trattandosi di infanticidio, risulta inaccettabile e chi lo ha commesso tenta il suicidio, o scivola in una crisi depressiva grave o in una catatonia senza ritorno...E’ una trama che si svolge in una apparente discontinuità di gesti e di comportamenti, a cui, ai più, sfugge un inizio, una continuità ed in cui è chiara solo la fine....Interpretazioni di gesti, atteggiamenti, mozziconi di parole, difficilmente interpretabili, come in una archeologia della parola.... La mente come un disco rotto …. Una puntina che impazzisce e che con uno stridore improvviso traccia un solco di traverso che nessun tempo e volte nessun affetto e comprensione potranno rimarginare.

  • Lecco Dimensioni diverse del Se "Avevo paura ad essere mamma"

    «Non ero all'altezza del mio compito di madre. Ero angosciata. Non sono stata una brava mamma». ...Non posso vivere senza Mirko. Che senso ha la mia vita adesso. Non devo vivere....Mi rivedo come in un film che lo tengo sott'acqua». Una scena che nella testa di Mary si ripete come lampi ossessivi...Avevo paura di non essere all'altezza, io non potevo essere una buona madre....Poi mentre gli massaggiava la testa con lo shampoo, non ha saputo fermare la sua mano destra. Con un movimento repentino lo ha sbattuto a testa in giù. Tre, quattro minuti. Un tempo maledettamente lungo.....Ho preparato l'acqua calda del bagnetto nella vaschetta, ho preso Mirko, poi l'ho infilato a testa in giù nell'acqua....Ricordi che spesso viaggiano non in duplice, ma in triplice realtà...Dimensioni diverse di lei che non si fondono, che non si parlano, che non si conoscono… vite che divergono...Come quella mano destra che acquista movimento e anima propria, che spinge il bambino sott’acqua e che la sua mente non riesce a fermare. La dimensione di madre che riesce, malgrado le sue paure e le sue convinzioni di inadeguatezza, ad accudire quel figlio. Ci sono solo sbavature comportamentali, legati alle novità e alle difficoltà del mestiere di madre. Ci riesce, malgrado il giudizio negativo che da di se. Ma quel riuscirci non la blandisce, non la convince. Qualunque cosa lei possa dimostrare a se stessa non sembra sufficiente a convincerla. L’idea ossessiva e fantastica “del come io mi sento comunque io sempre sono” va al di la di quello che posso dimostrare agli altri, e al di la di quello che gli altri possano dimostrare a me. nella realtà di ogni giorno, L’idea di se stessi, di quel se stesso che rincorre fantasie, l’dea di se stessi che prescinde da qualsiasi realtà si possa loro raccontare....Auto-parlanti della loro mente al massimo del loro volume… che coprono tutto…

  • Delitto di Lecco: L'Addio a Mirko Altra storia...ugual destino

    Maria continua ad essere in un forte stato confusionale, ma sostanzialmente avrebbe confermato quello la sua confessione di mercoledì notte. Ha di nuovo ammesso di aver simulato l' aggressione ma continua a non ricordare che cosa è successo nel momento in cui è morto il figlio. "Improvvisamente l' ho visto a testa in giù nell' acqua e non ricordo altro", cosi' ripete da ormai tre giorni. In carcere Maria continua a stare in infermeria sorvegliata perchè si teme che possa farsi del male. A chi è riuscito ad avvicinarla ha continuato a ripetere: "quando viene a trovarmi mio marito? Voglio vedere Cristian...Cristian il marito...Ha difeso la moglie contro ogni evidenza, e anche adesso che il giudice per le indagini preliminari ha confermato il fermo, «lui vuole salvarla», confida un amico di famiglia...Cogne e Lecco. Altra storia, altro epilogo per quel che riguarda la madre, ugual destino quello del bambino, forse le stesse motivazioni, nascoste nel labirinto della mente umana, a volte affioranti come fiori d’acqua, altre volte nel profondo, maceranti, mentre la mente comune della collettività si pone mille domande per capire. Ma le risposte potrebbero essere quelle non volute, o potrebbero essere non risposte ma flash di ossessioni, di sofferenze interiori che per espellersi procurano nuove sofferenze, in un mondo interiore di estrema solitudine, senza luci, ma di sole evanescenti ombre erranti senza pace e senza meta, che non riescono a trovare una trama plausibile per la loro vita....

  • Omicidio e Suicidio: come Salvazione individuale e collettiva

    Spesso non è il tipo o la quantità della motivazione…ma la sua qualità…l’ossessione che la alimenta…che di per se può partire da fatti obsoleti e “normali”...A livello individuale l’idea dell’omicidio come affermazione del SE in un atto clamoroso, di cui tutti parleranno, facendomi uscire dal mio oblio non è disgiunta dalla idea e dalla realizzazione del suicidio finale. Anzi è forse il suicidio lo scopo di tutto… un suicidio sacrificale che trascinerà con se un gran numero di testimoni e di persone sconosciute, sulle quali trasferisco la mia visione deformata del mondo: li libero da un mondo e da una vita, recepita come crudele ed ingiusta, come libero me stesso. L’omicidio e il suicidio come salvazione individuale e collettiva....Qual è la verità? Forse esiste solo una verità: quella dei fatti, ma, nelle cose non ancora accadute, esistono più verità. E quella che racconta lo psicoterapeuta, forse, è meno verità di quella raccontata dal paziente, ma, se “una mezza verità” impedisce la realizzazione di un fatto reale, allora diviene una grande e bella verità. Una manipolazione direbbe Milton H Erickson, ma, come soleva ripetere “una manipolazione che permette che tuo figlio ed altri possano vivere”

