In Ricordo di un Figlio Mai Tornato

"Il dolore per la morte di un figlio giovane è già per due genitori un anticipo della fine. La consapevolezza che quella vita destinata a prolungare il mistero delle generazioni si è tragicamente spezzata segna, agli occhi di un padre e di una madre, una ferita mortale non solo per le leggi della natura e ma spesso anche nel rapporto con la fede."...tutto quello che era stato solo abbozzato, terminando gesti e azioni, in modo da fare continuare quella vita mancata, dentro di lei, in un qualcosa di non compiuto, che poteva ancora compiersi....


In ricordo di un figlio mai tornato

Il dolore per la morte di un figlio giovane è già per due genitori un anticipo della fine. La consapevolezza che quella vita destinata a prolungare il mistero delle generazioni si è tragicamente spezzata segna, agli occhi di un padre e di una madre, una ferita mortale non solo per le leggi della natura e ma spesso anche nel rapporto con la fede. ……
«Perché nostro figlio?». Sembrerebbe una di quelle domande senza risposte razionalmente accettabili. Eppure Andreana Bassanetti ha imparato che alla luce della fede anche il peggiore degli eventi può diventare occasione provvidenziale. «È un cammino difficilissimo - osserva la psicologa - come solo può immaginare chi ha vissuto la morte di un proprio figlio. Eppure il nostro compito è quello di far capire e anche di fare accettare che la perdita un ragazzo in giovane età non è una disgrazia ma una grazia, non è una punizione ma un’elezione, che il figlio è più vivo che mai nella prospettiva della fede e nel cuore dei genitori».
Sembrano riflessioni quasi impossibili da proporre a due genitori che hanno appena perso un figlio. Ma la fondatrice di “Figli in Cielo” è consapevole della difficoltà e del rischio. Innanzi tutto perché lei per prima ha assistito impotente al suicidio della figlia adolescente…..
«Noi insegniamo a questi genitori - riprende l’esperta - che il dolore non si supera solo sublimandolo, ma aprendosi a quello del fratello.
Occorre allargare lo sguardo e accogliere la sofferenza dell’altro. Spesso la tentazione di idolatrare il proprio figlio morto è grandissima, ma non ci aiuta a inquadrare la situazione in maniera corretta. È necessario invece essere capaci di ridimensionare la propria pena per aderire all’itinerario che Gesù stesso ci ha insegnato, “rinnegare sé stessi”, prendere la propria croce e seguirlo, obbedienti alla volontà del Padre».

Aggiunge Andreana Bassanetti “Per due genitori che hanno perso un figlio sembrerebbe più facile spostare una montagna ….Piuttosto che accettare la morte di un figlio. ”

Fonte Luciano Moia AVVENIRE ON LINE



L’Elaborazione del lutto per la morte di un figlio

è un dolore insopportabile ed ingestibile, quasi impossibile gestirlo da soli perché si alimenta col continuo ricordo e con la consapevolezza di un futuro che avrebbe dovuto esserci, ed invece non ci sarà, andando contro le leggi della natura.

Due genitori piangono la morte del loro ragazzo di 18 anni, M.  si era recato al mare con gli amici, era un bellissimo ragazzo, abile nuotatore, sentì delle grida provenienti dal mare in burrasca, si rese conto che due persone erano in palese difficoltà, non esitò a buttarsi per salvarli, afferrò il primo dei due ragazzi e lo portò a riva e poi si rigettò in mare per salvare l’altro, lo afferrò e lo spinse verso la spiaggia ma poi sotto lo sguardo degli amici si inabissò e non riapparve più …. Gli amici si gettarono alla sua ricerca, ma invano. Il suo corpo riaffiorò dopo due giorni.

I genitori ora erano là a scrutare quel mare e chissà per quanto tempo lo avrebbero fatto e chissà per quanto tempo si sarebbero svegliati nella notte chiedendosi “M. non è ancora tornato?” Prima di fare mente locale che quella domanda non poteva avere mai più una risposta, perché era una domanda senza speranza.

