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  • Modello violenza Modello bullismo Colpa dei genitori?

    Perché il bullismo? Perché la violenza continua sul più debole, in quella determinata circostanza ed occasione, uomo, handicappato o donna che sia. Ancora per un po’ sarà la donna la vittima preferenziale….. finchè sarà l'immagine più sfruttata come oggetto del modello “uomo”…..Alla fine arrivano…..questi fulmini a ciel sereno…. increduli….ci arrampichiamo sugli specchi per capire….. non sono solo giovani del disagio….. non sono neppure extracomunitari…. sono i giovani della porta accanto…. i nostri figli…......si educa all’incontrario….. se ti dicono di no, insisti e fallo diventare un si….. ti educano alla onnipotenza…. anche psicoterapica…..Ti danno e basta e poi ti abbandonano….. in una società senza credo e senza valori…. fatta di croci morte e non di messia predicanti….Col cellulare puoi tutto…..puoi anche filmare…. ma perché dovresti fermarti ai visi visto che c’è anche il resto?….Tu lo fai per gioco….e nel gioco è lecito tutto…… Cosa c’è di male con una donna?….. Te la propongono di continuo…. nuda su calendari….Ti hanno già insegnato tutto…. tu hai la sola colpa di farlo…..Riprendi tutto…. nel bene e nel male…. come un orientale ossessivo….. perché quel riprendere…. in una società televisiva come la nostra….. lo potresti rivendere a quel canale o a quell’altro…. devi essere il primo…. solo questo conta….Apparire…. attori tutti…. nei blog scrittori tutti….. ma nessuno legge…se non la punteggiatura….. attori tutti….ma non si sa cosa recitare….. si ammicca…. ci si vende e non ci si ricorda più cosa abbiamo venduto…… E quanto te ne ricordi…. ti prende un cerchio alla testa che affoghi nell’alcool o nella nebbia di uno spinello…… E se non basta l’esctasy…. o di più ancora…. Una centrifugata al cervello….. e poi tutto riprende……. da dove nulla è mai iniziato.....

  • Ti uccido ....tanto sei solo una donna...Psicoterapia della Vita

    Hina la ventenne pachistana uccisa a Sarezzo...."Chiedere di cambiare vita".... non è pretendere ..... un essere umano non è proprietà di chi lo genera.... ma solo di se stesso...."Come le altre".... libera come le altre.... padrona della propria vita come le altre...libera di sentirsi un essere umano come le altre... senza essere marchiata ... griffata ....il club dei tutti uguali cancella la tua identità.... quella che ancora non possiedi ma che stai ricercando.... perchè la vita è ricerca....confronto ed affermazione... al di là della tua provenienza ....cronaca dei nostri giorni.... e forse dei giorni che verranno.... Ti uccido ....tanto sei solo una donna.... Ed una donna non ha diritto alla sua vita.... a quella che ha scelto lei... ma a quella che altri hanno scelto per lei....Per tutte quelle donne .... che vogliono semplicemente vivere... per tutte quelle donne .... che vogliono semplicemente decidere i loro futuro....Uccisa e avvolta, sembra... con un velo di cotone, e poi sopra un sacco nero delle immondizie.... delle assi... e poi poca della generosa terra, che sa dare e rispettare i suoi frutti, a differenza dell'uomo, che se ne sente padrone.... Sotto un sacco di immondizia... sotto poca terra..... tanto sei solo e sempre sarai solo una donna.... Ora non sei più neppure quel poco che eri....L'uomo troppo pensa e troppo poco ama..... troppo razionalizza .... e dimentica le sue emozioni... a forza di interpretare i suoi sogni e i suoi fantasmi... ha smesso di sognare i suoi sogni....

  • L’antidoto al bullismo. Il ruolo. Uno studio olandese....

    il bullismo non è un fenomeno fisiologicamente connesso alla crescita e non serve a rinforzare il carattere della vittima, ma crea solo disagio e sofferenza sia in chi lo subisce che in chi lo esercita. Il bullismo, infatti, come ha spiegato telefono Azzurro, si differenzia dalle semplici liti tra giovani poiché manca la caratteristica di alternanza tra i ruoli: chi offende e chi subisce sono sempre le stesse persone. Un comportamento da bullo è un tipo di azione che mira deliberatamente a fare del male o a danneggiare, spesso è persistente e quasi sempre c’è una grave difficoltà per la vittima a difendersi....Oltre alle due figure del bullo e della vittima, gli spettatori, sia sostenitori dell’uno che dell’altro ma anche maggioranza silenziosa, giocano un ruolo fondamentale....Se ne è occupato lo studio olandese comparso sugli Archives of Internal Medicine...Il ruolo di "vittima" o di "carnefice" può essere rilevante..... una possibilità di psicoterapia potrebbe essere quella dell'inversione dei ruoli.... nel contempo quello di rinforzare le difese della "vittima"....Il pubblico, gli spettatori, la maggioranza silenziosa che tacendo diviene complice, può divenire una maggioranza collaborante che prende coscienza dei ruoli, e ne fa comprendere il paradosso..... Il ruolo di vittima è una specie di doppio legame....che ha delle straordinarie analogie col mobbing....

