Nella SEDIA A ROTELLE VINCO le mie OLIMPIADI.

Io vinco sempre le mie olimpiadi nella mia sedia a rotelle diceva M.H.Erickson ad un pianista che per una grave forma di artrite non poteva più suonare. Se una mano non può più suonare può certamente avere più tempo per comporre. E forse fare delle cose migliori e più grandi di quelle che aveva fatto fino a quel momento...Lui nella sua sedia a rotelle potrebbe vincere le olimpiadi ed in effetti le ha già vinte perché ha saputo reagire al dolore e alla malattia..

Io vinco sempre le mie olimpiadi nella mia sedia a rotelle diceva M.H.Erickson ad un pianista che per una grave forma di artrite non poteva più suonare.

Se una mano non può più suonare può certamente avere più tempo per comporre. E forse fare delle cose migliori e più grandi di quelle che aveva fatto fino a quel momento.

Conosco un ragazzo, che per un incidente stradale, prima causa di decessi e di invalidità per i giovani, ha perso l’uso delle gambe: paraplegia….

Lui nella sua sedia a rotelle potrebbe vincere le olimpiadi ed in effetti le ha già vinte perché ha saputo reagire al dolore e alla malattia,

infatti è tanta l’energia e l’entusiasmo che ci mette che è divenuto membro della squadra nazionale italiana di paraplegici giocatori di basket e forse parteciperà alle paraolimpiadi dal 17 al 28 Settembre a Atene. Evento più importante delle Olimpiadi e certamente più conforme allo spirito originario Greco e a quello del sogno Olimpico di Pierre De Cubertin.

Le paraolimpiadi sono state introdotte dal 1960 alle Olimpiadi di Roma, ma per un disabile sono le Olimpiadi perché i disabili ci tengono a fare giustamente notare che non sono diversi ma atleti a tutti gli effetti come gli altri.

Io non l’ho mai sentito fare tanti ragionamenti, o tatticismi o parlare delle nuove magliette termiche che non fanno sudare …..

quando racconta dei suoi allenamenti e delle partite, mi sembra di esserci anche io là con lui, tanto è l’entusiasmo e la gioia di vivere che ci mette.

Già la gioia di vivere, la voglia del combattimento sportivo, la stessa forse che provavano nella antica Olimpia i soldati che grazie alla tregua che veniva da tutti accettata faceva interrompere le guerre e le battaglie, la voglia di primeggiare in quella cosa che si desidera fare, che la si desidera tanto intensamente da sacrificare tutto, anche il sonno, per lei.

Questo dovrebbe essere l’olimpiade, in cui tutto questo è sublimato e portato ai massimi livelli.

Per ottenere un risultato bisogna innanzi tutto

sentirlo dentro, coltivarlo, crederci, amarlo prima ancora che prenda vita e poi lasciare che muova i primi passi e che si concretizzi in un movimento in una forma che verrà affinata giorno dopo giorno, passo dopo passo col sacrificio e lo sforzo quotidiano per arrivare al “citius altius fortius” cioè più velocemente più in alto e più fortemente, e per dichiarare la propria dignità di uomo.

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

foto riprodotte a fini didattico esplicativi

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