La solitudine è terribile per chi resta e si alimenta dei ricordi che trova continuamente negli atti quotidiani della vita. Per quei due genitori si aggiungeva un altro dolore ed un altra domanda “perché i genitori di quei due ragazzi salvati dal loro figlio che era morto per loro, non si erano neppure fatti vivi? Forse questo avrebbe attenuato il loro dolore. Dentro di loro sicuramente la rabbia e l’idea che avrebbero preferito un figlio vigliacco ma vivo a quell’unico figlio eroe ma, ora, morto.


G. aveva 20 anni percorreva sicuro quella strada secondaria che aveva percorso x centinaia di volte nella sua vita, non c’era traffico, affrontò quella curva velocemente con le sue consuete certezze. Sentì l’auto fuggirgli di mano e vide il mondo ribaltarsi a testa in giù. Fu l’ultima cosa che vide prima di morire. La madre non accettò quella morte, parlava di lui come se la sua mancanza fosse un consueto ritardo.

Si ostinava ad apparecchiare la tavola anche per lui, ed indugiava prima di iniziare a mangiare, e si rifiutava di farlo, mentre il marito e gli altri due figli di 16 e 24 anni la guardavano trattenendo le lacrime. Lei non accettava quella morte e si rifiutava di andare al cimitero per piangerlo sulla tomba. Parlammo a lungo…… Quanto era successo doveva accettarlo per quegli altri figli che lei stava ignorando e per quel marito che soffriva come lei.

Fu difficile perché lei voleva ad ogni costo rifiutare quella morte, perché lei ad ogni costo non voleva piangere per quel dolore. Fu una serie di no, di apparenti implacabili no….quelli che gli dissi. Ed alla fine pianse e singhiozzò tutto il suo dolore trattenuto dentro per tanti giorni. Prese a frequentare il cimitero e ad accudire la sua tomba e ricominciò a vivere per gli altri e con gli altri che lei amava e la amavano.


La madre di A.

La madre di A. aveva perso l’unica figlia in un incidente stradale in autostrada. A. aveva 22 anni e tornava dalla discoteca in cui era D.J. La stanchezza e la distrazione la avevano tradita. La madre voleva capire, voleva farsi una ragione di un qualcosa che non accettava. Alla madre mancavano dei tasselli da ricomporre della esistenza della figlia, sapeva, ma non conosceva i particolari di quanto era accaduto in quegli ultimi anni di vita della figlia.

Dovevo e potevo dargli uno scopo, dovevo e potevo colmare quello spazio di memoria. Le proposi di farlo insieme. Avremmo ripercorso quel cammino e magari lo avremmo completato insieme, compiendo tutto quello che era stato solo abbozzato, terminando gesti e azioni,
in modo da fare continuare quella vita mancata, dentro di lei, in un qualcosa di non compiuto, che poteva ancora compiersi.

Contattò la discoteca, incontrò i titolari, i colleghi della figlia, toccò la sua consolle, incontrò clienti del locale ed amici, passò diverse serate in discoteca, scoprì che la figlia aveva un ragazzo, parlò con lui e piansero insieme per la morte di sua figlia. Scoprì degli hobby della figlia delle sue tante passioni e autonomamente decise di portarle avanti, di farle diventare parte della sua vita, come se sua figlia diventasse parte di lei.