  • Sindrome di Medea e la cancellazione della Memoria

    "Sindrome di Medea..la madre che toglie la vita al figlio...Fra gli elementi che ricorrono piu' di frequente nelle 'madri Medea', soprattutto la non accettazione della propria identita' sessuale e quindi di madre, ''donne cioe' - commenta - che non accettandosi come tali rifiutano anche il il ruolo genitoriale''. Ma anche la presenza di depressione maggiore con la conseguente chiusura in se stesse. ''Altro fenomeno che stiamo registrando e' la frequente amnesia che si verifica immediatamente dopo l'omicidio, e che porta le madri a cancellare completamente dalla memoria, spesso per anni, cio' che hanno commesso''....Può un delitto restare nel nostro Inconscio, e là rimanere come sospeso? ...Qualora la rimozione di quel ricordo, che comunque io non sento che mi appartiene, mi permette una vita affettiva, normale, nel mio presente. Qualora la rimozione di quel ricordo mi consente di non entrare in conflitto con me stessa. Una persona può accettare, a livello cosciente, solo quello, che, per lei è accettabile, ma non di più…L’amore smisurato, acritico, potrebbe portare una madre, ad ucciderlo, per proteggerlo e privarlo di nuove e future sofferenze. Potrebbe essere per un handicap fisico o psichico del figlio o semplicemente per il timore che questo handicap si manifesti. Ma la scelta di uccidere entrerebbe, a livello inconscio, in conflitto col ruolo di madre, che da la vita. Ed allora per non sentirsi in colpa, deve celare a se stessa, quanto è stato deciso e compiuto. Il Delitto può essere superato e lo sublimato, mettendo al mondo un altro figlio in grado di competere col mondo e che dal mondo non sia schiacciato, ma, che, il mondo sia in grado di dominare, Cancella il passato e si proietta verso il futuro. Per accedere a questa memoria di eventi passati, che la madre non vuole e non può ricordare: per riallacciare la comunicazione tra conscio ed inconscio, posso servirmi dell’ipnosi ericksoniana regressiva...per recuperare questa memoria inconscia, scattano dei meccanismi inconsci di protezione. I meccanismi inconsci di protezione scattano, automaticamente, qualora un tentativo di ingresso dall’esterno, sia visto come una intrusione scatenante conflitti interiori pericolosi per l’integrità della persona. L’inconscio, per il suo bene, nasconde ed isola in parti non accessibili, fatti per lei pericolosi e determinanti conflitti interiori intrapsichici... Per uccidere un figlio e per non entrare in conflitto con se stessa deve necessariamente cancellare l’evento e cancellarlo in modo tale da non averne non solo il rimorso , ma, da non averne coscienza, in tal caso, non solo si sentirà innocente, ma sarà innocente di quel delitto, perché quel delitto appartiene ad un'altra persona, che, non è più la stessa...Potrebbe darsi, che, quanto è avvenuto sia relegato in una specifica parte del suo essere, che la sua coscienza non può valutare, perché non lo conosce, e può altrettanto darsi, che quello che lei si sente ora ed è, dal punto di vista della coscienza, condanni in modo inesorabile, senza appello, quello che è accaduto, per cui non solo si sente innocente ma lo è, ed è vittima di una persecuzione, che non comprende. Le possibilità, che, le due entità , conscio ed inconscio, tra di loro sconosciute, entrino in contatto è remota, nell’evolvere naturale della sua vita, ma, potrebbe essere indotta con l’ipnosi ericksoniana regressiva. E’ come se si incontrassero due fratelli gemelli, che non si sono mai visti dal momento della loro nascita, qui, il fatto è ancora più coinvolgente e terribile, perché quei due gemelli sono la stessa persona, e sono tutti e due dentro di lei.

  • Anna Maria Franzoni: Vittima Comunque

    Può un delitto restare nella nostra non coscienza? E’ là rimanere come sospeso? ..Qualora la rimozione di quel ricordo mi permetta di non entrare in conflitto con me stessa...L’amore smisurato acritico potrebbe portare una madre, per proteggerlo a privarlo di nuove e future sofferenze.Ma tale scelta entrerebbe a livello inconscio in conflitto col ruolo di madre che da la vita. Ed allora per non sentirmi comunque in colpa devo celare a me stessa quanto è stato deciso e compiuto....Per commettere un delitto e per non entrare in conflitto con me stessa devo cancellarlo e cancellarlo in modo tale da non averne non solo rimorso , ma da non averne coscienza, in tal caso non solo mi sentirò innocente ma sarò innocente di quel delitto, perché quel delitto appartiene ad un'altra persona che non sono più io....Potrebbe darsi che quanto è avvenuto sia relegato in una specifica parte del mio essere che la mia coscienza non può valutare perché non lo conosce, e può altrettanto darsi che quella che io mi sento e sono dal punto di vista della coscienza condanni in modo inesorabile senza appello quello che è accaduto, per cui non solo mi sento innocente ma lo sono e sono vittima di una persecuzione che non comprendo....

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