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AnoressiaBulimia La Salvazione nella DimostrazioneEsteriore

Inconsciamente, esprimono un desiderio di essere salvati, di essere colti, come un fiore, che, altrimenti, appassisce nella sua solitudine. ...Nella Anoressia e nella Bulimia, non è così, perchè esiste una salvazione, insita nel fatto della dimostrazione esteriore della mia sofferenza, che, qualcuno può cogliere e dirigere altrove, dandomi quelle risposte che aspettavo...La Anoressia e la Bulimia esprimono un disagio interiore, un ingranaggio bloccato...Bulimia...come se dicesse: non mi hai capito in quell’altro modo ed allora te ne propongo un altro, di altrettanto visibile, anzi ancora più visibile del filo d’erba che ero, ora ti propongo una Montagna che non puoi non vedere....

Anoressia e Bulimia. La salvazione nella dimostrazione esteriore

Dimagrire, oltre il limite,

in una consunzione lenta del corpo,

in cui è l’anima la prima a consumarsi,

senza fare rumore come un falò,

che brucia nella sua solitudine.

Oppure ingrassare,

mai sazi di tutto quello che li circonda.

Esprimono ambedue

un profondo disagio interiore,

un conflitto,

un desiderio di farla finita,

che si esprime in modo incompleto,

e che comunque vuole attirare gli altri….

Inconsciamente,

esprimono un desiderio di essere salvati,

di essere colti,

come un fiore, che,

altrimenti, appassisce nella sua solitudine.

Non è come nel suicidio,

in cui ci si isola, volontariamente,

in un vortice di pensieri

che, si vuole spegnere solo con la propria morte.

In cui vi è un desiderio di abbandono totale,

di affermazione della propria negatività,

che non deve essere bloccata da nessuno.

Che viene preparato con calma,

nei minimi particolari,

in cui si migliora, nella apparenza delle cose esteriori,

per non essere fermati,

in cui si dimostra una calma apparente,

per proseguire nel proprio disegno,

preparato con pignola cura.

Nella Anoressia e nella Bulimia,

non è così,

perchè esiste una salvazione,

insita nel fatto

della dimostrazione esteriore della sofferenza,

che, qualcuno può cogliere

e dirigere altrove,

dandoti quelle risposte che aspettavi

e che nessuno fino a quel momento ti ha mai dato.

La Anoressia e la Bulimia,

esprimono un evento che vuole mostrarsi

sono un qualcosa di compiuto,

ma, che, non è ancora definitivo.

E’ una domanda interiore,

che, non trova ancora risposta, ma, che,

può porsi, diversamente,

se trova quella risposta.

La Anoressia e la Bulimia

esprimono un disagio interiore….

una ricerca…

E’ un ingranaggio bloccato

che può sciogliersi,

se trova un gesto …..

anche d’amore…

E così il suo rovescio della medaglia:

la Bulimia, che,

a volte, ciclicamente, si ripropone

intervallata alla Anoressia,

come se dicesse:

non mi hai capito in quell’altro modo

ed allora te ne propongo un altro,

di altrettanto visibile,

anzi ancora più visibile del filo d’erba che ero,

ora ti propongo una Montagna che non puoi non vedere….

La Anoressia e la Bulimia

esprimono mille domande,

mai poste,

o poste

e alle quali non si ottenuto risposta

o le risposte non sono state quelle sperate.

A volte esprimono il disagio personale

che esprime sofferenza per qualcuno,

che si ha accanto

e che si vede soffrire

e di cui si amplifica la sofferenza.

E’ un modo di dire:

tu non hai il coraggio di esprimere

quello che ti passa dentro

e allora lo faccio io per te,

assumendomi il tuo disagio, il tuo dolore.

La Anoressia e la Bulimia

esprimono una grande richiesta d’amore,

una richiesta che si esurisce

in una sofferenza fisica disperata

che si esprime attraverso il rifiuto

o la maxi assunzione del cibo.

Per mantenere l’Anoressia

si assumono dei riflessi condizionati,

quali il vomito, che,

rendano possibile quella solitaria protesta

verso un mondo che non comprendi

e che non ti comprende.

Una terapia

potrebbe essere quella proposta da Erickson

nella fobia di vomitare di Katleen,

far diventare il riflesso condizionato del vomito al cibo,

come un qualcosa di naturale,

che, aveva lo scopo di conservare,

paradossalmente, la vita,

invertendone il processo, invertendo l’onda,

ma prima di fare questo

è necessario affrontare i conflitti irrisolti,

quel mondo che lo circonda,

in cui tutto va apparentemente bene,

ma in cui per lui nulla va bene.

Affinché non si rifiuti l’altro,

col vomito o col rifiuto del cibo

o con l’eccessiva sua assunzione,

bisogna far si che l’altro cambi il modo di porsi,

bisogna che il dialogo riprenda

e che non sia solo un brusio,

ma, una voce chiara,

anzi, più voci chiare,

che, non abbiano paura della luce

e che non si nascondano nel buio.

La terapia deve diventare una voce a tutto campo,

senza lati oscuri,

che, riguarda l’intera famiglia

e che vengano date delle risposte

alle mille domande,

ci si pone.

L’anoressia,

esprime una ghettizzazione

immaginaria o reale….

Qualsiasi muro si può abbattere

e nessun muro ci salva o ci protegge dagli altri,

nessun muro cancella le voci, al di là.

L’inizio della guarigione

nella Anoressia e nella Bulimia,

parte dallo abbattimento di quel muro,

che deve diventare un ponte da e verso gli altri,

intorno.

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

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