Fu una grande consolazione per lei e le diede un nuovo motivo di vita e la sua vita cambiò.
Cambiò anche il suo abbigliamento, più giovanile, a forza di stare con giovani anche lei lo divenne. Le sue idee diventarono meno rigide e aumentò la sua curiosità per la vita. E si accorse di avere tanti amici intorno e per lei quella discoteca divenne un luogo caro, con amici che rinnovavano e continuavano la sua esistenza,
senza cancellare il ricordo che lei voleva mantenere.

fonte www.gilbertogamberini.it

Copyright © 2004-2006 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati. ricordi, momenti, attimi senza tempo

ricordi, momenti, attimi senza tempoAngelo cadutodiffiile ritrovare la pacefigli un amico perduto protetto come un fiore solitudine difficile da colmarericordi, momenti, attimi senza tempovive comunque in noi in quello che faremoun posto a tavola da riempirei gioielli più bellineve e freddo pietà

Commenti dei lettori

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  • manuela tattini

    02 Oct 2008 - 14:05 - #1
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    Lucio aveva 29 anni, un meraviglioso ragazzo affamato di vita, pieno di progetti,lanciato nel suo lavoro, pieno di amici come il suo blog su facebook dimostra ogni giorno.E’ volato via cosi’, all’improvviso, in un incidente stradale in cui guidava un suo carissimo amico che e’ rimasto illeso,la sera del 22 marzo, sabato di Pasqua . Sono sei mesi che noi genitori e le sue due sorelle, la piu’ piccola ha 12 anni, cerchiamo di farci una ragione, di capire perche’ proprio lui.Noi attualmente viviamo in Venezuela, paese che e’ un po’ una seconda casa e che lui amava moltissimo….era venuto a trovarci dall’Italia la settimana prima con la promessa di rivederci a maggio,fu quasi un addio, adesso ricollego tante cose e capisco che gia’ c’era un presagio, ma chi puo’ fermare gli eventi….lui voleva restare, non voleva partire….io sento nel mio cuore una grande forza e penso che mi venga da Dio e dalla Vergine Madre, che io prego sempre nei momenti di maggior disperazione…e prego il nostro angelo perche’ interceda per noi….ma per mio marito tutto e’ piu’ difficile, la sua fede sembra essersi sfaldata, e’ ancora avviluppato dalla rabbia e dallo sconcerto, dal senso dell’ingiustizia che secondo lui ci e’ capitata…dice che ha bisogno del suo tempo, non rifiuta l’aiuto che gli do ma e’ come se fosse anestetizzato…..spero che veda una luce, uno spiraglio….il mio grande dolore e’ acuito anche dal fatto che non riusciamo a sognarlo, ogni sera prego Dio di farmelo vedere,anche solo un attimo, ma niente…..e’ successo solo una volta, pochi giorni dopo il funerale, eracosi’ bello e luminoso, e suonava la sua chitarra…dicono che il tempo aiuta, ma io dopo sei mesi, dico che il tempo da solo non puo’ fare niente, siamo noi che ogni giorno, appena aperti gli occhi, dobbiamo ricominciare la faticosissima scalata di questa montagna, e pregare, pregare, e pregare ,per lui, per noi e per tutti quelli che soffrono il nostro stesso dolore, perche’ non siamo soli…..a tutti i genitori che leggeranno queste parole chiedo un segno di risposta, una condivisione e chissa’ un conforto…

  • teresa

    06 Nov 2008 - 11:19 - #2
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    mia figlia si chiamava Imma una splendida ragazza di ventuno anni bella bellissima piena di vita e voglia di vivere brillante negli studi tanto da essere anche gia’ quasi ingegnere.l’otto ottobre è volata via già volata è il termine giusto perchè si è gettata tra le braccia di Dio dal sesto piano.non ci sono spigazioni logiche e razionali al suo gesto nulle le mancava elegante raffinata tanto da essere vincitrice di vari concorsi di bellezza e tra l’altro selezionata anche per il prossimo calendario telethon rappresentante guarda caso per il mese di ottobre.Prima che accadesse ci sono stati in famiglia tanti sogni premonitori e in quello stesso giorno tante coincidenze non ultima la storia della santa che viene ricordata l’otto ottobre SANTA PELAGIA una ragazza di bellezza infinita che convertita al cristianesimo ai tempi delle persecuzioni cristiane quando i soldati andarono nella sua abitazione per prelevarla lei chiedendo il permesso di cambiare abito sali’ ai piani superiori e si buttò giù.Alla luce di tutto questo dovrei forse rassegnarmi e pensare che era tutto già scritto e stabilito e faceva parte di un disegno eppure non è così,non mi rassegno non mi dò pace e ora a distanza di un mese provo non solo dolore ma anche tanta disperazione e tanti sensi di colpa.Vorrei tanto morire anche io ma poi sarei egoista nei confronti degli altri due figli.Chiedo allora a lei che aveva tanto coraggio e tanta di forza di aiutarmi a vivere questo dolore che mi sembra sempre più grande ogni giorno di più.

