Ultimi interventi
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L’inconscio e il Dormire
Io non so come si fa a dormire ma lo sa il mio inconscio, quindi io non posso con la mia volontà cosciente impormi di dormire....
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Sintomi psichici: non solo dalla Psiche.
i disturbi immediati ci sono a cominciare dal disturbo del sonno, spossatezza, irritabilità, perdita dell'appetito o della libido....Sempre di più emerge come disturbi, apparentemente, solo psichici possano dipendere da sollecitazioni chimico tossiche ambientali. E’ un aspetto che lo psicoterapeuta e lo psicologo non valutano nel proprio habitus mentale, sempre alla ricerca del primum movens psichico: del trauma psicologico. In realtà l’essere umano è una sintesi di soma, psiche, e spiritualità che è in iter-relazione con l’ambiente che lo circonda. E sempre necessario prima di decidere di valutare l’essere umano solo nell’ambito psicologico, escludere cause ambientali tossico chimiche, abitudini di vita (per es l’uso abnorme del cellulare), e cause somatiche (emblematico il caso della apparente pazzia in gravi disturbi della tiroide) dolori cronici che conducono alla Depressione....Ricordiamo che l’insieme dei sintomi psichici non dovuti alla Psiche e delle malattie psichiche è la prima causa invalidante lavorativa in Gran Bretagna e il suo posizionamento in pool position, a livello mondiale, secondo l’OMS, e oramai imminente. Sintomi psichici: non sempre è solo psiche....
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Epilessia il male dei grandi e dei piccoli uomini.
Un luogo della corteccia cerebrale...un accumulo di energia, un guizzo, che produce energia, come lo sfregamento tra due bastoncini, che produce il fuoco. Un simbolo di intelligenza, un male degli Dei, di grandi condottieri da Alessandro Magno a Napoleone, passando per Giulio Cesare....Una agitazione degli uomini, che posseggono una energia più degli altri, un lampo di cielo nella loro testa....
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Psicoterapia della Chirurgia plastica La cornice e il contenuto
o l’intervento a livello psicologico ci determina una maggior sicurezza interiore che ci permette di affrontare gli altri in modo diverso, per cui otteniamo finalmente i risultati sperati, oppure malgrado l’intervento, la nostra vita non cambia....il problema è dentro di me, nella non accettazione di quello che sono, di quello che sono dentro, io posso corregere il mio “fuori” quando contemporaneamente miglioro il mio “dentro” In tal caso l’intervento chirurgico plastico ha altra funzione e altro significato, miglioro la mia “cornice” perché ho modificato anche il “quadro”: il suo contenuto.
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Psicoterapia della Pelle: come ti percepisci
Una patologia che, proprio a causa delle sue caratteristiche, può avere delle forti ripercussioni sulla qualità della vita di chi ne è affetto. Non a caso, il 54% degli psoriaci si dichiara depresso, il 10% pensa addirittura al suicidio, il 75% dichiara di subire una riduzione dell'autostima e della fiducia in se stesso, il 35% vede compromesse relazioni sessuali e il 20% ha subito gravi episodi di rifiuto sociale ....può comportare sul paziente un peso psichico più grande di quanto ne abbiano altre patologie, anche più gravi...E’ il modo in cui mi sento dentro che condiziona il mio comportamento fuori. In questo caso avviene una sommatoria di azioni negative. Il modo col quale penso che gli altri mi vedono al di fuori condiziona il mio modo di sentirmi dentro...Le domande possiamo porcele anche noi, anche se non sempre serve farlo, ma, le risposte: devono sempre darcele gli altri...E lui, che, a quei tempi, aveva l’acne e pensava, che, ogni sguardo su di lui fosse rivolto ad ogni suo singolo brufolo, e che questo causasse un reazione di ribrezzo, per cui si chiudeva in se stesso, in modo tale, che, all’esterno appariva come uno che non voleva mischiarsi, disse: “no non ero malgustoso . ero solo timido e avevo paura dei giudizi degli altri” se io cambio il mio modo di guardare alle cose le affronterò in modo diverso, cosicché otterrò risposte diverse ed avrò risolto il mio problema. E’ l’impatto sulle cose che ci danneggia, non le cose di per se. E’ come noi le vediamo e poi come noi le elaboriamo mentalmente quelle cose, che ci crea il problema su quelle cose ...Il pensiero convergente, centripeto, brucia lo spazio, occupandolo tutto e si approfondisce nel nostro io, soffocandolo....Qualsiasi problema, elaborato in modo convergente, si stratifica su precedenti pensieri, come se fossero strati geologici sedimentati, è un imbuto rovesciato, che prima o poi viene colmato saturato e diviene un peso insostenibile, che l’essere umano non riesce a gestire e a sopportare....Tu non sei la tua malattia, ma sei un qualcosa di più e di diverso...
