Al mondo siamo tutti fratelli..come Caino ed Abele

Il ruolo ci può fare diventare quello che non siamo e che non saremmo mai stati? Abu Ghraib, Iraq. L'esperimento di Stanford e di Yale.

Perché Caino?

Gli abusi sui prigionieri

avvenuti nella prigione di Abu Ghraib in Iraq

pongono alcuni interrogativi.

Caino era per istinto cattivo ed omicida ed avrebbe, comunque, ucciso Abele?

Se Caino non avesse elaborato dentro di se che subiva un’ingiustizia da Dio, in altre parole se Caino non avesse avuto motivi per invidiare il ruolo di Abele, sarebbe entrato nel ruolo di colui che subiva una ingiustizia e avrebbe ucciso Abele?

Qual è l’importanza del ruolo?

La ricerca effettuata alla università di Stanford nel 1971 e raccolta dal prof Zimbardo porta ad alcune considerazioni che farebbero pensare al ruolo,

che una persona in quel momento occupa,

come elemento determinante a provocare le sue reazioni buone o cattive.

Il ruolo aprirebbe una porta che magari resterebbe per sempre chiusa?

L’esperimento di Stanford, chiamato la prigione di Stanford,

consisteva nel dividere un gruppo di 24 individui scelti a caso assolutamente normali e con caratteristiche simili,

in due gruppi distinti,

il primo dei carcerieri

e il secondo dei detenuti.

Il luogo dell’esperimento era confinato nelle cantine dell’istituto e doveva durare 2 settimane.

Ebbene in questa specie di grande fratello carcerario

si assistette a reazioni diverse che avvenivano nei due gruppi,

oramai distinti dal ruolo che occupavano

in oppressori ed oppressi.

Il gruppo dei detenuti

tendeva a calarsi sempre più nel ruolo impersonato, creando disagio, insoddisfazione, lagnanza, fastidio, odio, ribellione contro i carcerieri.

Il gruppo dei carcerieri, col tempo,

si calava sempre di più nel ruolo come se fossero divenuti veri carcerieri,

dovuto al potere che possedevano

e svilupparono durezza, incomprensione, rigidità, fino alla violenza fisica e psicologica con connotazioni sessuali nei confronti del gruppo dei detenuti,

fino all’inccappucciammento, al denudamento dei detenuti,

con straordinarie analogie a quanto è avvenuto nella prigione di Abu Ghraib in Iraq.

Qual è quindi il limite tra la normalità e la malvagità?

Ognuno di noi in particolari circostanze potrebbe divenire un torturatore?

Le prigioni,

in cui vi è un disequilibrio di forze e diversità di ruoli tra carcerieri e detenuti, tendono a diventare luoghi brutali e di abuso da parte di chi detiene il potere.

Se come veniva fatto nello psicodramma di Moreno avessimo invertito i ruoli facendo assumere al gruppo dei detenuti quello dei carcerieri si sarebbero esattamente invertiti anche i comportamenti?

Probabilmente si.

Tale conclusione toglierebbe qualsiasi responsabilità individuale all’individuo? Difficile dare una risposta definitiva….

In un altro esperimento effettuato 40 anni fa a Yale dal Dott Stanley Milgram emergono dei dati molto inquietanti sul comportamento umano.

L’esperimento riguardava l’istruzione e la punizione dell’errore.

Un gruppo doveva insegnare e interrogare e punire gli errori degli allievi con scosse elettriche

( in realtà l’esperimento non voleva essere sadico per cui non disponevano di un apparecchio che dispensava scosse elettriche reali, anche se loro lo credevano)

Il gruppo degli allievi invece era formato da attori

che fingevano dolori atroci quando commettevano errori e venivano trattati con le scosse elettriche. Il gruppo che insegnava ed interrogava

ignorava che il gruppo degli allievi erano attori ed ignorava che le scariche elettriche erano false.

Per fortuna che le scariche erano false poiché molti del gruppo insegnanti avevano girato la manopola della macchinetta fino al valore di 450 volts ed in alcuni casi si erano spinti ancora oltre girandola fino alla indicazione xxx che poteva essere mortale.

Forse il ruolo è una componente, molto importante,

anche se non è tutto.

Ma se i preconcetti e concetti

( nel caso in questione relativo all’Iraq,

come la forte tensione emotiva che comporta una situazione di guerra reale,

la paura di subire atti di terrorismo,

la memoria di violenze subite da commilitoni od amici)

fossero più forti della componente naturale di coscienza,

di immedesimazione,

e di pietas

allora il ruolo

assumerebbe un rilevanza molto importante.

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

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Pubblicato il 10 maggio 2004 in: 0 MANIPOLAZIONI Psicoterapia Ruolo Psicodramma Cambiam

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