  • Raffaele

    07 Dec 2008 - 08:55 - #3
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    Carissimi,

    Anche il mio cuore è stato distrutto dal grande dolore.

    Chiarisco che non sono un letterato, un intellettuale, un filosofo e senza nessuna pretesa di affermare che questo mio dire, questo mio modo di parlare sia stato esposto in una forma discorsiva, corretta e armonizzata del linguaggio. E tanto meno si possa pretendere in qualche modo di definirsi una forma letterale, un trattato o astrazioni, di congetture filosofiche o di saggezza antica.

    Nella mia natura, sono una persona assai semplice, di media cultura con umili ma dignitose ed orgogliose origini contadine. In questa mia vita sono essenzialmente un tecnico informatico, una persona normale come voi, che vive anche nel sociale, che ama la buona tavola, il buon vino, la buona musica e soprattutto che ama tantissimi amici e tutto ciò che è il PROSSIMO.

    Una persona che anche se ignorante in molte cose, assai felice viveva nello specchio della mente e della cieca fede, finché un giorno, il destino, il fato mi ha trascinato in un vortice senza fine, senza scampo, senza tempo e senza scelte che mi ha condotto a quel sentiero oscuro e tortuoso della ricerca dei perché senza fine, che mi ha condotto come per mano ad Intuire, a chiedersi, a contemplare tanti quesiti, tanti perché a parlare e a scrivere di certe verità Rivelate dal cuore di quel meraviglioso indefinibile amore che è stato mio figlio, un Angelo Divino.

    Vi chiedo umilmente scusa se spesso parlo con un linguaggio, con un tono che si esprime per concetti, per affermazioni, per sintesi. Chiarisco che non è nelle mie più intime intenzioni far nascere impressioni di essere invadente o assolutista su certe tematiche esistenziali perché sono state dettate non solo dal cuore mio che li ha percepiti e contemplate, ma soprattutto validate in ogni tempo dal cuore di tanti Maestri di Saggezza.

    Vi chiedo umilmente scusa sei questa mio dire, queste mie lunghe Post in qualche modo possa essere causa di turbamento o di evocanti tristi ricordi, di tristi eventi, di tristi pensieri. Credetemi, nel mio più sincero e forse troppo superficiale semplice sentire, lo scopo primario, lo scopo essenziale, le finalità è trasmettere certe libere vibrazioni con queste mie sgrammaticate ed inarticolate parole che nascono sincere dal cuore e che se in risonanza con il Vostro cuore vogliono FAR RINASCERE UN SORRISO. Da questo mio cuore, con questo mio cuore che dal fato e dagli eventi è stato frantumato in mille pezzi. Con questo mio cuore che assai destato sta cercando di ricomporsi. Con questo mio cuore che senza nessunissima egoistica intenzione vuole esternarsi, parlare, far nascere dei dubbi, far riflettere su alcune verità.

