
POESIE DI VLADIMIR VLADIMIROVIC MAJAKOVSKIJ
Abstracts nasce il 7 luglio 1893.. Tutto è corsa, tutto è velocità, ed i tempi moderni sono visti come la soluzione dei mali del mondo, il fulmine che interrompe l’apparente quiete e scuote le coscienze ..La cultura ufficiale sovietica.. critica il tentativo di Majakovskij, di battersi per una cultura di tutti e per tutti, giudicando le masse non ancora pronte e mature, e temendo di perdere il controllo di quella fucina di idee nuove a cui Majakovskij inneggiava. Il massimo poeta della Rivoluzione Bolscevica si uccide il 14 Aprile 1930.
La tecnologia, il progresso per Majakovskij, non erano un nemico ma un mezzo per fare uscire il popolo dalla sottomissione e dalla ignoranza, la sua globalizzazione era un mezzo per diffondere maggiormente le idee ..Fu amato, poco dal potere, di più dal popolo.
Al suo funerale parteciperanno 150.000 persone.
Vladimir Vladimirovic Majakovskij,
georgiano nasce il 7 luglio 1893.
Giovanissimo si iscrive al partito bolscevico clandestino nel 1909,
viene incarcerato più volte.
Nel 1911 si iscrive alla accademia di Pittura Scultura Architettura di Mosca. Firma il manifesto del futurismo russo che mira a rigettare il passato della letteratura russa.
Tutto è corsa,
tutto è velocità,
ed i tempi moderni sono visti come la soluzione dei mali del mondo,
il fulmine che interrompe l’apparente quiete
e scuote le coscienze.
Scrive
“la parola racchiude in se un aroma, un calore, un’anima, la parola è organismo vivente la parola ha infinite cadenze come una scala musicale”
Poeta,
autore di teatro,
di propaganda,
di cinema,
attore.
Antimilitarista,
di indole combattiva,
perché disgustato dagli orrori che la guerra porta con se.
E’ amico di Pasternak,
frequenta Gorkij, Ejzensteijn, Babel e tutti gli intellettuali dell’epoca,
fucina di quel periodo di cambiamenti.
Si innamora Lilja Brik, già sposata.
Scrive Lilja Brik “ Quando dissi a mio marito
che Majakovskij ed io ci eravamo innamorati,
tutti e tre, d’accordo, decidemmo di non separarci mai l’uno dall’altro”
Nel 1917 aderisce,
con l’entusiasmo dei suoi ideali,
alla Rivoluzione d’Ottobre.
Nel 1919, durante la guerra civile,
scrive manifesti di propaganda per il partito (3000 circa)
e scrive su riviste e giornali.
Dal 1922 tiene conferenze in tutta la Russia,
divenuta Unione Sovietica, e all’estero.
Visita Parigi, gli Stati Uniti e il Messico.
La nuova Unione Sovietica,
dopo il periodo di libertà di informazione,
di idealizzazione,
di ricerca e di ideazione,
alla ricerca di un mondo nuovo,
in cui il popolo e le masse siano protagoniste,
in una fucina di libera creatività,
che segna il periodo fino alla morte di Lenin nel 1924,
sta stretta al poeta.
Nuove regole,
censure, controlli, formalismi, burocrazia, abusi, sospetti, invidie,
deludono Majakovskij.
La cultura ufficiale del potere,
che lo annovera tra i suoi più vulcanici artefici,
lo osteggia e lo tiene in disparte
e critica il tentativo di Majakovskij,
di battersi per una cultura di tutti e per tutti,
giudicando le masse non ancora pronte e mature,
e temendo di perdere il controllo
di quella fucina di idee nuove,
a cui Majakovskij inneggiava.
Il massimo poeta della Rivoluzione Bolscevica si uccide,
con un colpo di pistola, il 14 Aprile 1930.
La tecnologia,
il progresso, per Majakovskij,
non erano un nemico
ma un mezzo per fare uscire il popolo dalla sottomissione e dalla ignoranza,
la sua globalizzazione
era un mezzo per diffondere maggiormente le idee,
in Unione Sovietica e nel mondo.
Fu amato,
poco dal potere,
di più dal popolo.
Al suo funerale parteciparono 150.000 persone.
“ Gloria, gloria , gloria agli eroi!!! abbiamo tributato loro tutti gli onori. Ora parleremo della canaglia. Si sono placate le tempeste dei grembi rivoluzionari Si è coperto di melma il miscuglio sovietico Ed è strisciato fuori dalla schiena il ceffo del piccolo borghese Con il sedere incallito da cinque anni di inerzia si sono arredati comodi salottini e camerette”
“..Almeno lascia che una estrema tenerezza copra l’allontanarsi dei tuoi passi.”
Vladimir Vladimirovic Majakovskij
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

gilberto gamberini









cianca
21 Jun 2009 - 08:42 - #1il (per me)grande poeta si è tolta la vita perchè lo soffocava il nascente stalinismo:
“parlate piano compagni,non siamo più nel 1918!”