
HONG KONG
Ora Cina,
un tempo colonia britannica.
Un mondo a se,
che la Cina ha preparato ad incontrare,
costruendo a ridosso di Hong Kong una zona cuscinetto,
in cui la produttività delle industrie fosse modellata su quella di Hong Kong
e quindi su quella occidentale.
Un tempo Hong Kong raccoglieva i profughi di tutta la Cina,
che non si riconoscevano
nel governo di Pechino o in quello di Taiwan.
Le strade sono intasate da auto,
che non si capisce dove possano andare,
visto che gli spazi sono al minimo per ogni cosa.
Qui si sente la mancanza delle biciclette.
Uno spazio vitale ridotto al minimo,
4 o 5 mq per persona,
perché i costì sono spropositati
e lo spazio disponibile e costruibile minimo.
Grandi grattacieli
che contornano la grande baia di Hong Kong,
intervallati dalle giunche cinesi di una popolazione galleggiante,
dove si vende e si compra di tutto.
Una lingua di terra sottile,
su cui plana l’aereo
e che sembra che affondi nel mare
di una delle baie più belle al mondo.
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

gilberto gamberini