    E’ anche vero che nel trascrivere i miei pensieri, le mie contemplazioni, le mie riflessioni, il mio sentire mi sono accorto e mi sono reso conto sempre di più che questi miei pensieri tradotti in parole oltre ad essere finalizzate a risvegliare un piccolo sorriso a tanti genitori che vivono nel grande dolore, nell’insieme, nella sintesi, nell’essenza tendono anche e forse soprattutto ad innalzare in qualche modo la VISIONE che porta ad ingrandire, ad elevare, ad alzare sempre di più lo sguardo verso la Consapevolezza. Quella consapevolezza necessaria, assai richiesta in questo tempo di grandi mutamenti. Credetemi, sono in tanti gli esseri divini che stanno operando in questo nostro mondo, che stanno cercando di trasmettere quel messaggio universale comune a tanti. Un immenso comune desiderio di rivelare delle grandi verità celate. Un messaggio extraterreno, extraplanetario, extradimensionale dettato dal cuore d’immensi esseri d’amore che tanto ci amano. Dettato al centro del nostro cuore per risalire alla mente ed essere vivamente manifestato nel dire o nel fare. Il perché di tutto questo è per quella necessaria consapevolezza richiesta in questo tempo e per tutto ciò che il futuro riserva al nostro cuore.

    Credetemi, il perché di questo mio dire, di questo mio desiderio, il motivo, il vero scopo è SEMPLICE, SINCERO, SPONTANEO ALTRUISMO che con un forte SPIRITO d’INNATA LIBERTA’ nasce dal cuore di un Padre che nel dramma del suo immenso, indescrivibile dolore ha riscoperto l’indefinibile AMORE.

    la sintesi che ho già scritto dal mio ridestato cuore infranto.

    Sgrammaticate ed Inarticolate Riflessioni

    Contenuti e Riflessioni
    5 - Ai carissimi genitori
    11 - Io Sono Orazio
    12 - I Mali del Mondo e la Finale Dimora
    16 - Oltre la Cieca Fede
    21 - la Riflessione Spirituale e il Linguaggio del Cuore
    26 - i 700 Passi del Dolore e la Ricerca dei Perché Senza Fine
    28 - il Condizionamento, le Induttanze e le Guide Spirituali
    30 - la Sincronicità degli Eventi e la Grande Illusione della Mente
    32 - la legge di Corrispondenza e gli Dei del Passato
    33 - il Relativismo e i Testi Antichi del Passato
    38 - Orazio del Mio Cuore
    41 - alcuni dei circa 2000 Messaggi del Cuore
    63 - l’Illusorio Eterno Riposo
    64 - la Ricerca delle Verità Celate e la Reincarnazione
    69 - il Dualismo nella Realtà Virtuale e il Contatto del Cuore
    72 - Verità occultate e i Ricordi del Passato
    81 - la Morte e la Grande Avventura dell’Anima
    89 - Gesù - Anche Voi Siete Dio
    90 - la Verità fa Male al Male e al Potere Temporale
    96 - la Preghiera del Cuore e Riflessioni Conclusive
    101 - Pensieri
    102 - Ringraziamenti
    104
    Alcuni Riferimenti di Ricerca
    105 – La Metafonia
    113 - le Transcomunicazioni Strumentali
    120 – la Visione a Distanza
    128 - il Vero Dio Dimenticato
    166 - i Fratelli Maggiori gli Angeli e gli Dei del Passato
    184 - il Credo Niceno e il Mistero di Rennes
    190 - il Linguaggio Ermetico Simbolico
    193 - le Esperienze Extracorporee
    198 - Analisi sui Casi di Pre-Morte e Rivelazioni
    208 - Ipnosi Regressiva e Ricordi del Passato
    221 - il Nuovo Paradigma Olografico della Realtà
    230 - La libertà e il Gabbiano Jonathan Livingston
    262

    Con il cuore e con la mente che tutto abbraccia e contempla

    Affettuosamente

    Raffaele

    P. S. basta chiederlo e vi trasmetterò le mie Sgrammaticate ed Inarticolate Riflessioni
    (raffaele.zacca@yahoo.it - zaccar@wyeth.com)