  • La violenza e lo stupro del branco L’odio verso i soli

    Psicoterapia ericksoniana della violenza e dell'odio...Quando ti sfugge il potere dei grandi perché non hai i mezzi per arrivarci…. ti accontenti di un potere più piccolo…. quello verso i più deboli… perché è facile a realizzarsi….Le giustificazioni che trova la mente quando razionalizza sono falsità…. una gonna troppo corta… un odore fastidioso…. un sorriso che può voler dire ammiccamento… una risposta ad un saluto che vuol dire che ci sta…. una non risposta che significa provocazione….Se è sola è vittima predestinata…. perché se non fosse predestinata non sarebbe sola….l’attacco è per disprezzo e per odio verso qualunque essere che sia debole che sia solo….

  • Donna Abbine cura e crescerai insieme a lei

    La Corte di Cassazione ieri ha stabilito che uno stupro è meno stupro nel caso la vittima abbia avuto precedenti esperienze sessuali...Qual è il danno provocato da una violenza sessuale, e perché dovrebbe essere ridotto dal grado di esperienza di una donna? La ferita di un rapporto non voluto è nell’umiliazione, nell’intrusione devastante; la violenza che schiaccia la vittima è la riduzione della soggettività a corpo utilizzabile, l’annientamento della dignità e della libertà personale....E' la non identificazione, il non calarsi nell'altro .... Il mondo guardato in modo asettico come attraverso una provetta... Non c'è emozione, in chi non si fa coinvolgere... E se non c'è coinvolgimento non si può comprendere... L'atto sessuale, gesto finale di complicità e di dolcezze....se vuoi comprendere il mondo dell'altro devi calarti in esso e assumerne i contorni e l'anima.... e solo allora la tua carezza ti sarà ritornata.... la donna è come un fiore ... se vuoi che viva...abbine cura....e crescerai insieme a lei.... comprendendone i mutamenti... e affrontando le diverse stagioni dell'Amore....

  • Il Branco e la Violenza

    Il bullismo non dovrebbe essere sottovalutato, perchè ha in se i germi di una progressiva e futura violenza....In questi giorni storie di altre violenze...stesse squallide conclusioni… la morte psichica della donna… o un qualcosa che va vicino alla idea della morte… E’ morte, a volte, anche se il corpo sopravvive, è morte dentro quando la dignità è uccisa e il tuo corpo è usato come spazzatura. Ti prendono, ti usano….ridono del tuo dolore… E nuova energia negativa si alimenta da tale gesto, fino a condensarsi in nuvola nel cielo grigio, una nuvola di pioggia acida che penetra oltre la pelle, una nuvola di fuoco che seppellisce il futuro, coi suoi lapilli....E la violenza che s’impossessa di te, ma è l’umanità che ti redime, anche in condizioni di guerra. Ma il fronte non è più a migliaia di chilometri… …ma è sotto casa…..E’ un clima di guerra quando non ti fidi più di nessuno, quando guardi con sospetto anche chi cerca di aiutarti....In una confusione di ruoli e di sospetti paradossale, non si è fidata di chi poteva fidarsi....

  • Rispondiamo ….voltandoci dall’altra parte….abbiamo già dato

    Picchiata e stuprata in pieno giorno senza che nessuno le prestasse aiuto. E' accaduto a Bologna, con la telecamera del vicino distributore di benzina che non ha filmato lo stupratore, ma ha ritratto l'indifferenza degli automobilisti di passaggio....Quanti di noi hanno paura ad affrontare, a mettersi in mezzo ad un tentativo di violenza o ad una violenza consumata? Per me che scrivo e per voi che ascoltate è facile indignarsi, usare parole di fuoco e poi il passare ad un altro argomento, qualche istante dopo…..come in un talk show…Vorrei che tutti riflettessimo su questo, e che superassimo questa specie di vigliaccheria collettiva che ci prende per la paura di essere coinvolti…E se le cose non vogliamo vederle, nè ascoltarle nè pronunciarsi su di esse….è come se non fossero accadute, le nascondiamo nel profondo e poi ricominciamo a girare nella nostra giostra quotidiana....Siamo sensibilizzati alle più svariate tematiche ma non siamo coinvolte in esse...partecipiamo di più a quello che avviene al di la di uno schermo televisivo piuttosto che a quello che avviene nella realtà accanto a noi. Perché la realtà ci fa così tanta paura? E viceversa perché siamo così attirati e coinvolti dalla finzione che simula la realtà? E’ un atteggiamento umano invertito. Umani con gli oggetti che inscatolano le persone e disumani con le persone vere. ….Tutti abbiamo mandato qualcosa ... per una sofferenza sulla quale i media battono il tamburo...Ma dove non batte il tamburo? ...Comprendiamo il lontano e non comprendiamo più il quotidiano. E quando quel quotidiano ci passa accanto….rispondiamo distrattamente ….voltandoci dall’altra parte….abbiamo già dato….

