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La chirurgia della cornice e del contenuto

il problema è dentro di me, nella non accettazione di quello che sono, di quello che sono dentro, io posso migliorare il mio “fuori” quando contemporaneamente correggo del mio “dentro” tutto quello che stride nel contatto con gli altri. In tal caso l’intervento chirurgico plastico ha altra funzione e altro significato, miglioro la mia “cornice” perché ho migliorato o modificato anche il suo contenuto.

La fiera delle vanità

FONTE RAI NEWS

“Nella metropoli cinese di Shanghai non sono solo le donne a farsi fare la plastica al seno. Sempre piu’ uomini ricorrono alla chirurgia per ”impressionare le donne, i clienti o, in alcuni casi, i loro superiori” con pettorali nuovi di zecca.

Da una serie di interviste con chirurghi realizzate dal quotidiano locale in lingua inglese Shanghai daily risulta che il materiale usato per le operazioni per aumentare il petto e’ lo stesso per i due sessi. Solo plasmato in modo diverso per gli uomini. Un medico dell’ospedale Ren’ai afferma di aver ricevuto molti uomini che intendevano rifarsi i pettorali. ”Io pero’ sconsiglio l’operazione, perche’ spesso lo stesso risultato si puo’ raggiungere con l’esercizio fisico”, ha detto. L’ ospedale Ren’ai ha avuto quest’anno 40 richieste di operazioni e ne ha accettate dieci. In tutto il 2003 nell’ospedale sono stati operati tre uomini.

In Cina, il boom della chirurgia plastica e’ scoppiato da poco piu’ di un anno: una delle cliniche specializzate di Pechino afferma di aver compiuto nel 2003 piu’ di 26mila interventi, con un aumento del 40 per cento rispetto all’anno precedente. Spesso sono chirurghi militari ‘riciclati’ a eseguire le operazioni. A Shanghai un ospedale militare - il numero 455 - si e’ convertito alla nuova realta’ cinese: prima i suoi medici operavano i soldati feriti, ora le donne in cerca della bellezza perenne.

Sul sito Internet dell’ospedale sono pubblicizzati i nuovi interventi offerti ai clienti, tra cui quelli per il cambiamento di sesso e per il rafforzamento della virilita’, a ulteriore dimostrazione del fatto che l’industria della chirurgia plastica non cresce solo grazie alle donne. Sempre a Shanghai, l’ Ospedale del Popolo numero 9 afferma di eseguire circa cento operazioni al giorno. La maggioranza dei clienti, ha detto uno dei suoi medici, sono giovani che si sottopongono alle operazioni - spesso lunghe e dolorose - nella speranza di migliorare le loro prospettive di carriera e di matrimonio.

L’ ossessione per la chirurgia plastica che ha colpito la classe media cinese non sembra aver risparmiato i bambini: si sono infatti verificati casi di richieste per interventi su bambini di tre anni. I medici di solito si rifiutano di operare i minori di 18 anni a meno che non abbiano deformazioni o siano stati vittime di incidenti. Xiong Xiangfeng, vicedirettore di un ospedale di Shanghai, afferma che molti adolescenti si presentano a chiedere interventi accompagnati dai genitori.

Alcuni di loro chiedono modifiche al naso e alle sopracciglia, per assomigliare agli attori che vedono nei film occidentali. In un caso, una signora ha chiesto che venissero fatte delle fossette artificiali sulle guance della figlia di tre anni, affermando che voleva ”abituarla a pensare a se stessa come ad una modella”.

Il record degli interventi di chirurgia plastica e’ detenuto dalla 25enne Hao Lulu di Pechino che, sponsorizzata da una clinica privata, ne ha subiti sedici facendosi ritoccare occhi, bocca, sopracciglia, naso, seni, pancia e sedere. “

La Cina ma non solo la Cina perde l’anima alla ricerca di un piacere esteriore.

Consumismo sfrenato e oblio del proprio passato.

In Cina se ti curi con l’agopuntura sei vecchio e cominciano a guardarti in modo strano.

Stride questo atteggiamento con l’apertura del Ministro della Salute Sirchia verso la Medicina Tradizionale Cinese.

D’altra parte la novità per i cinesi è tutto ciò che viene dall’Occidente, come lo è stato per noi tutto quello che veniva dall’Oriente.

La ricerca del diverso, e del non obsoleto.

Vediamo le implicazioni psicologiche nella ricerca esasperata di in cambiamento estetico, del modo di presentarsi esteriore.

La focalizzazione di un nostro disturbo a livello esteriore quasi mai coincide con la realtà del problema.

Per esempio ci potrebbe venire facile attribuire ad un naso storto la causa della nostra solitudine o della impossibilità di mantenere un legame affettivo.

Se in tal caso effettuiamo l’intervento chirurgico correttivo, abbiamo due possibilità, o l’intervento a livello psicologico ci determina una maggior sicurezza interiore che ci permette di affrontare gli altri in modo diverso, per cui otteniamo finalmente i risultati sperati, oppure malgrado l’intervento, la nostra vita non cambia.

Nel secondo caso cercherò altre cause che possano determinare il mio fallimento a livello emotivo, magari focalizzandolo su altre zone di me stessa.

In ambedue i casi, il problema è dentro di me, nella non accettazione di quello che sono, di quello che sono dentro, io posso migliorare il mio “fuori” quando contemporaneamente correggo del mio “dentro” tutto quello che stride nel contatto con gli altri.

In tal caso l’intervento chirurgico plastico ha altra funzione e altro significato, miglioro la mia “cornice” perché ho migliorato o modificato anche il suo contenuto.

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