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L' UNIVERSITA'
Perché della mia scelta di laurearmi in Medicina.....Perchè Psicoterapeuta, Agopuntore, Omeopata...L’esperienza di Tutor e di Insegnamento....Lauree Brevi nel campo medico...Prospettive post Laurea: Medicina Generale....Prospettive post Laurea: Volontariato....Prospettive post Laurea: Ricerca....Prospettiva post laurea: Scuola di Specializzazione....Prospettiva post Laurea: Psicoterapia...Prospettiva post Laurea: Medicine naturali....
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La Medicina della Compassione e la Condivisione di un Sogno
"Luigi Dell'Aglio sull’Avvenire intervista Sherwin B. Nuland professore di chirurgia alla Yale School of Medicine (New Haven, Connecticut).«Le condizioni del malato negli ospedali diventeranno più umane quando il medico, in particolare il chirurgo, abbandonerà l'atteggiamento di assolutismo, narcisismo e freddezza, e sarà capace di empatia e di maggiore compassione; anzi quando riscoprirà quel ruolo che io chiamo "pastorale" e che deve manifestarsi soprattutto quando il paziente non può guarire». E rivolto ai colleghi e chirurghi «Dovete guardare in voi stessi, per arrivare a conoscere il tormento del malato, e aiutarlo».""L’ansia dei medici deriva dalla loro paura della morte?" «Una ricerca dell'University of Southern California rivela che i medici hanno una forte paura della morte. Più di quanta ne abbia la popolazione sana e persino lo stuolo dei pazienti. La malattia incurabile del paziente e il senso di fallimento scatenano nel medico un'ansia straordinaria che può indurlo a distaccarsi (inconsapevolmente) dal malato, anzi addirittura ad abbandonarlo dal punto di vista psicologico, a lasciarlo come un diseredato». "Diceva M.H.Erickson sulla morte: Un bel giorno, come un vecchio calesse sgangherato mi spaccherò in due. Ma fino a quel giorno sono fermamente intenzionato a tenere duro”. “Tutti noi cominciamo a morire fin dall’istante in cui nasciamo, alcuni muoiono prima di altri, tutto quello che possiamo fare è goderci la vita.” “E chi lo dice che devi portare a compimento qualcosa? Niente è mai realmente portato a compimento sino a quando siamo vivi.”" È l'umiltà, non l'orgoglio, che ha fatto andare avanti la scienza. Ricordo un episodio degli inizi della mia carriera. Curando un giovane in gravissime condizioni, notai che la patologia era troppo complessa e speciale per non configurare un "caso nuovo". Corsi dal primario, che era il grande medico svedese Gustaf Elmer Lindskog. Mi lasciò parlare, non raffreddò il mio entusiasmo. Poi mi invitò a prendere in biblioteca un vecchio libro di medicina, lo aprì e mi fece leggere: lo stesso caso era descritto dal chirurgo francese Ambroise Paré. Anno 1575». ""un paziente chiedeva al dottore: "Lei fa questo per me, oppure lo faccio io per lei?". Ecco la questione. Noi dovremmo fare per i nostri pazienti soltanto ciò che serve ad alleviare le loro sofferenze. La chiave è l'empatia: io debbo immedesimarmi nel paziente, calarmi nei suoi pensieri, nei suoi stati d'animo. Partecipare alla sua sofferenza. Queste sono le armi più efficaci nell'alleanza terapeutica medico-paziente. Questa è l'arte della medicina. E io sostengo che a trarne beneficio sarebbero gli stessi medici. Del resto, non possiamo comprendere gli altri, se non capiamo noi stessi. Soltanto così possiamo