  • Un innoquo strip in classe finisce sul web e crea scandalo

    Reazione sproporzionata al fatto, che ricorda le bravate di altri tempi, che non avevano altro scopo se non il gesto di per se, la provocazione e forse quello spirito di presa in giro e di spontaneità che solo i giovani hanno, spesso privi di calcolo e di ragionamento. Si cercheranno le ragioni psicologiche e di disagio, creando magari un problema che non c’è probabilmente in una ragazza che non ne ha...Squadre di calcio, di basket, di rugby, e di altri sport, casalinghe, madri e professioniste di vari settori mostrano molto di più, in una inflazione di calendari e di pubblicità, considerati fatti artistici e di costume. Si è anche scoperta la nudità come veicolo per portare avanti grandi problematiche e solidarietà. Eppure esiste una dicotomia, una forbice che si allarga tra la realtà reale a cui non è concesso nulla ed una realtà da spettacolo a cui è concesso tutto quasi fosse una tela di Rembrandt. Si forniscono modelli ai giovani che però non dovrebbero seguire quei modelli in una razionalità super partes. E’ un messaggio contraddittorio, spiazzante, paradossale che crea disagio, esagerazioni e sbavature, peraltro innocue, che perlomeno non hanno lo sgradevole odore della ipocrisia. Un augurio a quella ragazza: torna a scuola, affronta questo strano mondo degli adulti, non temere il loro giudizio, non permettere a nessuno di lapidarti, non fuggire ed affronta a testa alta qualsiasi strada, sia che tu sia come eri ieri, sia che tu sia come sei oggi. Fatti votare capoclasse per quello che sei e non per quello che mostri, e se non ti voteranno non importa vincerai altre e più importanti gare nella tua vita. I compagni che hanno messo sul web il mini video? L'hanno considerata come un trofeo da esibire, nessuna donna, nessun essere umano è un trofeo. Dovrebbero chiederle scusa.....

  • Ragazzi ...Bruciano i banlieu Brucia la speranza del futuro

    Brucia la speranza di riscatto dalla miseria. Brucia la delusione per un benessere che è sempre più un miraggio soffocato dal scivolamento lento in una depressione profonda che non è più solo individuale ma collettiva. Brucia insieme alle auto la frustrazione quotidiana dei più che non comprendono quanto accade. Oltre ai ragazzi delle periferie, sempre più estranei dalle loro periferie e dalle loro città, sempre più arrabbiati contro una società che non considerano la loro, contro una civiltà che non è la propria.Oltre a quei ragazzi ce ne sono altri come loro, ma occupati, che trascorrono la giornata rannicchiati nei metrò, alla ricerca di un improbabile spazio vitale, che combattono quotidianamente col denaro che non basta mai, con le continue scelte tra il voler fare e il non poter fare, tra i sogni che non si realizzano mai e la realtà, tra la scelta tra un cinema e una bistecca. Forse qualcuno di loro è anche proprietario di una piccola e scassata auto che si ritrovano bruciata in strada e che non potranno ricomprarsi mai...... Sparano sui poliziotti francesi, sui piccoli poliziotti francesi, a volte talmente giovani e inermi che sembrano ragazzine e ragazzini, nelle loro uniformi troppo larghe. Si aggrediscono i pompieri, che in Francia sono i primi ad arrivare, dotati anche di medici di pronto soccorso, che sono in prima linea sempre e da sempre, contro gli incendi e contro la morte. Fare agguati contro i pompieri è come sparare alla croce rossa e alla mezza luna verde. Curiamo questa pazzia e fermiamoci a discutere anche trascendendo i toni….come in una psicoterapia

  • Giochi di morte a Parigi Il Vuoto e il non essere di 4 ragazze

    Il nulla, non quello teorizzato dai filosofi, ma peggio: il nulla in testa, e nelle mani, annichilente, vuoto. "Non volevamo, non immaginavamo" diranno anche le quattro di l'Hay-les-Roses, come i nostri ragazzi dei cavalcavia. Figure anch'esse di un fantasma d'Occidente, il niente intorpidito nell'anima, eredità di mancata memoria, di non tramandati voglia e senso del vivere verso un destino in cui spendere, dei propri diciott'anni, la speranza e la fatica....La filtrano dentro di loro, nel profondo di un io, prigioniero della propria solitudine, del non darsi per paura di dare. Ed in ultima analisi nel mai poter ricevere. Un io che sa solo prendere e pretendere, in cui l’altro è solo un oggetto per la realizzazione delle proprie pulsioni. Non c’è nulla di diverso in questo dai modelli che la società propone e che le loro stesse famiglie ripropongono a cascata. Solo che qui tutto è esasperato, enfatizzato, teatralizzato in una recita che non termina mai perdendo la cognizione e la distinzione del vero e del falso. Anche in questo vi è una globalizzazione che non conosce confini: un mondo divenuto un grande videogame, un gioco, il gioco della fine dell’essere umano in quanto umano, sempre più solo essere annullato dal suo non essere.

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