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Allenare l'Anima all'Eterno Presente

Erickson interrompeva il circolo vizioso dell'ansia e della paura, spezzando il tempo delle cose, perché non esisteva più l'essere umano che si faceva condizionare dal suo passato, e che lo viveva come un blocco del suo presente, e che temeva per il suo futuro.Erickson metteva dei punti fermi, degli intervalli tra un tempo e l'altro, e li allungava progressivamente fino a farli divenire un tempo unico: una specie di eterno presente....Esisteva una specie di vuoto mentale, sul pensiero ragionato, sulla proiezione temporale del prima e del dopo..... Il passato non ti condiziona, il futuro non esiste ancora, perchè esisteranno solo dei progressivi attimi di presente, nella direzione prefissata dal tuo desiderio...Il tempo si ferma ed attende, per scorrere, conferme in quello che stai compiendo, attimo dopo attimo, ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno, obbiettivo dopo obbiettivo, gara dopo gara, nel piacevole scorrere della tua vita.

Allenare l’anima significa sintonizzarsi con essa, ascoltarne la voce, identificarla come un’amica e non come un qualcosa da celare costruendoci un muro intorno.

Allenare l’anima significa abbattere quel muro.

Allenare un anima significa anche amicizia, comprensione, rapporto profondo ma non invasivo, condivisione e partecipazione emotiva, perché è impensabile, cercare un rapporto con la parte emotiva di un altro senza mettere a disposizione la propria.

Milton H. Erickson ripeteva che se vuoi parlare a qualcuno di suo fratello devi prima parlare di tuo fratello, devi essere sul suo stesso piano, perchè una solo un’esperienza condivisa ti permettevi capire e di fornire delle soluzioni possibili.

Se il terapeuta non la possiede la può prendere a prestito da altri pazienti che ha ascoltato in una sorta di inconscio collettivo, di cui tutti sono parte, tenendo anche presente che se possono essere diversi i motivi che scatenano un disturbo o una difficoltà ad affrontare certi compiti della vita, le modalità di risposte, di comportamenti e di elaborazioni mentali sono simili in tutti gli individui.

Milton H. Erickson, oltre che ad essere allenatore dell’anima di una persona, per aiutarla a raggiungere gli scopi che si era prefissa nella sua esistenza, e per rimuovere gli ostacoli che si frapponevano tra lei e il raggiungimento di un obbiettivo, fattibile e conforme al suo desiderio, superando anche i propri limiti individuali, fu anche vero e proprio allenatore di atleti a livello nazionale ed olimpico nel golf, nel lancio del peso, nella corsa, nel tiro a segno ecc.

In fondo non cambiava nulla di quanto lui già faceva in privato, perchè era sempre la ricerca e la realizzazione di un desiderio che partiva dall’interiorità della persona.

Ericson partiva dalla accettazione di se, per arrivare al superamento dei limiti individuali mediante un allenamento progressivo e costante nel tempo.

ma ciò che veniva compiuto fuori…era già avvenuto dentro…

Mattone dopo mattone, quella casa solo immaginata, cominciava a ergersi dal suolo, passo dopo passo, quel cammino si ridimensionava e diventava sempre più breve, ed alle sue spalle restava sempre più spazio percorso.

Erickson interrompeva il circolo vizioso dell’ansia e della paura, spezzando il tempo delle cose, perché non esisteva più l’essere umano che si faceva condizionare dal suo passato, e che lo viveva come un blocco del suo presente, e che temeva per il suo futuro.

Erickson metteva dei punti fermi, degli intervalli tra un tempo e l’altro, e li allungava progressivamente fino a farli divenire un tempo unico: una specie di eterno presente.

Il passato restava là, indietro, nel cammino già percorso, e lo si poteva guardare diversamente muovendosi ed agendo nel proprio presente, ed agendo nel presente, restando concentrati su quel presente quel passato assumeva connotati diversi, come un qualcosa di già accaduto, che restava depositato nella memoria e che non doveva e non poteva necessariamente riaccadere.

Il futuro non esisteva in senso lato, non esisteva in senso ansiogeno, ma derivava dai passi compiuti nel presente, come se il cammino dovesse dipendere da ogni millimetro, da ogni centimetro, da ogni metro percorso.

Esisteva una specie di vuoto mentale, sul pensiero ragionato, sulla proiezione temporale del prima e del dopo.

Ogni obbiettivo è il primo e l’ultimo, non esiste un precedente e un successivo.

In tal modo la concentrazione su di te è massima, e percepisci il tuo corpo e ne ricerchi le sue potenzialità nascoste fino ad ottimizzarle. Il passato non ti condiziona, il futuro non esiste ancora, perchè esisteranno solo dei progressivi attimi di presente, nella direzione prefissata dal tuo desiderio.

La percezione di te, interiorizza le tue sensazioni, alla ricerca di potenzialità che non sono più filtrate dai limiti che ti ha posto finora la tua ragione e il flusso dei suoi pensieri, l’osservazione di te guarda al funzionamento ottimale del tuo corpo e della tua mente,come se tu ti guardassi dall’esterno per studiare e carpire i segreti dei tuoi meccanismi interiori, ai qual puoi guardare con lo stesso stupore di un bambino che guarda le cose senza condizionamenti come se fosse sempre il primo giorno del mondo.Stai solo compiendo qualcosa, nulla è stato mai compiuto e nulla si compierà, finchè non avrai raggiunto i tuo scopo.

La percezione di te stesso si trasferirà negli oggetti che toccherai, come se fossero e diventassero parte di te, ed tu di loro, ed il tuo sguardo accompagnerà il loro movimento serenamente sull’obbiettivo, come se quell’obbiettivo distasse da te la lunghezza del tuo braccio. E’ questo il senso del dire che ogni obbiettivo è il primo ed anche l’ultimo.E’ questo il senso di dire che quella freccia è la prima ed è anche l’ultima.

Tu diventi quella freccia, tu sei quella freccia e la segui nel suo percorso fino ad arrivare a colpire il centro del bersaglio, che ti sei prefisso di colpire, non perché devi, ma perché vuoi, perché desideri, perché puoi farlo.Non esiste nessuna freccia precedente, e nessuna freccia successiva a quella che hai scagliato e che stai seguendo nell’aria.

Il tempo si ferma ed attende, per scorrere, conferme in quello che stai compiendo, attimo dopo attimo, ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno, obbiettivo dopo obbiettivo, gara dopo gara, nel piacevole scorrere della tua vita.

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

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