vincere le loro naturali incertezze e angosce».”""proprio perché è assolutamente negativo che mi permetto di parlarne affinchè questo sia un modo per non ripetere quegli errori,affinché gli errori commessi dagli altri ci diano una falsa riga sulla quale comporre al meglio la nostra vita. Su una cattiva canzone, una cattiva musica voi potete mettere le note più belle e scrivere i vostri testi più appassionanti Io non voglio che voi non commettiate errori, perché solo commettendo errori personalmente si capiscono le cose ma voglio solo fornirvi degli spunti personali di semplice riflessione su quei possibili errori e indicarvi tutte le altre strade possibili” Era questa che intendeva Erickson per rapport, due anime o più anime alla stessa altezza che si parlano e comunicano le loro emozioni, in una emozione condivisa ma che poi secondo la sensibilità di ognuno divergerà verso i rispettivi porti, per ognuno diversi, ma terapia è anche questo la condivisione di un sogno e la partecipazione e comprensione di quel sogno, anche se quel sogno, per ognuno di noi, è diverso."
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Insonnia Come trattarla con la Psicoterapia Ericksoniana?

Insonnia Come trattarla con la Psicoterapia Ericksoniana?...Se faccio di tutto per guarire e voglio guarire nessuna diagnosi è necessariamente categorica, viceversa se non faccio nulla ed aspetto che tutto avvenga, anche una semplice disturbo diviene un ostacolo insormontabile. E’ come ci poniamo di fronte ad una montagna che la rende invalicabile, non la montagna di per se. Se la salita è molto ardua, avremo bisogno di molto allenamento e di procedere per gradi successivi, passo dopo passo, e, senza rendercene conto, ci troveremo al di là dell’ostacolo...... Distrazione.....progressione aritmetica del sonno....Prescrizione del Sintomo ....Rilassamento frazionato....Confusione....Prescrizione paradossale.....L'autoipnosi....Il rilassamento per obbiettivi....Di freguente, l’errore sta in noi, nel modo con cui ci mettiamo in relazione con noi stessi, perchè il sonno è l’ultimo atto di tutta una serie di atti, che iniziano fin dal primo mattino, se tutto quello che facciamo,durante il giorno, non è in sintonia con noi stessi e non è accettato nel nostro inconscio, quando saremo in una situazione mentale in cui l'inconscio è prevalente, come prima di addormentarci alla sera, emergeranno tutte le nostre contraddizzioni.... UNA BUONA RICETTA PER DORMIRE?....Se il vostro bilancio della giornata è positivo, siete in pace con voi stessi e con chi vi è intorno, non avete dentro niente da dire che non abbiate in quel giorno detto, non avete dentro di voi altro da fare che non sia in quel giorno già stato fatto, e quello che vi resta da fare lo farete domani....appoggiatevi sul letto, rilassate ad uno ad uno i muscoli del vostro corpo, fatelo per gradi..... fino ad arrivare alla vostra mente.....e il vostro inconscio, sereno e rilassato, per quanto ha vissuto, vi lascerà dormire, e vi farà sognare....
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Prospettive post Laurea: Volontariato
Potrebbe essere una esperienza iniziale interessante e stimolante, e per qualcuno è anche una scelta definitiva,da encomiare... Chi si dedica agli altri, in fondo, impara ad amare di più se stesso
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gilberto gamberini