  • lella

    14 Jan 2010 - 15:40 - #4
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    Ho perso una figlia che non aveva nemmeno un anno in un incidente stradale a causa di una donna che non ha rispettato lo stop!
    Perdonare non è facile ma se si ha la Fede si riesce, piano piano ma si riesce.
    Mia figlia oggi avrebbe 16 anni, ma non c’è mattina o sera che il dolore non mi faccia stare male…. quel roseo nasino che io amavo tanto baciare…La mia unica consolazione è di aver potuto donare le sue cornee, oggi qualche altro può vedere. La sua morte almeno non è stata inutile.
    La fede e l’amore di mio marito fanno il resto. Sono ancora fortunata, so di coppie che si separano dopo la morte di un figlio o alle quali manca la Fede per poter sopportare questo dolore inspiegabile…

  • vincenza cipullo

    27 Jan 2010 - 11:10 - #5
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    il 1 novembre mio figlio fabrizio 19 anni ha perso la vita in un icidente stradale ,l’amico alla guida era ubriaco, per l’alta velocità perde il controllo dell’auto. Siamo distrutti in quanto già nel’ 88 avevamo perso ilprimogenito una disgrazia …14anni annegato davanti ai miei occhi, il dolore si era placato con la nascita di fabrizio ma il destino è crudele. Ora ha 2mesi ci ritroviamo a vivere di ricordi maquel che mi fa paura è che mi sento giorno dopo giorno sola, e anche la presenza di mio marito mi disturba, mi dà fastidio tutto e tutti, sento la necessità di stare sola con il mio dolore di godermi il dolore ma non me lo permettono e io odio tutti. ho 3 figlie di cui 1 sposata e lontana ma taty era la mia ragione di vita la sua nascita da me voluta era la ninfea che giorno dopo giorno alleviava un grande dolore. ora chi mi aiuta ??????? trascorrono le giornate , la vita le cose di sempre e a me danno fastidio ma le devo fare dicono tutti devi andare avanti , ma devo andare avanti per loro ? nella mia testa un tarlo ,DIO cosa ti ho fatto di male per meritarmi tanto male? nei miei occhi solo l’immagine del mio Fabrizio steso su un aiuola coperto da un telo, 19 anni si è spenta la luce nei suoi e nei miei occhi.

  • Gilberto Gamberini Psicoterapeuta

    27 Jan 2010 - 11:48 - #6
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    Capisco….è difficile non sentirsi così specie per una madre …ma bisogna fare uscire quell’odio che ci consuma dentro Una ragione è impossibile farsela perchè non c’è ragione E come dar torto quando la fede non c’è o vacilla…? Ma bisogna trasformare quel dolore in qualche cosa d’altro Dirigerlo tra gli altri figli e le persone care introrno che non solo non hanno colpe ma soffrono come noi magari in modo diverso Realizzare ciò che quel figlio aveva in mente preoccuparsi ed occuparsi dei suoi affetti e dei suoi amori Vivere anche per quella vita che non c’è più….

  • Raffaele55

    07 Jul 2010 - 10:16 - #7
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    Ciao Carissima Ivana,
    ho ricevuto la tua richiesta, ma l’e-mail da cui mi ha scritto non mi permette d’inviarti quello che il mio cuore desidera…
    Potresti cortesemente fornirmi la tua giusta e-mail?
    Affettuosamente
    Raffaele
    (raffaele.zacca@yahoo.it)

  • amparo

    25 Aug 2010 - 03:05 - #8
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    era la festa della donna 8 di marzo il giorno que e uscita mi figlia giuliana ,aveva 19anni e 6 mesi ,mi disse mamma ci vediamo dopo, aveva app. con una amica ,un ciao ,mai pui a casa, lincidente, 20 giorni di coma e se ne ando.bellissima dentro e fuori,un angelo.non riusciro mai a aceptare questo.sono morta con lei,sopravivo,ho una figlia di quasi 15 anni bravisima pure lei,e mio marito,sono pasati 4 anni ,ho imparato a vivere per loro,non si meritanno piu sofferenze per colpa mia,li amo tantissimo pero non riesco a non sentire quel grandissimo dolore di non aver mia fliglia con me.lo so snono egoista lei sta bene pero mi manca……. amparo.

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